Tutte le strade della Juve portano a Spalletti: i motivi del rinnovo

Tutte le strade della Juve portano a Spalletti: i motivi del rinnovoTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:05Editoriale
di Quintiliano Giampietro
La Juve continuerà con Spalletti, come da previsione: ci sono diverse ragioni per cui si tratta della scelta giusta per i bianconeri

La Juve non ha mai avuto dubbi sulla necessità di continuare il matrimonio con Spalletti. Sin dall'inizio la società era convinta di questa scelta, anzi avrebbe fatto un contratto più lungo al tecnico, se in quel momento non avesse avuto a libro paga Tudor, via a fine ottobre scorso e Motta, ancora sotto contratto, con possibilità di andare via a giugno, con un anno di anticipo rispetto alla scadenza. Magari al Napoli, se Conte tornerà in Nazionale. Qualche testata giornalistica aveva ipotizzato l'addio di Lucio, se non fosse arrivata la qualificazione in Champions League. Hanno mentito, sapendo di farlo, oppure non erano informati. Poco male. Conta la realtà. A certificare la prosecuzione del rapporto, semmai ce ne fosse bisogno, lo scorso 23 marzo ci ha pensato John Elkann, attraverso la lettera agli azionisti. In un passaggio, il numero della Exor era stato perentorio: "Spalletti ha portato nuova energia nello spogliatoio, restituendo fame e determinazione a vincere". Rimettere questo verbo come imperativo dell'esistenza bianconera, è uno dei motivi principali per cui è giusto il rinnovo del contratto. Abbinato poi al sostantivo fame, viene fuori l'antico DNA della Signora, negli ultimi anni smarritosi nella confusione partorita dai continui cambi di allenatori e dirigenti.  

Con Spalletti la Juve ha inoltre ritrovato una sua identità tattica. Ora la squadra è riconoscibile, fermo restando la necessità, anzi l'obbligo di migliorare sotto alcuni punti di vista, vedi continuità di prestazione. Nell'immediato in chiave quarto posto, per il futuro con gli innesti giusti per rafforzare la truppa. Quindi sarà fondamentale il prossimo mercato estivo. Un'altra ragione per cui Lucio è l'uomo giusto al posto e al momento giusti, è la sua capacità di valorizzare i giocatori. Tra questi Yildiz. Lo ha subito nominato top assoluto, mettendolo al centro del villaggio, senza se e senza ma. Operazione non complicata, trattandosi di un calciatore tecnicamente superiore alla media. Più difficile invece motivare alcuni elementi che sembravano non da Juve. Primo su tutti Locatelli. Addirittura pareva destinato all'addio con l'arrivo di Spalletti, considerato che in Nazionale lo aveva snobbato. Invece i due si sono parlati, l'allenatore ha fatto capire cosa volesse, senza però chiedere al capitano di snaturarsi. E' venuto fuori un ottimo centrocampista. Si chiama compromesso. Mckennie era elogiato solo per la sua duttilità, con l'allenatore toscano è diventato perno principale, probabilmente insostituibile, nella fluidità tattica. "Il mio migliore allenatore di sempre, mi dà sicurezza", la confessione del texano. Conceicao sta diventando sempre più arrosto e meno fumo, manca lo step realizzativo per alzare ulteriormente. A prescindere dal valore indiscusso, con il tecnico di Certaldo in panchina, la Juve può contare su un altro aspetto non trascurabile e va sulla sfera personale/motivazionale. A 67 anni, l'esperienza bianconera molto probabilmente sarà l'ultima, quindi vorrà chiudere la carriera in bellezza. La parola chiave è sempre la stessa: vincere.