Ansia da prestazione
A volte basterebbe fare meno e farlo con più serenità per riuscire a fare di più e anche bene. Ogni partita sembra vissuta come un esame da affrontare e in campo si avverte frenesia e mancanza di lucidità. La Juve potrebbe fare di più facendo meno. È un paradosso ma è lo stato attuale di una squadra che è molto meglio di quel che i risultati ci raccontano. La Juventus è superiore agli avversari eppure gioca con quell'atteggiamento di chi deve dimostrare di poter essere, di saper fare, quasi a soddisfare quel bisogno di consapevolezza, evidentemente non ancora acquisito. È un giocare ad handicap, a rincorrere il risultato, uno sforzo non richiesto ma che di fatto condiziona l'intera prestazione.
Subentra l'ansia, la frenesia e con esse la paura di essere puniti al primo errore. Un pò più di fortuna non guasterebbe ma certe situazioni ce le si va a cercare. Guardiamo agli errori dei singoli e guardiamo agli errori arbitrali che condizionano e non poco ( se si passa in vantaggio, finisce 3 a zero e non 2 a 2 strappato all'ultimo secondo!) ma se la Juve giocasse con più serenità, con la consapevolezza di essere più brava dell'avversario, allora arriverebbero anche i gol con più semplicità. Un atteggiamento più sicuro avrebbe dei risvolti positivi e i risultati sarebbero più in linea con la forza della squadra. È una questione di correnti energetiche, di flussi da incanalare piuttosto che da respingere. Spesso la differenza tra fare un gol o prendere un palo è la convinzione in ciò che si vuole veramente che accada. L'errore è non mettere in atto il giusto atteggiamento. Fa parte del percorso di crescita che questa squadra deve compiere. È un passo in più verso la maturazione.
La Juve non deve preoccupare. Può far arrabbiare certamente, ma le basi non mancano per crescere ancora. Un paio di giocatori d'esperienza inseriti in questo gruppo giovane avrebbero fatto comodo: certi passaggi a vuoto, come questo con la Lazio, si sarebbero potuti evitare.
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