Le Contropagelle di Parma-Juventus, a cura di Marco Edoardo Sanfelici
DI GREGORIO 7 Qualche compagno deve avergli detto di non vanificare mai più il lavoro di crescita collettiva che è in atto. Lui, con pieno merito, si sta adeguando. Una terna di parate all’altezza di un vero portiere della Juve. Su Valeri e Pellegrino le più difficili. Ottimo.
KALULU 7 La fascia destra d’attacco è ormai solidamente terra di conquista e di gestione ad ogni gara. Sembra divertirsi ad andare a prendere i lanci di Locatelli e trasformarli in mirabilia. Il cross che ispira McKennie è da cineteca. Pierre, juventino vero.
BREMER 7,5 Firma la prima doppietta della carriera e per un centrale di difesa sa tanto di record mondiale. Apre lo score saltando su corner (udite, udite!) almeno 1 metro su compagni ed avversari. Corregge poi in rete un colpo di testa di David, un minuto dopo l’autogoal di Cambiaso, chiudendo la partita. Non basta: qualcuno ha notizie di Pellegrino? Pare che l’unica volta che si libera al tiro sia marcato da Gatti… Bremer è il totem piantato al centro dell’accampamento.
KELLY 7 Di tutti i giocatori, colui che è più migliorato dopo la debacle di Napoli. Tignoso, arcigno, arrembante, con una tecnica in accrescimento. Si toglie il lusso di fintare ed uscire palla al piede in mezzo ad esterrefatti avversari. Non è proprio “cervo che esce di foresta” (cit. Boskov), ma è comunque bello da vedere.
CAMBIASO 5 È l’unico della truppa che fatica ad emergere. Non solo, ma sembra andarsi a cercare i problemi con un fiuto da segugio. Tratta il pallone che filtra da sinistra con la goffaggine del “bòcia” davanti alla “vecchia” e combina una ciofeca mostruosa che si insacca sotto la traversa, ma dalla nostra parte. Gara riaperta. Fortunatamente questa Juve va subito a rimettere le cose a posto, dato che ha grinta e volontà da vendere. A parziale giustificazione dell’Andrea va sottolineato il fatto che è costretto a giocare sulla fascia sbagliata e questo lo limita alquanto. Ma la testa non si deve parcheggiare a targhe alterne.
LOCATELLI 6,5 Partita di ordinaria amministrazione, cioè dal rendimento altissimo. Domina il centrocampo come se giocasse sul podio davanti all’orchestra. Tranne il passaggio filtrante per David nell’azione del raddoppio però, non primeggia nella rifinitura delle reti. Comunque, lunga vita al capitano.
THURAM 6,5 Poche progressioni, ma tanto presidio della zona nevralgica. Anche lui diversifica i compiti e impara a leggere la partita alla scuola di Lucianone. È inserito come mai prima nel gioco di mezzo, fa densità attiva, si sciroppa tutto l’incontro. Segno che la condizione è recuperata. Giocatore essenziale.
CONCEICAO 7 Pronti via, dopo nemmeno un minuto costringe Corvi a deviare un goal sicuro. Entra veemente su un pallone servito in cross da McKennie, ma colpisce la traversa. Allora va a battere un corner, talmente ben fatto che Bremer lo trasforma in vantaggio. Si fa ammonire da uno degli arbitri più scarsi visto dall’impero di Traiano ai giorni nostri. Crea ancora subbuglio in area, prendendosi un colpo in faccia che lo limita non poco. Resta in campo 60 minuti alla grande. (KOSTIC 6 Reintegrato a pieno titolo tra i 16 giocatori utili alla causa da parte del mister, Filip non si fa sfuggire le occasioni. Spinge a destra nei minuti finali come se si cercasse la vittoria. Senz’altro il mister apprezzerà)
McKENNIE 7 Il centravanti che stiamo cercando, ce lo abbiamo già in casa. La rete che confeziona su traversone di Kalulu ha tutta la potenza e la precisione della punta di valore. Raddoppio e avanti il prossimo. Sta in campo fino a metà della ripresa, senza mai demordere, ma il mister lo preserva: troppo importante. (CABAL 6 Occupa il posto di Cambiaso che emigra sulla destra. Entra con il piglio giusto, anche perché ora c’è uno in panchina che non perdona la minima esitazione)
YILDIZ 5,5 Menomato da un fastidio che non gli impedisce di giocare, ma di brillare sì. La gara si mette in discesa ed è saggio risparmiarlo. (MIRETTI 6 Scelta conservativa in prospettiva tentativo di rientro in partita dei ducali. Dialoga molto bene nello stretto con i compagno della terra di mezzo e si guadagna la pagnotta senza acuti, ma senza errori)
DAVID 6,5 Ottima gara in fase di dialogo a trequarti di campo avversaria. E’ in evoluzione positiva, tanto da divenire spesso un punto di riferimento per lo svolgimento dell’azione di avvicinamento dell’area nemica. Fraseggia stretto al limite dell’area, smista palloni da sponda e finalmente appoggia in rete la più comoda delle palle, migliorandosi nel fondamentale: se si pensa a quante palle ha spedito alte o fuori a porta vuota… Oggi come oggi, David ha il suo “perché” e non era scontato (OPENDA 6 Ha tempo di scagliare 2 tiri verso la porta parmigiana. Uno va fuori di poco e l’altro in diagonale si insacca nel fondo della rete. Parte in lieve offside e resta a bocca asciutta. Ma la prestazione resta)
SPALLETTI 7 Mette in campo una squadra con un tale approccio da sfiorare il doppio vantaggio nel giro di 6 minuti. La sfortuna e la cattiva sorte ci mettono lo zampino, ma non si fa una piega e in breve tempo si incamera il meritato vantaggio ed anche si raddoppia. Ad inizio campionato difficilmente sarebbe successo. Quindi, merito dello “Spallettone”. La squadra subisce l’1 a 2 malamente, non si scompone e in meno di 2 minuti si riporta a distanza di sicurezza. Fino a 3 mesi fa, sarebbe stato un “film mai proiettato”. Altro merito del mister. Spalletti ha voltato la Juventus come un calzino, facendole tirare fuori quella dignità che aveva perso. La Juventus attuale è paragonabile a quella “operaia”, ma determinata che Heriberto portò a vincere uno scudetto sulla grande Inter di Suarez e Mazzola. Anche quella non una grandissima squadra, ma anche quella con una grinta da vendere. Impressionante la differenza nella stessa stagione tra la compagine pavida, insicura, balbettante di inizio campionato e questa versione tutta volontà, organizzazione, espressione del meglio di ciascuno. Sono felice di dover fare ammenda per i grossi dubbi di inizio avventura spallettiana. Felice come un bambino che ha ritrovato il giocattolo perduto. Merito di Lucianone da Certaldo.
Marco Edoardo SANFELICI
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