Contro il Benfica in Champions serve ritornare a segnare e vincere
Torna la Champions, con le residue due partite che saranno decisive. E la Juve non può più permettersi di steccare, di sbagliare, come accaduto a Cagliari sabato sera. La prestazione sciorinata non è stata cattiva, anzi, però si sono nuovamente ripresentati gli antichi problemi in zona gol, un’incognita che attanaglia la squadra bianconera da diverso tempo, ancora oggi senza una soluzione definitiva. L’infortunio di Vlahovic ha complicato le cose in attacco e ingarbugliato le poche alternative per andare a segno; a questa squadra manca il fatidico mirmillone d’area di rigore, il corazziere centroboa, capace di catapultare in rete tutti i cross e le palle vaganti che possono arrivare nei sedici metri. Un argomento atavico che la dirigenza juventina tenta di risolvere in corsa, sfruttando il mercato di gennaio con l’identikit che sembra corrispondere al francese del Crystal Palace, Jean Philippe Mateta. Se sarà lui o un altro interprete lo capiremo nei prossimi giorni, ma Spalletti ha la necessità di poter contare su un vero numero 9 che butti il pallone in fondo al sacco. Numeri alla mano, la sconfitta irrazionale e assurda maturata in terra sarda ha dimostrato, ancora una volta di più, che questa Juventus ha urgente necessità di qualità anche in fase realizzativa. La qualità non può essere intesa solo come un gesto tecnico altisonante, come un lancio millimetrico di quaranta metri, come una giocata sulle fasce da applausi o un dribbling ubriacante saltando i diretti concorrenti come birilli, la qualità in area di rigore si estrinseca in pedine che sappiano essere spietati e cattivi, esaltando la fase realizzativa. Il classico attaccante-sentenza che la Juve in passato ha avuto, e che oggi non c’è, visto che sia David, sia Openda, hanno peculiarità diverse e soprattutto si stanno dimostrando poco ficcanti nelle zone calde delle aree avversarie.
Se i tifosi tornano a ritroso con la mente, diventa troppo facile citare nomi come Higuain o Trezeguet che hanno segnato caterve di reti in epoche e situazioni vincenti; alla Juve di oggi serve un centravanti, magari non un campionissimo come i due appena citati, un corazziere d’area che sappia punire i portieri avversari. E serve subito. Contro la squadra di Pisacane Madama ha fatto tutto bene, a parte l’incertezza sul gol subito su unico tiro in porta dei padroni di casa, ma la Vecchia Signora è mancata clamorosamente nel settore più importante: la zona gol. Non serve dominare il campo, non serve battere montagne di corner, non serve fare il match e comandare il gioco, se poi non vengono sfruttate le poche occasioni da rete create: nel calcio se non la butti dentro le partite non le vinci! E per assurdo la Juventus ha perso una sfida che, per mole di gioco e possesso, strameritava di portare a casa. Va aggiunto che la squadra di Spalletti non ha creato un monte industriale di chance da rete, una nel primo tempo con Miretti e tre nella ripresa con il solito Yildiz, più un paio di colpi d testa tentati invano da uno spaesato Openda, ma se ti chiami Juve hai il dovere di capitalizzare le chance prodotte. Ecco perché Mister Spalletti chiede, con urgenza, un numero nove che sappia concretizzare le palle gol che vengono costruite, non può essere sempre Yildiz a scaraventare in porta le opportunità che si procura, con somma maestria. Insomma, la Juventus non può essere troppo Yildiz-dipendente, servono altre frecce alla faretra bianconera, a maggior ragione nel prossimo mese e mezzo, con tante partite, tutte complicate e impegnative. Un periodo in cui la stagione bianconera potrà prendere un senso di marcia oppure, speriamo di no, complicarsi maledettamente. A tal riguardo, domani sera torna la Champions e contro il Benfica di Mourinho, la Juventus avrà un match point basilare per cercare di raggiungere i play-off. Mentre, esattamente tra 8 giorni, arriverà il capitolo finale da giocarsi nel Principato, contro il Monaco.
Due appuntamenti che devono fornire i gol e i punti necessari per continuare il percorso europeo, tanto prestigioso, quanto imprescindibile, a livello di incassi e relativi bilanci della società. Spalletti affronterà i portoghesi con la squadra che allena da quasi tre mesi, l’ausilio del mercato potrà sopraggiungere in seguito, quindi il Mister dovrà essere bravo e convincente nel cercare qualche soluzione in più per la sua squadra: cosa non facile, sia chiaro. Ciò che spicca negativamente sui tabellini delle gare bianconere sono le poche e rarefatte soluzioni per andare in gol che regalano un ventaglio scarno di conclusioni: la Juve tira pochissimo da fuori, non segna mai su punizione, e non sa sfruttare palle ferme e calci piazzati. Solo a Cagliari sono stati addirittura 18 i corner battuti, senza mai riuscire a sospingere o spizzare in rete le parabole che piovevano a ridosso del portiere avversario. E in ben 21 tiri totali, gli avanti di Madama non sono stati capaci di inquadrare la porta e insaccare. Contro il Benfica sarà una durissima partita a scacchi, le squadre portoghesi sono brave ad imbrigliare la mediana, fare densità, ripartendo di slancio, così alla Juve servirà una prestazione maiuscola nel mezzo e sulle corsie laterali, che dovrà produrre occasioni e gol. La sconfitta di Cagliari brucia ancora tantissimo per come è giunta e per quanto sia stata insensata, ma in Champions il gol appare l’unica arma per combattere la delusione appena patita. Una Juventus che è chiamata a reagire subito, sfoderando una grande gara condita da realizzazioni, a prescindere da quali saranno le scelte iniziali del Mister. Se si vuole rimanere nella massima competizione europea, David e compagni dovranno ritrovare la via della rete, smarrita nell’ultimo, deludente, turno di campionato.
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178

