Tanti nodi per Ottolini e Comolli
In questi giorni Marco Ottolini ha rilasciato la sua prima intervista dal rientro alla Juventus. Il direttore sportivo bianconero ha toccato tanti temi caldi, ma non tutti, ovviamente, per via della ristrettezza dei tempi televisivi. Dopo una sessione di mercato praticamente a costo zero per via dei paletti imposti dalle istituzioni sportive nazionali e internazionali, in estate ci si attende molto dalla Vecchia Signora, anche perché i risultati (al di là del gioco nettamente migliorato) confermano che questa squadra abbia bisogno di almeno 3-4 innesti di caratura internazionale.
In primis una punta di peso, perché gli acquisti di David e soprattutto Openda non hanno risolto in maniera decisa (anche se con Spalletti i gol fatti sono aumentati) il mal di gol di una squadra che produce tanto, ma finalizza poco. Ottolini ha tenuto la porta aperta a Dusan Vlahovic, che lo si è visto esultare in maniera molto animata contro la Lazio, ma stando alle indiscrezioni riportate dal Corsport la richiesta del serbo è di 10 milioni netti annui più bonus alla firma, essendo ormai a parametro zero. Con questi presupposti, la Juve nemmeno si siederà a trattare.
A centrocampo serve un calciatore tecnico e sebbene tutti gli indizi portino verso Sandro Tonali, il ritorno in Italia del nazionale azzurro è molto complicato. La Juventus è molto vicina a chi ne gestisce gli interessi, ma alla fine nel calciomercato prevale quasi sempre il denaro e l’Arsenal sembra pronto a offrire una cifra monstre al Newcastle, 100 milioni di euro che i bianconeri non potrebbero eguagliare.
E servono anche due-tre difensori “europei”, poiché Holm è stato preso per tappare temporaneamente un buco, mentre Cambiaso continua ad essere croce e delizia degli allenatori che si sono succeduti alla Continassa, oltre che dei tifosi. E non guasterebbe anche un centrale, visto che Bremer ha bisogno di una mano e Kelly e soprattutto Gatti (finito ormai ai margini) non sembrano essere propriamente fulmini di guerra.
Posto che non si debba perdere nessuno dei giocatori attualmente in rosa che hanno mercato. Da Khephren Thuram, il cui contratto andrà adeguato, passando per Pierre Kalulu, che ha tanti estimatori in Premier, per finire a Weston McKennie, l’incursore più importante che ha la Signora. Il texano già oggi si potrebbe accordare con un’altra squadra ragion per cui non aver raggiunto l’accordo per il rinnovo prima pone i bianconeri in una situazione di svantaggio. E la cifra richiesta è anche salita di pari passo con le prestazioni, i gol e gli assist.
Insomma, bisognerà fare uno sforzo, magari cercando di fare cassa con gli errori di mercato commessi nelle ultime stagioni: da Koopmeiners a Douglas Luiz, passando per Gonzalez e compagnia. La via deve essere tracciata già adesso, con Ottolini e Comolli che contestualmente dovranno convincere Luciano Spalletti che il percorso iniziato possa proseguire con step di crescita e non di decrescita. È chiaro, altresì, che tutto passa dal raggiungimento del 4° posto, senza il quale per la Juventus sarà più difficile comprare giocatori importanti e tenere i migliori che già ha. È il fascino sportivo e finanziario della Champions, bellezza.
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