David: "So di non aver rispettato le aspettative. Non avrei problemi a giocare con un'altra punta..."

David: "So di non aver rispettato le aspettative. Non avrei problemi a giocare con un'altra punta..."TUTTOmercatoWEB.com
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di Claudia Santarelli
Il giocatore della Juventus, Jonathan David, parla della sua esperienza in bianconero.

Non è stato sicuramente un inizio semplice, ma Jonathan David piano piano sta entrando negli equilibri della Juventus. Il giocatore ha rilasciato un'intervista ai microfoni de La Repubblica nella quale ha toccato vari temi.

"Non mi pento di aver scelto la Juve, datemi altro tempo. Quando ero piccolo chi faceva calcio era guardato strano e nessuno avrebbe mai immaginato che il Canada partecipasse a un Mondiale, figurarsi a uno in casa. Ma quando ho cominciato a mettere piede nelle nazionali giovanili si è capito che stava crescendo una generazione di calciatori che in Canada non c’era mai stata. Alla Juve mi sto ambientando: il calcio è molto diverso da quello francese. È come cambiare scuola, devi imparare a conoscere i compagni. Anche a Lille all’inizio faticai: segnai tre goal nei primi sei mesi, più o meno come qui. A fine anno però diventarono 13 e la stagione successiva ne feci più di 20. Sono cosciente di non aver rispettato le aspettative. Io sono paziente, ma la Juventus non può esserlo perché i risultati non possono aspettare. Sto cercando di accelerare i tempi".

"Rigore contro il Lecce? Quel rigore me lo sono lasciato subito alle spalle: non ero dispiaciuto per me ma perché è costato la vittoria. Con il Sassuolo c’è stata quella festa collettiva per il mio goal: è stata istintiva ma non mi ha sorpreso, perché prima della partita Spalletti aveva detto parole forti che avevano unito il gruppo. Ho apprezzato molto quel momento".

"En-Nesyri? Non sono venuto qui per essere intoccabile. La continuità aiuta molto, ma il posto bisogna guadagnarselo con le prestazioni. Non avrei problemi a giocare con un’altra punta, la cosa più importante è conoscersi: è questo il processo che devo ancora completare. Bisogna arrivare al punto in cui sai sempre dove ti arriverà il pallone senza bisogno di pensare e il tuo compagno sa dove servirti senza guardare. Spalletti lavora molto su questo tipo di connessioni, che per diventare perfette hanno bisogno di più di un anno insieme. A Lille avevo questa intesa con Zhegrova, che qui non ha ancora mostrato quello che può fare. Ha avuto tanti problemi fisici: a volte riesce ad allenarsi al meglio e altre no".