Esuberi decisivi

Esuberi decisivi
Oggi alle 07:30L'endovena - dritto al cuore del problema
di Fabrizio Rizzo

Ferrari e Juventus sembrano accomunate da uno stesso strano destino. Sembra quasi che chi non ci stia dentro dia il meglio altrove. Non può essere una coincidenza per Antonelli, per Adzic ed altri. Il primo, bambino prodigio, rifiutato alla Ferrari( ed il giorno dopo allla scuderia di Toto Wolf…)  che domenica imbarazza per lo strapotere ( non è tanto partire 19.mo ma è vincere quanto essere superiore a Russel, che non è di primo pelo in F1, e guida la stessa macchina). E noi? Dopo due mesi di ( per dirla alla romagnola ) “ menate” sul potenziamento della power unit, che a Monza avrebbe fatto sfaceli, assistiamo ai soliti alibi del team principal che ammette la differenza tra noi e loro e si trincea sul “bisogna parlare” e sul “ bisogna capire”… che ci dica allora subito e senza giri di parole perché due piloti da 100 milioni annui si bastonino ad ogni curva, perché avranno tutti loro un po di responsabilità.. o no? Stessa cosa nella Juve.. andiamo dietro a Kolo per diversi mesi e ci accontentiamo dei gol degli altri? Vero che nel suo DNA ci sono alti e clamorosi bassi ( due anni or sono spara 5/6 gol in 3 giornate e poi un po di eclissi…). No scusate…. Non si ammettono buffonate di genere. O e’ un attaccante o un bluff… senza giri di parole e frasi da sofisti. La terza di campionato e’ stata caratterizzata dal ribaltone dell’Inter e della Roma, partite sulle quali lascio giudicare a voi, considerando che al di là degli episodi fortunosi, sono al momento ( più i cartonati dei giallorossi) in possesso di una panchina lunghissima che potrà permettere di affrontare anche le gare europee con una discreta serenità. Potrebbe creare qualche crepa il divorzio di Ausilio ( che per molti versi nelle sensazioni, mi ha fatto ripensare , e molto, al nostro divorzio con l’attuale loro presidente).  L’impressione e’ che mentre l’Inter vacillava senza che Allegri ( per demeriti suoi sulle scelte finali, ma incolpevole sui gol divorati…) potesse dare il colpo del KO, trovando il gol di Lautaro ( che ha fatto di tutto per essere espulso… e lo doveva essere prima e dopo del gol) la Roma invece ha un merito tutto suo, di quei meriti che anche noi lo scorso anno abbiamo accarezzato in partite da 30 e più tiri in porta, rimediando, nelle migliori delle occasioni pareggi inutili, o sconfitte assurde ( vedasi Cagliari). Ad addolcire il pomeriggio domenicale in attesa di Juve Milan ci ha pensato la F1, strappando i cuori rossi dei ferraristi che oramai si stanno tradendo tifando Antonelli. Un italiano alla guida di auto tedesche , anziché stranieri sul Cavallino. Un modo come un altro per sentirsi vivi, in uno sport dove per demeriti cronici ed alibi stantii, ci si ripete sempre le stesse cose, a condire disfatte impietose, come se Elkann avesse particolare fiuto alla sfortuna, anche se non vincere il titolo dall’epoca di Shumi sembra più una caratteristica che evidenzia qualche grossa incompetenza , come anche alla Juve ….che non troneggia ormai più. Anzi, peggio ancora, che sembra ormai essersi abituata ad un senso o di ovvia mediocrità. La campagna acquisti definita da molti più completa dello scorso anno, la si valuterà a Maggio. Sicuramente e lo risottolineo, siamo meglio dello scorso anno, quando Malen non approdò alla Juve per questo benedetto algoritmo di Comolli. Ma la partita di domenica sera a Torino è stata un copione visto e rivisto, tra due squadre che appaiono incomplete sotto molto punti di vista ( il Milan più che la Juve) dove il pareggio fortunatamente non è stato di 0-0 e dove i limiti attuali di entrambe le proiettano al momento dietro Inter e Roma e meritatamente in Europa League. Alibi tanti,  da infermeria già piena (anche Locatelli e Boga agli altri 7…..

ma andiamo anche a farci benedire per benino da qualche santone….)  ad altre condizioni legate alla maglia che pesa….Se si volesse spiegare come mai due blasonate del calcio siano finite in purgatorio basti vedere la partita di domenica sera, dove noi abbiamo espresso onestamente un discreto calcio ( ma incompleto dicevo) e loro assolutamente nulla ( a proposito di attaccanti , il loro da 70 milioni non ha superato la metà campo, ed il nostro da 38 ha trasformato De Winter in buonanima Baresi). L’idea che i partenti potessero cambiare musica sembra avere convinto Spalletti a fare giocare Nico dall’inizio ( buona la sua gara), mantenendo Koop su un giudizio e voto sufficiente ( suo il cross del gol col Milan e il gol nella partita precedente da subentrato), e un ennesimo esubero ( Gatti) che alla garibaldina firma la quasi rimonta ( e dal suo gol come ci si accontentasse non si è tentato di vincerla sta partita). Come se il pareggio fosse il massimo possibile, come se la mediocrità, lo stentato voto di 6 meno meno meno, fosse da noi interpretato come il meglio possibile. Questo rappresenta un enorme freno a mano mentale che potrebbe condizionarci, quando partite così non vengono sbloccate. Da chi? Da chi stoppa allarga il gioco viene servito e fa gol. Semplice ma difficile allo stesso tempo. Complicato deve essere indossare la maglia della Juve o PSG, anche per l’eco dei gol turchi di Dusan, però non può essere un alibi alla Vasseur. Non ci si può aggrappare all’ennesimi  incidente di Leclerc alla parabolica, se no finisce tutto. Sia chiaro che non siamo squadra da scudetto, stiamo ricostruendo, stavolta con dirigenti capaci,  quello che è stato demolito da 6 anni a questa parte, ma avere fortemente voluto Kolo e confermato altri vorrà pur dire qualcosa. Spalletti dice che rimarrà sul carro del numero 9 sempre, ma se non si inventa qualcosa in quello spazio davanti al trequartista, la mole di gioco ( di qualità seppur ancora lentuccia) andrà a quel paese. Sta all’allenatore capire come scardinare questo enigma. Sfruttando lo spilungone Woltemade con i cross, ( ma quanti? Non è che sia un demonio di testa…) allenando l’attuale Salvatore della patria Gatti ( che segna e condisce la prestazione con una inusuale ma ormai frequente polemica), forse anche svegliando Koop con petardi e fiaccole. Numeri alla mano finora hanno segnato due difensori, e due non attaccanti. Ripeto la partita di domenica lascia buone impressioni ma evidenzia le solite lacune dello scorso anno che andranno riempite non a parole caro Mister. Ultima considerazione ( non su arbitropoli ormai sepolta ma sulla cui vicenda andrebbe fatta chiarezza…) ma sulla attuale applicazione del VAR, lo scorso anno si vedeva troppo la moviola , quest’anno no. Ma la sensazione è che in un modo o in un altro ci siano cose da mettere a posto, dove lo stesso Spalletti non ritiene ci siano le condizioni per fischiare un fallo ad inizio azione del gol rossonero. Non siamo d’accordo e non ci piace questo metodo Mottiano…non davanti alla telecamera perché non siamo squadra che al momento può fare la schizzinosa, disgustando i contorni a favore delle pietanze principali….. ci stiamo abituando all’ozio, alla mediocrità… la Juve e le Ferrari appunto..speriamo sia solo una mia impressione che tendiamo a farci surclassare, a ritenere che anche il Como calcio sia di una pasta diversa…..non vorrei si tornasse indietro al VINCERE NON È PROPRIO L’UNICA COSA CHE CONTA…. E mi viene in mente un passaggio di Pascoli che traduce A.Tennyson ne l’Ulisse…” Molto perdemmo ma molto ci resta: non siamo la forza più che nei giorni lontani muoveva la terra ed il cielo: noi, s’è quello che s’è: una tempra d’eroici cuori, sempre la stessa: affraliti dal tempo e dal fato, ma duri sempre in lottare e cercare e trovare né cedere mai”.
Appunto… cedere… mai.