Compattezza e concentrazione spietata: le armi in più di questa Juve

Compattezza e concentrazione spietata: le armi in più di questa JuveTUTTOmercatoWEB.com
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venerdì 10 novembre 2023, 00:00Editoriale
di Franco Leonetti

Dopo le follie di Reggio Emilia la Juve sembra essersi trasformata. E meno male sussurrano i tifosi, visto che in quel pomeriggio al Mapei Stadium la compagine bianconera si fece, da sola, praticamente tutti i gol finiti nel sacco, tra figuracce, topiche epocali, papere del portiere, posizionamenti errati con un briciolo di sicumera, e marcature svolazzanti, colpevolmente lasche, che gettarono nello sconforto chi era sugli spalti e davanti ai teleschermi. Una giornata terribile quella patita contro Berardi e soci, una sconfitta deprimente che ha gettato lunghe ombre e supposizioni a riguardo di una “Juve uguale agli anni precedenti”. E invece no, dopo quel 23 settembre la squadra si è trasformata, passo dopo passo, sino a diventare un gruppo compatto e concentrato, relegando quel 4-2 come un incidente di percorso; con il presupposto di mantenere sempre occhi aperti e soglia d’attenzione elevata d'ora in poi. Perché nel campionato italiano i tranelli e le trappole rovinose sono disseminate dietro l’angolo, soprattutto nei match non di cartello, in cui bisogna mettere tutti se stessi, senza mollare nemmeno di un millimetro nella concentrazione e nella tenuta psicologica. Ovvero alcune delle chiavi per crescere e aumentare il volume della propria consapevolezza e autostima.

Oggi, guardando la Vecchia Signora, si capisce perché la squadra non prende gol da 6 match, risultando la miglior difesa del campionato in coabitazione con l’Inter. La Juventus di Firenze, quella assediata in area nel secondo tempo ma senza subire particolari pericoli verso la porta di Szczesny, ha sciorinato una super prestazione difensiva, esibendo spirito, coesione, solidità, voglia di sacrificarsi, correndo molto e aiutandosi vicendevolmente. Insomma si è dimostrata squadra tosta e matura, fattore questo che non si osservava da parecchio tempo, se non da anni. Poi, certamente, il tifoso gradirebbe vedere un baricentro più alto e una partita dominata, ma ci sono gare che vanno giocate, causa assenze, infortuni e caratteristiche degli avversari, anche in maniera difensiva, sfruttando i punti forza dei propri centrali e la volontà di sacrificio dei calciatori a disposizione in quel momento. Finalmente eliminando quei blackout mentali che, negli anni passati, facevano indispettire i supporter e, più in generale, parevano curabili solo sul lettino dello psicanalista per essere decifrati a livello di cause e click mentali mancanti.

A scanso di equivoci quella di oggi e un’altra Juventus, che però deve continuare su questi binari, senza mai abbassare la guardia; la concentrazione e la compattezza sono armi potenti sempre, a maggior ragione quando si ha un organico inferiore ad altri team, diretti competitor. E la partita con il Cagliari di sabato dovrà dimostrare che i ragazzi di Allegri hanno intrapreso la giusta strada, il percorso che porta a togliersi grandi soddisfazioni, partendo dalla forza interiore di ogni membro con la casacca bianconera addosso. Nell'ultima gara vinta Bremer è stato sontuoso, gigantesco in ogni intervento e si è anche divertito nel difendere, Gatti ha fatto il suo, Rugani è stato deciso, coraggioso e soprattutto decisivo in almeno un’occasione, ma tutta la squadra ha saputo sacrificarsi a dovere, insomma la strada del campionato e della stagione è ancora molto lunga e accidentata, ma con questo atteggiamento indomito, e la voglia di correre e lottare per il compagno, Madama può sorridere e guardare al futuro con un briciolo di ottimismo in più.

Compattezza e concentrazione spietata possono essere la forza vitale di questa squadra, che ha il dovere di migliorare tecnicamente e nelle scelte strategiche del gioco, associate a maggiori realizzazioni, perché le sfide si vincono segnando. Con questo spirito la Juve piace e incomincia a mettere paura a chi guarda la classifica perché a novembre la graduatoria conta poco, ma una Juventus attaccata alle alte sfere induce a tremori, scongiuri e brividi, nemmeno troppo nascosti, da parte delle dirette concorrenti. Contro il Cagliari lucidità, cattiveria e concentrazione non possono e non devono mancare, per andare alla sosta con una forza mentale che servirà per affrontare, al meglio, il big match contro l’Inter.