Kelly divide, ma Spalletti ci crede: il difensore inglese può ancora crescere
Quando a parlare è Fabrizio Ravanelli, le sue parole hanno sempre un peso particolare nel mondo Juventus. Non soltanto perché è stato uno degli attaccanti più amati della storia bianconera, ma anche perché ha vissuto da protagonista quella che probabilmente è stata una delle Juventus più forti di sempre. La squadra che conquistò la Champions League nel 1996 e che raggiunse tre finali consecutive, dominando in Italia e in Europa.
Per questo motivo le sue dichiarazioni su Lloyd Kelly non possono passare inosservate. L'ex attaccante bianconero ha infatti espresso dubbi importanti sul difensore inglese, sottolineando soprattutto le difficoltà nel gioco aereo e una certa lentezza nella gestione del pallone. Critiche che meritano una riflessione più approfondita.
Il primo aspetto da considerare riguarda inevitabilmente il paragone storico. Ravanelli ha vissuto una Juventus che in difesa schierava giocatori del calibro di Ciro Ferrara, Pietro Vierchowod, Moreno Torricelli, con uomini come Massimo Carrera e il giovane Gianluca Pessotto pronti a garantire qualità e affidabilità. Difensori che hanno segnato un'epoca e che facevano parte di una Juventus capace di vincere la Champions League e raggiungere tre finali consecutive. È inevitabile che chi ha vissuto quel livello di eccellenza guardi con estrema severità ai difensori del calcio moderno.
Ma se il confronto con quella Juventus appare quasi impossibile per chiunque, il giudizio su Kelly va probabilmente contestualizzato all'interno della realtà attuale della Juventus.
L'inglese, soprattutto nella seconda parte della stagione, ha mostrato una crescita evidente. Con l'arrivo di Luciano Spalletti è diventato progressivamente uno dei difensori più affidabili della rosa, trovando continuità di rendimento e riducendo sensibilmente gli errori individuali che avevano caratterizzato alcuni momenti iniziali della sua esperienza in bianconero.
Tra gli aspetti maggiormente migliorati c'è proprio il gioco aereo, uno dei punti evidenziati da Ravanelli. Se nelle prime apparizioni Kelly era apparso in difficoltà nei duelli e nelle letture delle traiettorie, col passare dei mesi ha mostrato una maggiore sicurezza e una migliore gestione delle situazioni difensive dentro l'area di rigore.
Dove invece il margine di crescita resta importante è nella costruzione del gioco. Kelly possiede un buon piede sinistro e qualità tecniche superiori a quelle che spesso mostra in campo, ma tende ancora a giocare in maniera troppo conservativa. Non è un caso che in più di un'occasione Spalletti lo abbia invitato ad assumersi maggiori responsabilità in fase di impostazione, chiedendogli di avanzare palla al piede e di sfruttare maggiormente gli spazi che gli avversari gli concedevano.
Il tecnico bianconero vede infatti nel difensore inglese caratteristiche che possono essere ulteriormente sviluppate. La sensazione è che Kelly abbia ancora margini di miglioramento importanti soprattutto nella personalità con cui interpreta la costruzione dal basso. Non tanto per limiti tecnici, quanto per una tendenza a scegliere quasi sempre la soluzione più semplice.
È chiaro che oggi non si possa parlare di uno dei migliori difensori d'Europa. Su questo probabilmente nessuno avrebbe difficoltà a concordare. Ma è altrettanto vero che Kelly ha dimostrato di poter essere un elemento utile all'interno della Juventus che verrà. Affidabile, fisicamente strutturato, migliorato sotto diversi aspetti difensivi e ancora con margini di crescita significativi.
Il giudizio finale, probabilmente, sta proprio nel mezzo. Le osservazioni di Ravanelli evidenziano limiti che esistono e che il giocatore dovrà continuare a correggere. Allo stesso tempo, però, la crescita mostrata negli ultimi mesi e la fiducia che Spalletti continua a riporre in lui raccontano di un difensore che, pur non appartenendo alla categoria dei fuoriclasse che hanno fatto la storia della Juventus, può ancora ritagliarsi un ruolo importante nel presente e nel futuro bianconero.
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