Mentalità da Juve vera per cercare di crescere ancora

Mentalità da Juve vera per cercare di crescere ancoraTUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 18:00La Frecciata
di Franco Leonetti
La rombante vittoria contro la Cremonese certifica che la Juve di Spalletti ha cambiato registro, ora serve continuare su questa strada

Finalmente una partita pressochè chiusa e decisa nel primo tempo. Un fattore che allo Stadium mancava da tanto tempo, il potere di un gruppo rivitalizzato e totalmente rigenerato da un Mister come Luciano Spalletti, che stimola quotidianamente i suoi, toccando le corde psicologiche opportune. Anche dopo una vittoria roboante per 5-0 contro la Cremonese, l’allenatore juventino non si esalta e tiene i piedi ben imbullonati alla crosta terrestre, parlando di una buona performance ma con step di miglioramento da effettuare, da andare a raccattare. Insomma, lui non è mai contento. E questa sua caratteristica altrochè se serve ad una squadra che limiti ne ha, ma ha dimostrato da fine ottobre di sapersi rimettere in carreggiata, introducendo cuore, anima e totale concentrazione nel seguire i dettami di Luciano da Certaldo. Una Juventus nuova nello spirito e nella mentalità, una squadra che dopo alcune difficoltà palesemente riscontrabili, ha saputo cambiare marcia facendo lievitare le proprie prestazioni e inevitabilmente i propri risultati. Cambiare tutto, o cambiare molto non è mai facile, questa è una Juve non costruita benissimo dalla dirigenza, ma soprattutto questo gruppo arriva da posizioni di comodità talmente sbagliate, da essere visibili ad occhio nudo da Urano. Troppe annate balorde, troppi allenatori sedutisi in panchina con idee strampalate, presuntuose e poco attuabili, alcune gestioni dello spogliatoio da lettino dello psicanalista, una squadra immersa in una comfort zone errata e produttrice di disastri assortiti negli ultimi campionati, senza un briciolo di spirito e con una mentalità affossata e difficile da riesumare. Spalletti ci è riuscito, Luciano ci sta riuscendo, ma guai a pensare che tutto viri solo su lidi rosei e goderecci, la stagione è ancora lunghissima e Madama non ha ancora fatto nulla.

Chiaro però che i progressi visti appaiono confortanti e forieri di sorrisi e soddisfazioni, perché finalmente la Juventus riesce a stare in campo nella maniera giusta, mostrando tanta voglia di raggiungere i risultati, con la testa, con le gambe e con una buona dose di maturità. Da quanto tempo non si osservava una squadra come quella zebrata correre, lottare e pressare fino al triplice fischio finale, da quanti anni non si vedeva una Goeba che sul 5-0 continua a spingere, a giocare, per giungere alla rete. Da tempo, troppo tempo. Ecco, il plus del Mister toscano è proprio questo, aver instillato nella testa dei giocatori la voglia matta di divertirsi, giocando a calcio con prestazioni di livello caratteriale elevatissimo. Con la conseguenza che, quando ti diverti, riesci a mettere sul terreno di gioco anche prestazioni brillanti che conducono alla vittoria. Una sensazione finalmente gioiosa quella dei tifosi bianconeri che in questo momento della stagione possono osservare una Juventus pressante, aggressiva, con grande dinamismo, lucida determinazione, una squadra sempre alla ricerca della verticalità che sa fornire dosi di ottima continuità, come osservato nelle ultime prestazioni. Certo, dalla dominante prestazione contro il Lecce, ci si attendevano quei tre punti non acciuffati, questo l’unico vero neo di una squadra che, nelle ultime settimane, sta mettendo pressione a chi è davanti. La speranza è che quei due punti mancanti, causa del maledetto pareggio contro i salentini, non debbano avere una valenza troppo negativa quando si faranno i conti finali della stagione. Eccedente affermare che con quei due punti in più la Vecchia Signora sarebbe ancora più a ridosso delle alte sfere della graduatoria, mettendo timore a chi la osserva dagli specchietti retrovisori. Un altro sonoro punto a favore della Juventus spallettiana è l’aver riconquistato la stima altrui. Fino a qualche tempo fa Madama non faceva più paura a nessuno, tutte le squadre che l’affrontavano in casa o in trasferta avevano poco timore reverenziale, giocando partite spavalde e sfrontate. Ebbene, da qualche settimana il trend è mutato di parecchio: ora fronteggiare le maglie bianconere non è più come recarsi al luna park. Un altro punto decisamente a favore di un allenatore che ha ereditato, raccolto, ascoltato, curato, plasmato e fatto crescere un gruppo che aveva l’assoluta necessità di un’identità e dell’opera instancabile e pregiata di un demiurgo come Luciano Spalletti.

Esperienza di lungo corso ma anche grandi capacità di agire prima sulla psicologia e poi sulle gambe dei suoi ragazzi, un allenatore deve saper fare questo per trascinare il gruppo e diventare credibile agli occhi dei propri giocatori. Se poi riesci ad accoppiare ottime prestazioni a risultati vincenti, beh il lavoro dell’allenatore trova il suo ideale compimento. Ecco perché il progetto Juventus non può far altro che passare dalla riconferma dello Spallettone. Un Mister che sta migliorando e portando ad una quota superiore gran parte della rosa a sua disposizione, Miretti è diventato un perno basilare della squadra con prestazioni da alti voti in pagella, McKennie è uomo ovunque, instancabile, poliedrico e totalmente decisivo con le sue scorribande e  gol annessi, Kalulu è difensore imprescindibile (le ha giocate tutte senza mai essere sostituito), Yildiz è ormai uomo faro insostituibile con una capacità di fare le due fasi in maniera sensazionale, ma anche la ripresa di David è cosa che il Mister ha saputo gestire nella maniera giusta, senza eccessive sbavature. E ancora la crescita di Thuram, capace di alternare strappi e scavallate prepotenti a posizionamenti più solidi e tatticamente validi, un Locatelli generoso e maggiormente rapido nella distribuzione e un Conceicao che, quando sta bene, sa sdrucire le difese avversarie con puntate supersoniche e gol scintillanti. Tutto il gruppo si sta giovando ampiamente delle indicazioni del Mister, e la sola parata di Di Gregorio sul finale di gara contro la Cremonese ci ha portato indietro nel tempo, quando la Juve dominava e riceveva solo una conclusione avversaria nel match, con il guardiano dei pali che, in quell’unica occasione, doveva farsi trovare prontissimo ed efficace. Una Juventus che fa ben sperare e che sa dare soddisfazioni ai propri supporter, una Juventus che in questo mese di gennaio costruirà la sua definitiva dimensione, tra obiettivi imminenti e futuri, una Juve bella da vedere e che sa andare a rete. La mentalità ritrovata, il furore agonistico, la voglia di combattere e di vincere sono la novella più bella. Una Juventus che meriterebbe di essere migliorata sul mercato con un paio di innesti funzionali al gioco dello Spallettone, ma qui la palla passa a Comolli e Ottolini, che dovranno agire al meglio con le risorse a disposizione, per cogliere le opportunità. Nessun volo pindarico, nessuna altezzosità, la testa deve andare subito alla gara contro il Cagliari di sabato prossimo, con la consueta umiltà. Intanto però è lecito godersi la bellissima sensazione di una Juve ritrovata, che è tornata a fare la Juve, quella vera.