Settimana calda tra i nuovi arrivi di mercato e la Coppa Italia
Parma spazzato via con un risultato perentorio e nello stesso tempo l’attesa stressante per i tifosi, per il mercato appena terminato. Un carico di emozioni, speranze, brividi e sensazioni tangibili, da toccare con mano, in un mese terribile come quello di febbraio, che potrà definire appieno gli obiettivi e le aspirazioni del team bianconero. Una gara dominata e dominante quella del Tardini, con una Juve in grado di mettere a segno tutti i gol scaturiti dal match, anche a causa dell’incredibile autorete di un Cambiaso, sempre più involuto e annebbiato. Una Juventus brillante, che cresce a vista d’occhio e con numeri realizzativi di prim’ordine: la squadra di Spalletti può contare sul secondo reparto d’attacco più prolifico del campionato, preceduta solamente dalla capolista Inter. Come dice Mister Spalletti, serviva attendere, serviva avere un briciolo di pazienza, e con la squadra nelle mani dell’allenatore toscano la Juve è mutata radicalmente in ogni sua componente, decollando a suon di prestazioni scintillanti, guarnite da risultati rilevanti e vincenti. Una forma atletica esuberante che servirà in maniera particolare per gli impegni a venire che solo in questa settimana recitano, giovedì scontro diretto a Bergamo per la Coppa Italia, partita da dentro o fuori, mentre domenica è attesa la Lazio allo Stadium, per la ventiquattresima giornata di campionato.
Due impegni probanti e di rilievo che l’organico di Madama dovrà affrontare al meglio, con un Yildiz che, per un sovraccarico all'adduttore rimediato a Parma, dovrebbe saltare certamente la gara della coppa domestica, se non entrambi gli incontri. Il talento turco è in forte dubbio anche per la sfida di domenica prossima: lui che è diventato l’uomo faro di una Juve che vuole cercare di far bene in tutte le competizioni. Spalletti dovrà essere abilissimo nel capire come attuare qualche rotazione, senza perdere un milligrammo di tenacia, splendore e cattiveria da parte dei suoi uomini, anche a seguito della prova incolore e sciapa, scodellata in campo, nell’ultimo turno di Champions contro il Monaco. Una settimana di fuoco dal punto di vista agonistico, che verrà seguita da altri quattro match al calor bianco, tra Champions, con il difficile cliente dei turchi del Galatasaray, e due scontri in campionato con Inter e Como, insomma un menù tanto ricco quanto impegnativo e dirimente per i destini della Vecchia Signora, in campionato e in Europa. La Juve sarà chiamata nel mese appena iniziato, ad un vero e proprio tour de force che potrà dire molto in termini di obiettivi da raggiungere o meno. Poi c’è il contesto del mercato di riparazione appena terminato, e qui i discorsi vanno affrontati con molta schiettezza.
Mercato Tutti si attendevano il centravanti fisico, d’area di rigore, che manca come profilo in questa squadra e che Spalletti aveva richiesto alla società. Dopo tanti tentativi effettuati, la dirigenza bianconera non è riuscita a piazzare il colpo finale: un vero, colpevole, peccato. L’unico calciatore per cui la dirigenza zebrata avrebbe fatto di tutto risponde al nome di Kolo Muani, con il giocatore che avrebbe intrapreso volentierissimo il viaggio di ritorno verso Torino; ma il Tottenham non lo ha liberato, e se vogliamo anche giustamente. Gli inglesi lo hanno ottenuto in prestito la scorsa estate dal Psg, nell’ultimo giorno disponibile per i trasferimenti, dopo il tira e molla con Comolli, che poi virò su Openda e David. E proprio sulla scorsa estate si devono appuntare le attenzioni e i giudizi a riguardo di un mercato che ha portato poco, a livello di profitto e resa, in casa Juventus. La ricerca disperata nel tentativo di far ritornare l’attaccante francese certifica, una volta di più, il fallimento dell’operazione non conclusa da Comolli tra luglio e agosto; inutile fare marcia indietro, cercando di andarlo a riprendere nel mercato di riparazione. Una situazione non solo imbarazzante a livello d'immagine ma soprattutto non coronata da successo. Così Kolo Muani è rimasto in Inghilterra alla corte degli Spurs, con la Juventus priva del profilo pressantemente ricercato, costretta ad attendere il ritorno dall’infortunio di Vlahovic, per poter contare su un centroboa dalle peculiarità tanto volute dal Mister. Si poteva, si doveva fare decisamente meglio, viste anche le richieste di Mister Luciano. Perché in mezzo alla trattativa con l’acqua alla gola per Kolo Muani, la dirigenza ha messo in piedi tentativi non andati in porto per Mateta, e soprattutto per En-Nesyri, pedina che a Spalletti garbava molto e che rappresentava il prototipo di identikit ideale per ricoprire quella falla nel reparto offensivo. L’attaccante marocchino ha declinato l’offerta, non convinto dalla formula, e da lì il mercato per il nuovo centravanti ha subito una sonora battuta d’arresto, soprattutto per fattibilità reale e concreta. Impossibile, letteralmente, pensare di intavolare un accordo per un centravanti di livello nelle ultime ore di mercato, una cosa non da Juve: un vezzo da sradicare quello di tentare di risolvere tutto negli ultimi giorni, e negli ultimi convulsi e intasati refoli di mercato.
In compenso le altre due posizioni sul campo richieste dal Mister bianconero sono state, almeno quelle, colmate. Holm, terzino destro con corsa poderosa e spinta notevole è giunto in prestito dal Bologna, lo stesso dicasi per Boga dal Nizza, individuato come vice Yildiz, che va ad occupare una casella tanto doverosa quanto delicata e importante. Poi ovviamente bisognerà attendere i responsi veri e propri del terreno di gioco, perché a voler essere precisi i due nuovi arrivi, per motivazioni diverse, non hanno proprio spaccato il mondo fino a qualche mese fa, nei rispettivi club. Boga non scende in campo dal 30 novembre, quando con alcuni compagni venne aggredito dagli ultras del Nizza per una sconfitta; da allora il calciatore ivoriano, già ex di Sassuolo e Atalanta, non ha più visto il campo per sua scelta, quindi andrà rimesso in sesto rapidamente dalle cure dello Spallettone. Per Holm, calciatore svedese di 25 anni, un ruolino di marcia in questa stagione non eccezionale, un infortunio muscolare al bicipite femorale, un acciacco muscolare in seguito, alcune panchine e poca titolarità (8 volte) nella squadra felsinea in campionato, per un totale di 1240 minuti giocati tra Serie A, Coppa Italia, Europa League e SuperCoppa italiana. Arriva per far rifiatare un monumentale Pierre Kalulu, unico giocatore della rosa juventina ad aver giocato tutti i minuti, di tutte le partite. In definitiva, il ragazzo svedese dovrà essere bravo a farsi trovare pronto nelle occasioni in cui l’allenatore lo chiamerà in causa, giocandosi in cinque mesi la possibilità di essere riscattato dalla società di Madama. Un mercato incompleto, non certo visualizzato con i fuochi artificiali quello messo in piedi alla Continassa, sono sbarcati in casa Juve due giocatori di complemento che torneranno utili nel corso della stagione, ma soprattutto è mancato il colpo che tutti si attendevano, quello del centravanti stoccatore che avrebbe potuto fornire maggiori soluzioni alla faretra del Mister toscano. Con l’auspicio che fino al ritorno tra i convocati di Vlahovic, previsto per marzo, la Juve possa proseguire con la striscia vittoriosa, la brillantezza e l’efficacia dei risultati registrati nell’ultimo mese e mezzo, sia in Italia, sia in Europa.
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