Absit inuria verbis….

Absit inuria verbis….
Oggi alle 07:30L'endovena - dritto al cuore del problema
di Fabrizio Rizzo

Domenica scorsa si è archiviata l’ultima partita del mondiale di calcio con la finalissima tra Spagna ed  Argentina che ha meritatamente premiato i catalani. La partita è stata ben giocata dalle furie rosse che hanno sin dal primo istante messo le cose in chiaro, ossia che la differenza qualitativa enorme tra le due squadre avrebbe portato ad un unico risultato, non facendo i conti però col team di Scaloni, il quale aveva ben organizzato la sua tattica tutta garra e rissa. La partita è stata più che di calcio una partita a calci, gli argentini si sono dimostrati picchiatori e tutti in cuor nostro pensavamo già all’ennesimo furto mondiale, come le botte di fortuna avute dagli ottavi di finale in poi. Ma stavolta il soffio politico di Trump e di Infantino non c’è stato, per cui la Spagna ha potuto meritatamente alzare al cielo la Coppa del Mondo, e gli sconfitti voltando le spalle ai vincitori, hanno voltato le spalle alla lealtà sportiva, e di questo i massimi vertici calcistici ne potrebbero tenere conto in futuro. Per quanto mi riguarda è stato un mondiale abbastanza squallido, condito da interferenze geopolitiche oltre che da una serie di evidenti storture al regolamento in corso che ne hanno condizionato anche la motivazione a guardare le semplici partite di calcio. Ormai questo sport è diventato un circo , l’interesse è esclusivamente economico finanziario, tant’è vero che,  colpo di teatro, nemmeno poi poco inimmaginabile, è stato il fatto che il prossimo mondiale sarà a 64 squadre stavolta non solo spalmato in due continenti e tre nazioni, ma probabilmente anche in Sudamerica per festeggiare l’ennesimo centenario. L’affare dell’attuale competizione ha prodotto in quattro anni un giro complessivo di 15 miliardi di dollari, praticamente il doppio dello scorso mondiale in Qatar. E’ inutile che mi dilunghi sul fatto che il calcio degli anni 80 e 90 non è più storia ma preistoria e che quindi ormai l’unica direzione è quella di produrre i titoli sui giornali,  ampliare i portafogli di pochi, distribuire ricchezze in modo sproporzionato ai meriti, e fare leva sui sentimenti di noi poveri tifosi che in fondo amiamo il gioco del calcio. L’altra notizia che fa riflettere è la candidatura di Infantino all’ONU, anch’essa pompata dal biondo presidente americano, che testimonia come l’attuale numero uno della FIFA abbia in intrecciato con l’uomo più potente del mondo una relazione più che amichevole e ormai sconfinata anche in un’attualità politica francamente inconcepibile. Siamo tutti con Platini, che avendolo anche citato in sede penale , potrebbe rallentarlo addirittura nella rielezione, ma… siamo certi che le sue amicizie gli garantiranno un gancio in mezzo al cielo, sollevandolo da terra, dai morsi delle fiere ( che ai suoi occhi sono invidia accidia e superbia). Archiviato quindi questo evento planetario in stile Emmy,  che non c’ha neanche visto come rappresentativa italiana, altro tema caldo rappresenta la nomina del commissario tecnico Italiano. Tra una girandola di nomi.  siamo passati dalla quasi certezza Mancini Conte,  alla speranza Baldini (che però con le sue profonde verità avrebbe dato non poche noie a chi lo ascoltava, scompaginando un sistema che è evidentemente marcio). Fino alla suggestione Guardiola, che rimane sicuramente un nome di primissimo rango, un allenatore dalle indubbie qualità, sempre senza dimenticare che in campo scendono i giocatori e non gli allenatori, per cui nel tentativo di poter sfruttare la magia dell’allenatore spagnolo, non pensiamo che non serva un minimo di qualità in campo, e al momento i giocatori di qualità se ne vedono pochi, e sempre meno se ne vedranno fino a quando il decreto crescita aiuterà i club a comprare esclusivamente giocatori stranieri. Per quanto riguarda il solito strascico triste e anche un po’ arido di calciomercato juventino, siamo stati abbagliati dalla folgorante operazione del turco Celik, che è sembrato un colpo alla Moggi per velocità e accelerazione alla chiusura, ma che sinceramente a molti è parso più uno sgarbo col ghigno di Massara nei confronti della sua ex squadra. Sicuramente un discreto giocatore, valida alternativa a Kalulu, sul quale si posassero mai le attenzioni di qualche club, potrebbe essere anche ceduto.

Difatti il nostro calciomercato è sempre più basato sulla vendita per comprare, ossia liberarci di giocatori che non potranno più dare nulla alla nostra squadra (ciò che poco nulla hanno dato in passato a dispetto di faraonici contratti). Siamo da circa un mese e più ancorati sulla necessità di comprare un portiere e un attaccante, sul primo siamo sempre più innamorati del Dibu Martinez, ma questo tira e molla con l’ Aston Villa ( neanche stessimo trattando Pelé’) ci sta obiettivamente stancando ( e non si tratta di astenia da caldo infernale , ma ci siamo proprio rotti le p….., ABSIT INIURIA VERBIS…), così come l’affare Kolo Muani, e la vicenda Vhlaovic…. Basta sinceramente basta…..! Siamo ancora a discutere con Dusan di 6 milioni di differenza, le parti si parlano…. Le parti partano e vadano altrove. D’altronde, se in tre mesi questo fortissimo attaccante non ha trovato uno straccio di squadra degna del suo lignaggio, un motivo ci sarà, ed una domanda il papà procuratore se la dovrebbe fare. D’altro canto sono giustificati i ragionamenti del tifoso juventino medio che giustamente fa un conto molto semplice: se proprio devo spendere un ingaggio di 6 milioni meglio darli a Vlahović che mi costa zero che spenderne 40 per , comunque vada,  un giocatore che ha tutto da dimostrare, e resta comunque un’incognita, come Sørloth Kolo Muani,  o il Mateta di turno. Noi tutti confidiamo nello spessore e nella grande professionalità dell’attuale quadro dirigenziale, che non si farà prendere in giro, ne capisce di pallone e vedrà maturare i migliori frutti a tempo debito. Il problema è che tutte queste belle parole vanno anche dette al mister Spalletti che da una vita (ormai è quasi un anno che siete sulla nostra panchina) chiede lo straccio di un attaccante da 15 gol alla stagione, e la prima amichevole a Basilea lo ha evidenziato ( oltre alle solite amnesie di Arthur, ma lasciamo perdere).
Eros Ramazzotti cantava in una strofa di una canzone della mia gioventù , “ c’è’ una strada in cielo puoi vederci una folla che va…” fino a 10 anni fa la calca ci sarebbe stata a entrare nel club più blasonato d’Italia, adesso la congestione è a uscirne…. E questo inceppa il meccanismo estivo del calciomercato. Se non si sposta una tessera non si andrà a dama. Di questo passo Spalletti dovrà cimentarsi a farsi stupire da Luiz o da Openda o ringalluzzire da David o Di Gregorio… ma ripartire con loro sarebbe un ENORME passo falso, sarebbe come andare in guerra con le fionde….
Chiudo con l’aggiornamento  sulla vicenda Arbitropoli , che si arricchisce di un ennesimo entusiasmante tassello ( senza nulla togliere alla persona Rocchi che probabilmente e’ pure parte lesa) e cito testualmente “ IL VUOTO PROBATORIO DEGRADA TALE IPOTESI al rango della mera illazione”… in pratica il paradosso secondo la difesa sarebbe che eventualmente a creare un elemento di condanna ci sarebbe la amicizia Gravina con Rocchi , che non necessariamente avrebbe garantito un risultato ai cartonati.
Quindi cambiando gli interpreti se nel 2006 si fosse ragionato così….
Va bene così….caro Vasco… senza paarooolee.