Preparata male, interpretata peggio

Preparata male, interpretata peggio
Ieri alle 23:12Mister Nicolino
di Mirko Nicolino
Ennesimo pareggio stagionale contro un piccola e stavolta alla lista di coloro i quali perdono credito metto anche mister Spalletti

Stavolta non si salva nemmeno Luciano Spalletti, anche se, va sottolineato, rimane sempre il meno responsabile di tutti. Un po’ si contraddice il tecnico di Certaldo, poiché alla vigilia dice che la qualificazione in Champions League non è una questione di punti, bensì di “livello” raggiunto. Salvo poi dire al termine dell’1-1 contro l’Hellas Verona già retrocesso: “A volte bisogna pensare a vincere e basta”. Quindi è una questione di punti.

Alla Juventus bisogna portare a casa gli obiettivi ed è sempre, dunque, una questione di punti. Come ci arrivi a quei punti è un dettaglio, perché se poi non ci arrivi, puoi aver raggiunto il livello che vuoi, ma vai a casa. L’atteggiamento visto sin dai primi minuti del match contro gli Scaligeri è parso di supponenza e sufficienza, non a casa, dopo aver fatto anche qualcosa di buono con diverse occasioni da gol, arrivano i soliti errori tecnici che mettono la gara in salita con il gol ospite.

E una volta sotto nel punteggio, per la squadra è ansia pura, paura di fare l’ennesima figura barbina di una stagione in cui, anche con il “gioco di Spalletti” sono arrivati tanti pareggi con le più scarse del campionato (non me ne vogliano): pareggio andata e ritorno con l’Hellas, pareggio in casa con Lecce, Sassuolo e Torino, pari a Firenze contro una Fiorentina a suo tempo ultima e derelitta.

Bravo Vlahovic a trovare la punizione dell’1-1 ma per il resto, la squadra pensava che, siccome ora ha una proposta di gioco, in automatico i tre punti sarebbero scesi dal cielo gratis. In questo, dunque, non c’è alcuna evoluzione, perché l’evoluzione ce l’hai se hai i giocatori forti mentalmente e tecnicamente, in modo da alzare anche il livello degli altri in allenamento e in partita. Questa squadra ciclicamente incappa sempre negli stessi scivoloni, a conferma di quanto scrivevo nei mesi scorsi: i limiti tecnici nessun gioco riesce ad annullarli e se ce li hai a metà stagione, li avrai anche nel finale di stagione.

Con le squadre che si abbassano come ha fatto il Verona oggi e il Milan settimana scorsa, la Juventus non ha un piano b, non ha idee, non ha inventiva. I calci d’angolo e le punizioni battute in maniera imbarazzante non si contano più, poiché sono una costante in ogni match. Questa rosa andrebbe profondamente rafforzata, poiché nonostante abbia il 2° monte ingaggi della Serie A non è all’altezza di primeggiare in Italia. E no, i numeri dicono che con Spalletti da luglio questa squadra NON avrebbe vinto lo scudetto; che non è vero che se giochi come vuole Spalletti nove volte su dieci vinci; e che non abbiamo fatto una grande Champions.

In questo weekend, per preparazione pre-gara, interpretazione e post gara, alla ridda dei “perdenti”, in termini di quotazioni personali, si aggiunge anche Spalletti.