Un pari che mette a nudo i soliti limiti della Juventus
Un pareggio che evita un tracollo casalingo, ma lascia in eredità un carico consistente di dubbi, gli stessi che ci portiamo dietro da mesi ormai. L’Allianz Stadium chiude sul 2-2 la sfida di Europa League tra Juventus e Rennes: una gara a due facce in cui la squadra di Luciano Spalletti mostra prima il suo lato più fragile e superficiale, per poi reagire d’orgoglio nella ripresa prevalentemente grazie ai singoli.
Primo tempo: illusione Celik e blackout difensivo
L’avvio della Juventus aveva illuso un po’ tutti. Lo schieramento tattico iniziale (un 5-3-2 versatile con Kolo Muani pronto ad allargarsi sulla fascia e Nick Woltemade a far da cerniera d'attacco andando a formare un 5-4-1) aveva premiato le idee del tecnico. Proprio da un movimento incontro del centravanti tedesco era nata la manovra manovrata che aveva portato al vantaggio di Zeki Celik, lesto a trafiggere la porta avversaria.
Un’illusione durata pochissimo. La Juventus si è immediatamente afflosciata, difendendo in modo molle e concedendo campo alla maggiore freschezza atletica e mentale dei francesi. Un ritardo di Gatti e la poca copertura di Cambiaso hanno aperto la strada al pareggio del Rennes, prima che un rigore concesso per un tocco di braccio dubbio di Douglas Luiz permettesse ai transalpini di ribaltare il punteggio prima dell'intervallo.
In mezzo, l’occasione di Gatti (bella parata dell’estremo difensore ospite su colpo di testa) e quella di McKennie, però fermata per un fallo in attacco di Kolo Muani.
La ripresa: la scossa di Woltemade e i soliti errori
Nel secondo tempo la Juventus si è ripresentata sul terreno di gioco con un atteggiamento ben diverso. Con il passaggio alla difesa a quattro e gli ingressi di Nico Gonzalez, Kalulu e Boga su tutti, i bianconeri hanno alzato il baricentro accettando qualche rischio calcolato. A salire saldamente in cattedra è stato Nick Woltemade: il tedesco ha caricato la squadra sulle spalle trovando su rigore la rete del definitivo 2-2, il suo terzo centro consecutivo nella competizione continentale.
In una ripresa condotta con più rabbia, è arrivato anche il gol del potenziale sorpasso firmato da Lucumi, successivamente annullato dal VAR per una posizione di fuorigioco ritenuta attiva (decisione che lascia molto perplessi). Non sono mancate, tuttavia, le note stonate: la prestazione di Kolo Muani è apparsa a tratti irritante per troppi errori di scelta nel dribbling e troppi contropiedi sprecati, mentre a centrocampo la solita prova "senza infamia e senza lode" di Koopmeiners conferma limiti d'incisività ormai cronici. Solite montagne russe per Cambiaso.
Prospettive e fiducia a Spalletti
Se la prestazione del primo tempo è apparsa sconfortante, la reazione caratteriale della ripresa offre un piccolo segnale d'incoraggiamento mentale per un gruppo fragile, che tende a smarrirsi alle prime difficoltà. Nel pre-partita l'amministratore delegato Giovanni Carnevali ha ribadito la linea della continuità: "Andiamo avanti con Luciano Spalletti, non ha senso cambiare in continuazione". Il cammino europeo resta gestibile, ma le prossime uscite di campionato contro Lecce e Genoa richiederanno risposte ben più solide, altrimenti una stagione nata male rischia di finire addirittura peggio.
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