Lento pede…
Con il mondiale ormai al termine, mi pongo alcune interrogativi, lasciando stare l’attuale calciomercato che continua a latitare, su questioni di ordine nazionale. La nazionale di calcio tedesca, dopo il flop mondiale ha quasi subito stretto un connubio con Jürgen Klopp, anche il Portogallo e le altre nazionali eliminate hanno fatto la medesima cosa. Evidentemente in Italia le questioni logiche e veloci diventano spesso lacunose e molto lente. Dopo la batosta dei giorni scorsi della Francia contro la Spagna, hic et nunc, altro che commemorazione della presa della Bastiglia( semmai la Batosta della Castiglia…) ci sarà l’addio mesto di Dechamps, sostituito da Zidane, mentre alle nostre latitudini si procede a piccoli passi. Dopo l’affermazione di Malagò, sembra che il piano di ricostruzione nazionale potesse procedere in maniera inequivocabilmente intelligente, con le redini affidate a due espertissimi quali Maldini e Leonardo. Ma come si sa in campo vanno i giocatori scelti da un commissario tecnico. Sui giocatori c’è poco da dire, la qualità latita, e abbassiamo il livello di tolleranza a giudicare un buon giocatore dalla corsa sui 100 m. La questione allenatore che sembrava dovesse rimanere circoscritta a Conte e Mancini, sta in maniera molto pericolosa deviando verso un ventaglio di possibili allenatori. Non discuto le qualità tecniche di Mancini ( su cui non ho competenze alcune), ma dopo quello che è stato, anche per una questione di dignità morale andrebbe cassato all’origine. Sull’ Antonio nostrano, puntiamo sul sicuro anche se sappiamo la sua progettualità a lungo termine non è delle migliori. Guardiola resta un sogno e tale dovrebbe rimanere perché continuo a ripetere che in campo non vanno i commissari tecnici e potremmo avere anche un dio sceso in terra, ma se continuiamo a giocare con l’aratro ai piedi, faremo ben poco la strada. Si è parlato anche di Pioli e di Pirlo, sul primo nessun dubbio che potrebbe chiudere una triade milanista in Nazionale maggiore, sul secondo appaiono molte nubi e perplessità. Sicuramente un mago della regia un’eccezionale giocatore ed un fuoriclasse a livello assoluto, Pirlo, non proietta le sue doti da calciatore nelle sembianze di allenatore. Girovago in Italia e anche all’estero non ha mai ottenuto la continuità che dovrebbe avere, probabilmente per il fatto che non vige la regola che giocando bene a calcio si possa bene allenare. Sicuramente il contratto di Pirlo è poco oneroso ma questo non vuol dire che possa essere la soluzione per l’Italia, in quanto se si vanno a cercare professionisti catalogandoli solo in base alla convenienza dei loro contratti, siamo in un mare dei guai.
Dalle mie parti si dice “ o caru ccattici o picca pensici”, cioè chi più spende meno spende…
Stesso discorso vale per Carnevali e tutta la compagine Bianconera, dove l’idea dell’equilibrio di bilancio almeno per quest’anno prevaricano su acquisti da sogno, dovendo anzitutto, come più volte ribadito, posteggiare quegli atleti che in questo annata hanno dato dimostrazione di non essere assolutamente degni della nostra maglia , e cercando a questo punto il colpo a effetto della ULTERIORE OCCASIONE, palesemente patetico e goffo , perché solo su questi non si potranno gettare le basi di una squadra che dovrà affrontare campionato Coppa Italia e la meritatissima (anche se non scontata) Europa league. Guardando altrove, ad esempio al Milan, però sirimane con l’amaro in bocca, in quanto si vede come la squadra rossonera, avendo molto anzi moltissimo, da farsi perdonare, nelle vesti del proprietario Cardinale, ha speso e sta continuando a spendere milioni di euro, nel tentativo intanto di calmierare la propria tifoseria, e secondariamente di ristabilire una progettualità degna del passato. Dovrebbe essere così anche da noi, ma le emorragie finanziarie del passato hanno creato questa voragine bestiale, caratterizzata da un enorme dispendio economico, improbabilmente rappresentato da giocatori ripeto assolutamente non degni. E nelle ultime settimane si è ripetuto sempre il solito discorso, che questi professionisti evidentemente leggendo i giornali e ascoltando podcast dei social di tutto il mondo, sentendosi sempre più ai margini, come ovvio che sia, di una società che gli sta scaricando (e per primi no tifosi lo abbiamo già fatto), dall’alto dei loro stipendi milionari, tornati dalle vacanze, si sentono in diritto di poter esprimere la loro opinione, che consiste appunto nel “darsi una seconda opportunità”, al punto che temo , le preghiere di alcuni siano ascoltate dalle squadre degli atleti richiesti da Carnevali, sistematicamente rimbalzate alle nostre richieste ( se non alle più insensate e costose). Ma io mi chiedo? Quale secondo opportunità vogliono avere se ne hanno avute 38 in campionato una manciata in Champions League in Coppa Italia? L’hanno passato ha messo a dura la prova i nostri stomaci, per cui saremmo noi tifosi a meritarci una seconda opportunità, e se lor signori volessero che ce la diano andandosi a trovare altre squadre, in modo da vedere crollare le rivali per la lotta al titolo con la loro presenza da titolare( piccola e penosa soddisfazione).
«Angelus» (per esteso Angelus Domini) è il nome dato al suono delle campane che, tre volte al giorno (alba, mezzogiorno e tramonto), invitano i fedeli a recitare una devozione in ricordo del mistero perenne dell'Incarnazione.È, per l'appunto, quello che stanno facendo i due contadini ritratti nel dipinto di JF MILLET sito nel museo d'Orsay di Parigi, che al suono delle campane della chiesa di Chailly-en-Bière, appena accennata sullo sfondo, hanno sospeso per un attimo la raccolta delle patate e si sono raccolti silenziosamente in preghiera; abbandonati gli strumenti di lavoro (la carriola con i sacchi sopra, il rastrello, il cesto pieno di verdure), entrambi sono completamente assorti nell'orazione, tanto che presentano il capo chino e le mani giunte al petto.
Evidentemente anche noi , esasperati, preghiamo che le nostre patate vengano fritte altrove….
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