Solita Juve a due facce, vitale aver vinto

Solita Juve a due facce, vitale aver vinto
Oggi alle 20:52Mister Nicolino
di Mirko Nicolino
Primo tempo da 8, ripresa da 5: la Juventus porta a casa tre punti pesantissimi contro il Genoa, ma per battere l'Atalanta servirà non ripetere certi errori

La Juventus mette sotto il Genoa nel primo tempo, poi soffre nella ripresa, ma riesce a portare a casa tre punti di platino. Sarò noioso, ma non c’è nulla di nuovo in quello che abbiamo visto anche oggi all’Allianz Stadium. Per l’ennesima volta negli ultimi anni, la Vecchia Signora ha confermato di saper essere una squadra di “matti”, ovvero una squadra capace di fare cose bellissime e al contempo di mettersi in difficoltà da sola contro chiunque.

La prima frazione di gioco è di rara bellezza, con Locatelli e soci sempre sopra ritmo, tanto che il vantaggio di Bremer arriva già ad inizio match e il raddoppio al 17’. Match praticamente in ghiaccio, con la Juve che soprattutto nelle transizioni positive conferma di poter fare malissimo alla formazione di Daniele De Rossi. Ai rossoblu non resta che mettersi dietro con un blocco basso, perché ogni volta che provano ad andare a prendere la Signora alti, i padroni di casa ripartono come frecce.

Si va all’intervallo con un punteggio che oggettivamente va stretto alla Juventus, anche se David fa al solito tanto lavoro per gli altri ma non sui rende pericoloso. Per vedere la punta della Juve incisiva sotto porta bisogna attendere l’inizio della ripresa, che parte con il cambio di portiere per via dell’infortunio muscolare di Perin. Di Gregorio, che non vede il campo da diverse partite, è chiamato subito agli straordinari.

Dopo il palleggio quasi perfetto del primo tempo, infatti, difensori e centrocampisti della Juve non riescono più a tenere un pallone, cominciando la solita manfrina dei passaggi a favore degli avversari. Il Genoa ne approfitta e soprattutto dopo l’ingresso di Baldanzi mette sotto pressione la difesa bianconera. Vanno in bambola persino Bremer e Thuram, che si prendono un giallo ciascuno per evitare altrettante puntate dritte verso la porta.

Il fallo del brasiliano causa anche un calcio di rigore, ma Di Gregorio è bravo sulla battuta e anche sulla successiva seconda conclusione. Il penalty sbagliato frena leggermente il Grifone, ma non ne doma definitivamente la verve. La Juventus continuerà a difendersi e a provare a risalire il campo sfruttando il subentrato Milik (Vlahovic si ferma addirittura nel riscaldamento e non riesce a entrare), che con la sua tecnica e la sua esperienza crea grattacapi a Ostigaard e compagnia. La gara arriverà al 90’ senza altri grandi sussulti e alla fine va davvero di lusso alla Juve: in altre occasioni, gli errori visti nel secondo tempo, sono costati diversi punti vitali.