le colpe degli altri

le colpe degli altri
Oggi alle 07:30L'endovena - dritto al cuore del problema
di Fabrizio Rizzo

Non più tardi di un secolo fa , allorquando ci si apprestò a far nascere in inghilterra quello che fino a ieri era considerato il gioco piu’ bello del mondo, vennero sacrificati all’altare della onesta’ e della sportivita’ regole ineccepibili con lo scopo di chiarire lo scopo e la finalita’ del gioco stesso.

Col passare degli anni le squadre divennero sempre piu’ numerose e le regolare da poche e semplici, a multiple e piu’ complesse, perché nonostante la finalta’ fosse restata la medesima, vincere era divenuto sempre piu’ importante e con esso di shiftava dal semplice divertimento all’ingolosimento per premi sempre piu’ affascinanti. Contemporaneamente i ruoli degli undici in campo mutavano al cambiare delle abitudini alimentari, alla nutrizione alla tipologia di allenamento sempre piu’ performante ed agli studi, che fecero divenire sempre piu’ complesse le dinamiche di gioco e di sportiva sopraffazione dei 2 team. Fino ai giorni nostri quando con l’avvento di TV giornali, e ricchezze varie, la natura del gioco si fece piu’ barbarica se vogliamo, le regole centuplicate e si perse la natura olistica e del gruppo a favore di giocatori singoli che oramai erano divenuti icone, ironmen, sex symbol ma forse anche poltergeist di loro stessi. Sono passati diverse decadi da quando tifavo sulle ginocchia di mio padre le gesta e gli eroi della Juve 1985, le vittorie di sacrificio e quelle purtroppo macchiate del sangue, e lui gia’ allora mi manifestava un certo disgusto nel barattare la vittoria a tutti i costi e il contemporanea calpestio di morti a favore di uno scopo che di filantropico non aveva nulla. Questo caleidoscopio di immagini e storie si ferma sabato scorso, quando, la madre di tutte le partite, con una desinenza internazionale, per me e’ durata fino all’episodio che tutti conosciamo, e che e’ stato affrontato in tutti i rotocalchi televisivi, sui social, quasi in chiese  moschee; al punto che , inorgoglito della comunque ottima prestazione della juve, mi gelava letteralmente il sangue a notare come le previsioni del mattino si fossero avverato qualche ora dopo. Un episodio che non solo ha spezzato un equilibrio, ma ne ha infangato ulteriormente onori e gesta, ANCHE di campioni passati della Internazionale, memorie di un calco che fu quando ogni italiano,anche di fede diversa, esaltava le gesta delle squadre italiane cavalcando moti patriottici. Tutto un bluff, un baro che ha sporcato una tela nella quale instava dipingendo onestamente una partita normale, m che , per noi orfani di campioni, poteva assurgere a partita epica. E, come nelle partite delle partite, il risultato finale quasi non serve piu’ a nessuno, molto piu’ inutile a loro che di queste furbizie proprio non ne avevano bisogno. E, morale della favola, tutti e dico tutti, a commentare in MANIERA UNIVOCA,e logica, ciò’ che non si dovrebbe insegnare alle future generazioni. L’arte di vincere in modo pretestuoso, furbo, maldestro, da propinare ai figli ed a chi insegna calcio come il metodo piu’ attuale ed in linea coi tempi per arrivare senza sudore a mete inavvicinabili. Alt, non proprio tutti, perché uno spicchio di mondo, quello che sta evidentemente nelle sozzi meandri della antisportivita’, INVECE, incredulo si sveglia al sole nascente, stupito e attonito di tanto clamore, per un nonnulla si dirà, per un normale situazione di gioco, e poi giu’ altri commenti che fanno slalom tra i nostri furti del passato, e quindi contrappasso  della corretta sanzione arbitrale primo tempo, toccando le corde di scudetti vinti a tavolino e vanto delle bacheche meneghine, per poi passare alle scuse arbitrali, di un uomo in giacchetta gialla che rischia adesso la vita, per un erroruccio, piu’ che gli ucraini in guerra,  giungere alle dichiarazioni di un presidente che tira dentro le guerre puniche ed il cavallo di Troia, fino a Chine’ che viene riesumato dai poteri forti, come non vedesse l’ora, su un tema di cui gia’ conosce la traccia, venirci contro in qualsiasi modo. Gia’ con la vicenda plusvalenze subimmo, oltre che nel 2006, immensi 2 pesi e 2 misure ( e del 2006 non si parla perché ahinoi si deve rispettare l’anima di qualche defunto, anche qui colpa evidentemente Solo nostra a rimanere evidentemente vivi e testimoni di una epoca medievale di giustizia sommaria.  Risse verbali nei tunnel, che ovviamente poi sono la conseguenza naturale di quello che ra stato il maltolto di prima. E infine ( mi viene da ridere non fosse che l’argomento rimane molto serio) la seconda carica dello Stato che ci vomita il mondo per non aver saputo accettare quello che era giusto subire ( e subiamo da diverso tempo ma, rimanendo stretti, da Settembre di questo campionato) volendo imbavagliare l’unica, prima e mi auguro non ultima reazione della nostra societa’ che da proprieta’ ha raccolto i pianti di noi tifosi e raccogliendo le idee ha raddrizzato la schiena davanti a microfoni e telecamere di qualsiasi si presentasse anche a chiedere che tempo fa? Gemma finale, le scuse pilotate del mentecatto sportivo, affiancato dai suoi accoliti che non lo hanno lasciato solo al momento del bisogno, ottimo esempio di squadra e gruppo coeso, ma dal lato sbagliato della vicenda, pompata anche dal loro Chivu che fino a venerdì non sembrava neanche tanto antipatico, ma divenuto poi improvvisamente, patetico e superficiale, con dichiarazioni in linea con la sua realta’ che, da medico, giudico paranoia allo stato brado. Cosa piu’ vergognosa di tutte, non bastasse tutto il fetore delle cose scritte, un VAR che scontenta tutti, resta monco di una parte che era la piu’ succulenta ( ossia intervenire dove gli umani potevano sbagliare) ma ch invece, nelle tane di Lissone sbaraglia tutti, protegge i rei e mente sapendo di mentire. Il potere logora chi non ce l’ha, questa e’ la mia considerazione.. non volere cambiare ieri il protocollo significa volere continuare a fare propaganda sportiva, reggere fili di burattini e teatrini che non piacciono non solo a noi, a ma a tutti tranne l’Inter, che invece ne trova sadico strumento di tortura altrui. A questo punto non so che senso abbia continuare a presentare squadre da venerdì a lunedi’ , per ingrossare ricchi broadcaster,  non so che cosa potrebbe mai accadere se 19 squadre non si presentassero a questa festa, ma puntellassero medaglie sul petto dell’unica rimasta.  Andiamo sul pano sportivo, perché troppo inutile tempo abbiamo dedicato ad un gossip che non finira’ tanto presto, e arriviamo al martedì di coppa, dove, il gran spolvero della doppietta di Koop ancora una volta non ha lo stesso peso del l’altro piatto sulla libbra, perche’ i turchi meritatamente ce ne affibbiano 5. Mercoledì servira’ un impresa, ama forsevaso controcorrente a dire che , pari al dispiacere, cresce in noi un sentimento di serna rassegnazione.Spalletti miracoli non ne puo’ fare, e presentarsi per errori altrui senza attaccanti in quella bolgia “ del sole verticale” ma piu’ male del risultato. Comolli sei interdetto fino a fine marzo, ma dall’1 Aprile rimboccati le maniche o fai fagotto….Perche' a parole siamo full, l’unico modo per reagire alle ingiustizie e’ fare uno squadrone, che rifugga in gola tutto quello che da domenica mattina in silenzio noi tifosi ingoiamo, speriamo per l’ultima volta.