La farsa di San Siro, il Sistema e lo spareggio Champions

La farsa di San Siro, il Sistema e lo spareggio ChampionsTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 17:00La Frecciata
di Franco Leonetti
Dopo la vergogna di San Siro e un sistema che deve cambiare, la Juve tra poco scende in campo in Turchia per sfidare il Galatasaray

Una vergogna perpetrata davanti agli occhi di tutto il mondo. Ciò che si è visto sabato sul prato del Meazza è una cosa che mai si era osservata in tutta la sua estrema gravità in un classico, in un big match, con le tv di tutto il pianeta a visionare. Ecco perché quell’episodio che ha completamente falsato la partita, non può essere minimizzato come ha fatto il presidente dell’Inter Marotta; anzi va mostrato, rimostrato e mandato a memoria, affinchè il sistema si decida a fare qualcosa per cambiare, e anche in fretta. Per il momento il sistema si è chiuso a riccio e si è autoprotetto come nei migliori copioni cinematografici, ma appare chiaro che non si può e non si deve andare avanti così. Le istituzioni internazionali del calcio non hanno ancora capito che, con episodi pesantemente ingiusti, folli e insensati di questo tipo, il calcio sta perdendo e perderà sempre più la fiducia e la passione dei tifosi, alla faccia di chi sproloquia, fa l’equilibrista o accusa gli altri per trovare alibi, innaffiando egocentricamente e disinteressatamente, il proprio orticello che man mano si essicca.

Juve   Palesemente penalizzata nel corso di questa stagione con ben 7 episodi contro registrati in 6 gare: Verona (dove è successo di tutto), Firenze, Bologna, andata e ritorno con la Lazio e dulcis in fundo l’assurdità dell’espulsione di Kalulu a Milano. Un cumulo di fattori assolutamente inaccettabile. La misura non è colma, è andata ben oltre. Benissimo ha fatto la dirigenza a farsi sentire, finalmente, con dichiarazioni fortissime e squassanti: intervenire pubblicamente in precedenza avrebbe sicuramente giovato.

Protocolli e regolamenti   Ecco il vero vulnus di un calcio che va allo sfascio, ogni giornata di campionato si giochi. I regolamenti sono fumosi, interpretabili, cervellotici, vengono cambiati di partita in partita. Esempio: il rigore assegnato contro la Juve a Verona per la palla inattesa di Joao Mario, la giornata seguente non è più stato assegnato. Queste sono le cose che fanno arrabbiare, inviperire, sospettare, e decadere la fede di chi spende, ovvero i tifosi, per vedere e osservare abomini di tale forma. I Protocolli poi sono la vera assurdità di una tecnologia come quella del Var, che può intervenire solo su alcuni punti. L’introduzione del Var è stata giustificata come l’ausilio principe per aiutare gli arbitri a sanare gli errori evidenti, dove l’occhio umano può venir tratto in inganno. E allora basta con le limitazioni d’uso, basta con gli steccati, i protocolli vanno ampliati perché, a latere di linguaggi tecnicisti, il pubblico si pone una domanda ovvia e fisiologica: hai il Var, hai le telecamere, perché non usarle in ogni episodio discusso o palesemente ingiusto? Non si può sentire che nell’episodio ignobile Kalulu-Bastoni, il Var non può intervenire. I protocolli vanno cambiati, se necessario stravolti, a meno che non si voglia tornare indietro eliminando il Var stesso. Ma con il Var presente si devono apporre correttivi massicci e ingenti, in modo che la vergogna di San Siro non si debba mai più ripetere

Bastoni   A parole tutti gli interpreti del calcio lottano strenuamente contro i simulatori. Appunto a parole, perché poi quando un episodio gravissimo lambisce le terre di ogni singolo club, i dirigenti stessi di quei club, minimizzano quasi con sdegno, di esser stati beccati con le falangi nella marmellata. Se poi la simulazione, già grave di per se, raggiunge i vertici toccati da Bastoni siamo alla totale fregatura dell’avversario. L’esultanza del giocatore interista significa una cosa chiarissima e inequivocabile: ho finto, ho simulato, ti ho fatto espellere e sono riuscito a fregare tutti, compreso l’arbitro. Una cosa decisamente insopportabile

Chivu  Anche la maschera d’ipocrisia dell’allenatore dell’Inter è caduta. A parecchie decine di minuti dalla fine del match, quindi a mente fredda, Chivu avrebbe potuto usare dichiarazioni molto più neutre, come ci aveva fatto credere, essere nel suo stile. Invece cosa c’è di meglio che attaccare Kalulu, che non ha nemmeno commesso il fallo che poi gli è costato addirittura il doppio giallo e la cacciata dalla partita. Caduta di stile epocale, che non sorprende.

Il Sistema Arbitrale    Rocchi designatore e La Penna arbitro dovrebbero essere spediti a casa subito. Il primo perché ha mandato un direttore di gara palesemente inadeguato per una partita di quel tenore, il secondo perché decisamente inabile e con manchevole esperienza inadatta ad arbitrare un match di elevatissimo tasso emotivo. Rocchi poi, nonostante i consueti proclami estivi, tipo basta concedere rigorini o una durezza promessa su certi episodi, solo per fare qualche esempio, sta dimostrando con i numerosissimi eventi negativi succedutisi, che l’AIA ha completamente perso la bussola. Serve un cambiamento istantaneo e drastico, ma soprattutto la volontà di invertire una china che si è fatta pericolosissima e che ha scontentato tutti i club. Ergo, cambiamento doveroso e immediato.

La Juve stasera torna in campo per i playoff di Champions, e sarà molto curioso vedere se e quali scorie sono rimaste nella testa e nelle gambe dei ragazzi, dopo la serata indecorosa consumatasi a Milano. Un match ostico, difficoltoso, in un ambiente infernale, servirà la miglior Juventus per tenere testa ai turchi e sopravanzarli. La squadra di Spalletti sta giocando bene, è in forma, corre a mille, sfoggiando geometrie e solidità e, ovviamente, sarebbe stato assai interessante capire come avrebbe potuto finire, in 11 contro 11, contro l’Inter. Ovviamente se la partita non fosse stata chiaramente falsata dall’arbitro. Madama ha mostrato cuore, gambe e grande carattere, e sa mettere in campo prestazioni di spessore con piglio gladiatorio, tutte peculiarità che saranno ottimali sul campo del Galatasaray, tra pochi minuti. In Champions serve giocare con intraprendenza, senza speculazioni o calcoli, ecco perché dalla Juve ci si attendono risposte secche e foriere di cose positive. A prescindere dalle assenze, mancherà David, Spalletti e i suoi uomini sono chiamati ad un impegno probante che andrà gestito al meglio, perché la sfida, seppur dura, è alla portata di Locatelli e compagni. Tutta la rabbia e la frustrazione accumulate nella nefasta trasferta di San Siro vanno tramutate in voglia di rivincita e in capacità pedatorie di prim’ordine, insomma l’occasione di stasera andrà capitalizzata al meglio.