Juve, adesso mancano quattro mosse: e una soprattutto può cambiare tutto
Le squadre, come le valigie, hanno un momento in cui sembrano piene ma manca sempre qualcosa. Alla Juventus siamo più o meno lì. La rosa comincia ad avere un senso. Adesso, dando per scontato l'imminente annuncio di un portiere, va completata senza ricominciare da capo, che negli ultimi anni è stata una specialità abbastanza costosa.
A sinistra manca un terzino titolare. Raphaël Guerreiro sarebbe l'occasione: ha lasciato il Bayern a fine contratto, porta esperienza internazionale e può arrivare senza cartellino. Se invece ci fossero 20-25 milioni da investire, David Raum del Lipsia offrirebbe corsa, piede e un'età ancora buona per pensare anche al futuro. La sua valutazione si aggira proprio su quelle cifre.
Poi c'è il centrocampo. Qui servirebbe anzitutto qualcuno che, quando la partita diventa antipatica, non chieda indicazioni al vicino. Kessié, libero dopo l'esperienza saudita, avrebbe carattere, fisico e chilometri già percorsi ad alto livello; la Juventus ha lavorato sulla sua candidatura durante l'estate. Se avanzassero soldi e spazio, servirebbe anche un regista.
Magari giovane, pescato in Francia. Oppure Joey Veerman, meno giovane promessa e più giocatore già fatto: il PSV lo ha sotto contratto fino al 2028 e il suo nome continua a muovere il mercato attorno ai 20 milioni. Per arrivarci, però, qualcuno dovrebbe uscire. Arthur, Miretti e soprattutto Koopmeiners occupano spazio tecnico ed economico. Per l'olandese perfino un ritorno in patria potrebbe avere una sua logica: certe storie, quando cominciano male, qualche volta migliorano semplicemente cambiando indirizzo.
Infine manca il centravanti. Spalletti ha bisogno di un nove vero, non semplicemente di un altro attaccante. Per questo Zirkzee, giocatore intelligente e associativo, non sembra il profilo più naturale se l'obiettivo è aggiungere peso dentro l'area. Sørloth rimane un'idea affascinante. L'Atletico lo ha valutato sul mercato e nei mesi scorsi il suo nome è già stato intrecciato a quello di Nico González. Un incastro del genere sistemerebbe due questioni con una telefonata, cosa rara nel mercato e quasi sospetta.
Oppure si potrebbe guardare più avanti: Nicolò Tresoldi, 21 anni, nato in Italia, nazionale giovanile tedesco e centravanti del Bruges. È già valutato attorno ai 25-30 milioni e viene seguito anche fuori dal Belgio. Non servono altri sette acquisti. Ne servono pochi, ma giusti. La Juventus ha finalmente quasi finito di apparecchiare. Adesso deve ricordarsi il pane, il vino e soprattutto chi deve fare gol. Perché si può cenare anche senza. Ma difficilmente si resta soddisfatti.
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