Juventus: tre punti importanti, guai a storcere il naso
La Juventus espugna il "Via del Mare" superando il Lecce per 2-0 grazie alle reti nel primo tempo di Weston McKennie e Douglas Luiz. Tre punti pesantissimi per la classifica dei bianconeri, che si trovano a sole tre lunghezze di distacco dal quarto posto. Eppure, nonostante il risultato pieno, il tecnico Luciano Spalletti ha chiuso la sfida con il morale a metà, visibilmente contrariato per un secondo tempo in cui la squadra ha concesso troppo campo e ha peccato di eccessiva leziosità.
Nel primo tempo la partita ha visto una netta prevalenza territoriale della formazione bianconera. La manovra, tuttavia, ha evidenziato alcuni limiti cronici già visti in precedenza: la scarsa propensione a tirare da fuori area (ma perfino da dentro l’area) — con diverse occasioni in cui i giocatori hanno preferito tergiversare anziché calciare verso la porta — e una tendenza fin troppo marcata a rallentare il gioco servendo palla all'indietro anziché premiare i tagli in verticale. La svolta, però, è arrivata dai calci piazzati e dalle giocate dei singoli. Su una punizione ben congegnata, McKennie ha sbloccato il risultato, seguito 12 minuti dopo da un pregevole destro dal limite di Douglas Luiz che ha indirizzato la gara sui binari giusti.
Nella ripresa, complice anche la spinta del Lecce guidato da Eusebio Di Francesco, la Juventus ha sofferto più del previsto. Una sofferenza, però, figlia principalmente di demeriti propri: troppi errori tecnici in fase di uscita e una pericolosa tendenza a complicarsi la vita con giocate individuali anziché chiudere la pratica con maggiore cattiveria. Nonostante ciò, la retroguardia a cinque — in cui mi è piaciuto molto Gatti, molto bravo nelle chiusure e nelle marcature preventive— ha retto l'urto senza correre pericoli particolari davanti a un inoperoso Vicario.
Nel complesso, la prova dei bianconeri offre spunti di riflessione importanti. Da un lato permangono margini di miglioramento evidenti nella gestione dei ritmi e nella cattiveria sotto porta; dall'altro, la capacità di soffrire e di portare a casa il risultato in un momento di piena emergenza (con ben otto assenti) dimostra che il gruppo sta imparando a badare al sodo. Il processo di crescita della squadra passa inevitabilmente anche attraverso queste partite “sporche”, dove contano unicamente la concretezza e i tre punti.
Ora per i bianconeri è già tempo di voltare pagina: l'attenzione si sposta rapidamente verso il prossimo e ravvicinatissimo turno infrasettimanale, che vedrà la Juventus impegnata nella sfida contro il Genoa. E Spalletti sembra assolutamente intenzionato a proseguire sulla via del 5-3-2.
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