Conferenza Spalletti Juve-Lazio: "Conceicao e Kelly in dubbio. Rinnovo? Me lo devo meritare. Yildiz leader"

Conferenza Spalletti Juve-Lazio: "Conceicao e Kelly in dubbio. Rinnovo? Me lo devo meritare. Yildiz leader"TUTTOmercatoWEB.com
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di Massimo Reina
"Kelly fortissimo. Rinnovo Yildiz fa capire le intenzioni della Juventus: il ragazzo trasmette forza a tutta la squadra. Boga e Holm utili. Lazio forte."

Si è appena conclusa la conferenza stampa di Spalletti alla vigilia del match della Juventus contro la Lazio valido per la 24ª giornata di Serie A. Apertura con Kenan Yildiz e l'Amministratore Delegato Damien Comolli, che hanno confermato ufficialmente il rinnovo del giovane talento turco. Il nuovo accordo prolunga il contratto fino al 2030, con un aumento dell’ingaggio a 6 milioni a stagione e un corposo bonus alla firma, consolidando così il futuro della Juve intorno a uno dei suoi gioielli più promettenti.

Dopo le foto di rito anche con Luciano Spalletti e il successivo commiato, è stato il tecnico a prendere posto e parlare con la stampa del match di domani. Ecco le parole dei protagonisti:

CONFERENZA STAMPA DI LUCIANO SPALLETTI PER JUVENTUS-LAZIO 

La conferenza stampa pre gara è anticipata dall'annuncio ufficiale del rinnovo di Yildiz: a farlo il giocatore insieme a Damien Comolli

"Prima ancora di aprire il turno di domande, la Juventus comunica una notizia già anticipata: Kenan Yildiz ha prolungato il suo contratto con noi, firmando fino al 2030". Segue un breve intervento dell'Amministratore Delegato juventino sull'importanza di questo rinnovo e sulla felicità del club per lo stesso.

Le prime parole di Yildiz dopo la firma: “Amo la Juve”

Parola poi a Yildiz, che ha dichiarato: "Desidero ringraziare tutti, sono davvero felice di continuare questo percorso con voi alla Juventus. Sono convinto che realizzeremo grandi cose insieme. Amo la Juve!".

Dopo il commiato dei protagonisti dell'annuncio, parla Luciano Spalletti. Prima domanda: un commento sul rinnovo di Yildiz?

"Siamo tutti in giacca e cravatta perché è un giorno importante. È significativo per le intenzioni di questo club".

Come stanno gli infortunati?

"Yildiz è pronto, ha partecipato a tutta la seduta di gruppo. Conceicao e Kelly hanno lavorato a parte, valuteremo la loro condizione domani".

Avete discusso anche del suo rinnovo?

"Credo sia corretto non forzare i tempi, anche il club deve fare le sue valutazioni. Quando avrà dimostrato di meritare un rinnovo, come nel caso di Yildiz, allora se ne potrà parlare. Adesso siamo tutti concentrati sul presente: ci aspettano molte partite e le opinioni possono cambiare, quindi procediamo con calma. Parlo spesso con John Elkann e sento il suo sostegno vicino".

Quali sono le differenze tra prime e seconde linee?

"Ha inciso anche un po’ la mia scelta. Siamo costretti a operare delle decisioni precise. Essendo una squadra con un comportamento ben definito, la capacità di relazionarsi diventa fondamentale nel gioco. Probabilmente, facendo giocare quei giocatori, ho condizionato più chi ha avuto più minuti rispetto a chi ne ha avuti meno. Questa differenza non la percepisco direttamente, emerge dalla prestazione. In una partita come quella contro il Monaco, non considero i subentrati come responsabili del risultato negativo. Ho visto la squadra complessivamente al di sotto delle sue possibilità, meno lucida rispetto ad altre partite. I subentrati li scagionerei".

Fare sempre buone prestazioni incoraggia anche se si perde, o preoccupa?

"Com’è? Giochisti e risultatisti? Ci sono in mezzo gli equilibristi. Dal mio punto di vista diventa semplice: chi ha più possesso palla può influenzare maggiormente le sorti della partita. In match come quello di domani, se concedi la palla alle squadre di Sarri, loro fanno ciò che sanno fare meglio e riescono a sviluppare più situazioni rispetto a quelle che preparano e provano. Alcune partite ti lasciano con una sensazione di sospensione, di incompiuto. Noi vogliamo sviluppare il gioco durante la gara. Non ci sono ruoli fissi, i giocatori si adattano al comportamento degli avversari. L’obiettivo è cercare di avere più possesso possibile. Poi cosa farne della palla, se accelerare o gestirla lentamente, è un altro discorso. Posso scegliere di non attaccare e mantenere un possesso sterile che produce solo statistiche, oppure verticalizzare e finalizzare il prima possibile. Tutto dipende anche da come si comportano gli avversari. Il nostro sistema è un po’ liquido, e ogni volta si valuta la soluzione migliore".



Torniamo a Yildiz: cosa pensa di un leader di 20 anni 

"Ti trasmette forza a tutta la squadra. Le valutazioni su questi campioni dipendono da quanto riescono a far brillare il collettivo. Il loro rendimento individuale deve tradursi in vantaggio per la squadra. In questo modo tutti diventano più forti. Yildiz ha uno scatto, un uno contro uno fulminante: ti mette in condizione di avere il vantaggio. Chi possiede questa qualità conferisce subito la sensazione di avere qualcosa di importante, una superiorità evidente, perché quasi sempre supera l’avversario. Ha esclusività nell’intuizione, nell’estro e nella fantasia. Il fatto che sia molto giovane riflette la cultura e l’ambiente familiare da cui proviene. È un merito evidente: si nota anche dal suo atteggiamento pulito, solare, sempre sorridente e scherzoso con tutti. Saper relazionarsi e comprendere le persone è una qualità fondamentale, e lui in questo è assolutamente notevole: sa farsi apprezzare ed è un vero valore aggiunto".

Boga e Holm

"Due giocatori di qualità, che possono davvero darci una mano. Cercavamo un calciatore con certe caratteristiche e in quella posizione, ma Boga sa muoversi anche in altri ruoli: ha rapidità, tecnica, sensibilità con la palla e sa saltare l’avversario. Sono tutti elementi importanti che, inseriti in un contesto funzionante, diventano più facili da adattare in diverse posizioni. Ti aiutano a esprimere ancora meglio il tuo valore. Fin da subito ci ha mostrato personalità, ha puntato l’uomo, creato occasioni e aperto spazi per finalizzare l’azione. Holm lo conosco da più tempo, per via della sua esperienza allo Spezia: mia moglie è di lì, sono andato più volte a vederlo e mi ha colpito. Poi ha continuato a crescere; sono due giocatori che possono dare un contributo importante".

Si aspetta altri colpi alla Yildiz, altri acquisti per costruire una grande Juve?

"Penso che una delle qualità principali di un allenatore sia riuscire a farsi prendere i calciatori giusti. La sintesi è questa. Servono calciatori forti, che possano far funzionare la squadra – in questo caso la Juventus – per raggiungere obiettivi importanti. L’allenatore può impegnarsi, essere bravo o meno, ma alla fine sono i giocatori a determinare i risultati. Se fossi io l’allenatore, lavorerei con la società per inserire calciatori che migliorino realmente la squadra, evitando investimenti superflui".

Cosa ne pensa della Lazio di Sarri?

"La Lazio è una squadra molto dinamica, con un buon palleggio e capace di costruire gioco. Sapersi adattare a scenari che cambiano continuamente è fondamentale: è la chiave per controllare il pallino della partita. Contro di loro, distanze e ritmo devono essere perfettamente sincronizzati in tutta la squadra. Avete visto Sarri allenare: sono sempre compatti, uniti nelle scelte. Dovremo essere bravi a rimanere collegati, leggere i momenti della partita: giocano meglio di quanto dica la loro classifica".

Attaccanti e inserimenti: quanto sarà importante il rientro di una punta come Vlahovic per il suo gioco?

"Un tempo il centravanti era solo il punto d’arrivo, il finalizzatore, colui che segnava. Oggi invece è spesso il punto di partenza: la finalizzazione si distribuisce. La prima punta apre spazi e crea possibilità di inserimento per giocatori come McKennie. Uno dei centrali va sempre a controllare, prevenendo la marcatura, e così rimangono questi varchi. Vogliamo essere una squadra che si influenza col gioco, capace di percepire vantaggi e svantaggi. Il centravanti dà questa apertura, questi spazi. Ma chi gioca più indietro deve comunque saper finalizzare. Permette agli altri di inserirsi e aiuta a uscire dalle pressioni. A volte usiamo McKennie come costruttore, lo mandiamo a prendere palla addosso agli avversari".

Cosa ne pensa di Kelly?

"È un giocatore fortissimo. Per ora sfrutta solo una piccola parte delle sue potenzialità. Non è solo mancino: sa usare bene anche il destro. Ha qualità nel scegliere i passaggi, soprattutto quando esce dal reparto e si crea spazi per far giocare la squadra. Inoltre ha un gran sinistro su punizione: vogliamo fargliene battere qualcuna… È un calciatore completo".

Cosa manca a Chico Conceição in zona gol?

"Deve ancora crescere. Nel calcio moderno è fondamentale saper valutare quei palloni che possono cambiare la partita: momenti che durano pochi secondi. La palla obbedisce prima all’idea, poi al piede. Quando ricevi il pallone devi avere un’idea chiara, altrimenti il gesto rischia di essere sbagliato. L’istinto da solo difficilmente porta alla conclusione giusta. Approfondendo ciò che ti capita in campo, invece, riesci a muoverti più pulito e a scegliere la direzione giusta".

Quanto saranno importanti, quanto peseranno i prossimi scontri diretti?

"Bisogna avere una visione completa, giochiamo contro tutti, contro un campionato. Noi facciamo il nostro, non in base al nome del nostro avversario. Le mentalità non si spezzano, non si dividono e non si adattano. La mentalità è una voce che dice chi sei, che parla di te in ogni partita. Noi dobbiamo metterla in campo, sempre"


ORE 16:44 - TERMINA LA CONFERENZA STAMPA DI LUCIANO SPALLETTI