Juventus, serve maggiore disciplina per tornare a vincere
La Juventus è una delle squadre più titolate d'Italia e d'Europa, ma nelle ultime stagioni ha faticato a tornare ai livelli di un tempo.
I motivi sono molteplici, ma uno dei più importanti e sottovalutati è la mancanza di disciplina.
I casi di Paul Pogba e Nicolò Fagioli sono gli ultimi esempi di come la Juve - così come qualsiasi altro club - non sia sempre in grado di controllare i propri tesserati nel rispetto delle regole e questi episodi - che riguardano anche altri calciatori - non sono solo negativi per la Juventus, ma anche per l'immagine del calcio italiano, che proprio in questi giorni sta trattando i diritti di trasmissione del campionato con i principali broadcaster televisivi.
Per tornare a vincere, la Juventus ha bisogno di maggiore disciplina, dentro e fuori dal campo, fondamentale per un club di grande storia e tradizione come quello bianconero che ha tutto per riprendere ad essere una delle squadre più competitive d'Europa.
Proprio le vicende Pogba e Fagioli, diverse ma sostanzialmente portatrici dello stesso “risultato”, ci fanno comprendere come il valore del rispetto verso i compagni, l’allenatore ed i tifosi sia alla base della disciplina. Creare un ambiente di lavoro competitivo, in cui i giocatori siano motivati a dare il massimo e, il caposaldo indiscutibile, è quello di incentivare la responsabilità individuale.
I giocatori, dal giovane al senatore plurivincente, devono essere responsabili delle proprie azioni e il club deve “insegnare” loro a pensare alle conseguenze dei loro comportamenti, con pene severissime per chi non è allineato ai comportamenti ed ai principi della società.
Perché se c’era una cosa che in passato era invidiata da molti tifosi delle altre squadre era il fatto che alla Juve i calciatori non potevano permettersi colpi di testa o di avere comportamenti poco consoni, pena l’allontanamento dal club.
Non vorrei - mi auguro vivamente di no - che con i tempi attuali fossero cambiati alcuni valori del club e dei tifosi su questi argomenti.
Personalmente, sono vicino umanamente a Paul e Nicolò, uomini con difficoltà personali che spero possano superare prima possibile per lasciarsi alle spalle questo periodo di buio anche con l'aiuto della società.
La professione, però, è altra cosa e proprio per questo - con tutto il rispetto - dal mio punto di vista i due non dovrebbero più indossare la maglia della Juventus.
Solo ripristinando una disciplina concreta, che è mancata negli ultimi anni, la Juventus potrà ricostruirsi davvero e cercare di tornare a vincere in maniera stabile e duratura…
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