La malafede degli altri e la pazienza nostra. Che però ha un limite..
La gioia per la vetta della classifica, ritrovata dopo oltre tre anni, è durata poco più di una notte, visto che il fantasma della Roma, complimenti ancora allo special one, è stato schiacciato come da previsioni, ma il segnale è arrivato forte e chiaro: la Juve c’è. Alla vigilia della prova con il Verona, chiedevamo alla squadra di Allegri non solo la vittoria, ma anche la prestazione, che questa volta non è mancata. Trenta tiri verso la porta avversaria rappresentano il record stagionale, il dominio , come deve essere con squadre di medio basso livello, è stato costante. Ma soprattutto si è visto un gruppo compatto coeso e deciso. Insomma la Juve ha risposto presente di fronte alla di maturità. Ed era fondamentale dare continuità dopo la vittoria di Milano, perché i giovani, e sono tanti, hanno bisogno di trovare stima e autostima. Bravi tutti. Bravi anche perché la vittoria è arrivata in una serata surreale, dove l’avversario si moltiplicava, prendeva le sembianze del direttore di gara, poi del Var, poi nuovamente dell’arbitro e persino degli assistenti di linea incapaci pure di vedere dei solari calci d’angolo. Tutto normale? Certo, perché in campo c’era la Juventus. E sia ben chiaro, qui nessuno vuole passare da vittima, lasciamo questo ruolo ai tifosi dell’Inter, del Milan, del Napoli, della Roma, abituati da secoli a recitare questa parte.
Quello che però si è visto sabato sera tocca i limiti della buonafede alla quale noi vogliamo e dobbiamo credere, ma apre enormi interrogativi. A chi si può annullare un gol per mezzo millimetro? A chi si può negare una seconda rete, corredata dalla vergognosa sceneggiata di Faraoni? E vogliamo parlare del rigore non assegnato per il fallo su Chiesa? Tutta roba già vista negli ultimi anni, perché la Juve è anche quella squadra a cui si può annullare un gol per mancanza di immagini, come accaduto l’anno scorso in occasione della gara casalinga con la Salernitana. La grande forza di volontà della squadra, che bel segnale rispetto allo scorso anno, ha portato alla fine una vittoria che vale doppio, ma tutto ciò che abbiamo visto non è più accettabile e non può essere tollerato. Ecco perché sarebbe stato importante una parola da parte della società. Certo con grande eleganza e correttezza, ma la voce doveva essere ferma e decisa. E sapete perché? Perché anche questa volta, i fenomeni da baraccone, ma anche alcuni commentatori arbitrali, hanno capovolto la realtà raccontandoci alla fine che la Juve è stata pure trattata bene. No, non ci siamo, sarebbe stato opportuno replicare in diretta a queste provocazioni, perché di provocazioni si tratta. Provocazioni che ci fanno pensare che forse la buonafede non sta anche in chi si trova a parlare di Juventus. Possiamo credere che l'unico argomento da toccare era la mancata espulsione di Gatti perchè tutto il resto era assolutamente normale e corretto? Fate veramente sul serio?
Il tifoso della Juventus è però stanco, e i segnali mandati con le disdette in massa, sono arrivati. Forse per questo che il trattamento spesso è discutibile? Chissà, certo è che la squadra al momento riesce a ripagare quanto di pessimo stiamo vedendo. La strada è lunga, e già domenica sera a Firenze sarà un’altra battaglia. L’obiettivo resta quello, arrivare a gennaio più vicini possibile alla vetta della classifica e con un buon margine sulle inseguitrici. Ma visto il clima che si respira, visto lo strano vento che sembra soffiare attorno alla Juventus, servirà davvero l’appoggio di tutta la tifoseria, di un ambiente compatto e coeso. Perché se riusciamo tutti a guardare dalla stessa parte, chissà che anche quel fastidioso e maleodorante vento che si respira non possa piano piano cambiare direzione .
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