Fermare l’emorragia per la Champions

Fermare l’emorragia per la Champions
Ieri alle 23:45Mister Nicolino
di Mirko Nicolino
La Juventus subisce tre gol a partita di media: se vuole centrare il quarto posto, prima che parlare dell'attacco bisogna ritrovare l'equilibrio difensivo

La Juventus agguanta un pareggio all’Olimpico contro la Roma, a conferma che questa squadra quando vuole sa avere scatti d’orgoglio, ma non succede sempre e non può comunque essere questa la regola. Visto che Spalletti vuole porsi al centro tra giochisti e risultatisti, quale rappresentante degli equilibristi, al momento non ci siamo. E i demeriti principali non sono ovviamente i suoi.

Nel match dell’Olimpico abbiamo assistito purtroppo all’ennesima proiezione di un film già visto più e più volte. Nelle ultime 7 partite 1 vittoria, 2 pareggi e 4 sconfitte, 11 gol fatti e 20 subiti, la media di 2,85 a partita. Nel primo tempo la Juventus effettivamente produce gioco, ma dei 6 tiri riportati dal tabellino, nessuno finisce nello specchio, tre addirittura in curva. La Roma, invece, tira tre volte nella porta bianconera, due volte replica Perin, al terzo tentativo arriva il gol.

Nella ripresa la Vecchia Signora trova subito il pari con un coraggioso Conceicao, ma da quel momento in poi la fase difensiva diventa un film horror. Cambiaso si perde Ndicka, Bremer perde il duello con Malen e i piemontesi finiscono 3-1. L’impressione è che l’inerzia della partita possa portare i giallorossi a ottenere anche di più, mentre la Juve deve esporsi per cercare di riaprire la gara. È qui che a mio avviso la compagine di Gasperini pecca di presunzione e diventa molle in difesa.

Convinti che ormai la partita sia incanalata verso una vittoria netta, marcature e coperture diventano blande, così ne approfittano prima Boga e poi Gatti. Insomma, un risultato estemporaneo del quale Spalletti non è ovviamente contento e lo ribadisce al termine del match davanti alle telecamere. La squadra è stanca mentalmente e fisicamente dopo gli sforzi delle ultime settimane, soprattutto per le gare giocate in 10, ma questo è il momento decisivo della stagione e non si può tirare il fiato. Serve un’impresa per la Champions, ma al netto dei problemi offensivi, se parti sempre con 3 gol al passivo non puoi pensare di farne sempre 4 nemmeno con Haaland e Mbappé davanti. Prima si ritrova l’equilibrio e poi si può parlare di quarto posto.