Sulla retta via
Supera te stesso e supererai il mondo recitava Sant’Agostino alcuni secoli fa. Di questo motto deve essersi impregnato e parecchio ( dal tunnel verso gli spogliatoi alle 21.33 di sabato sera) Luciano Spalletti, e deve averne infuso a palmi aperti a molti degli 11 scesi in campo, dopo la ennesima prova che un tempo ( a scelta..) non sappiano cosa farcene, non solo non lo giochiamo , ma, anche al cospetto di MR ELKANN in persona, abituiamo qualsiasi compagine avversaria a darcene di santa ragione.
E dire che il weekend si era addolcito e parecchio ed il panorama da rupestre ed aspro era divenuto verde e primaverile, con la tanto agognata firma del nostro mister Luciano. Uomo di Certaldo che si deve essere ( per forza!) calato nella mentalità vincente a ancor prima dell’atto simbolico della firma. Deve essere certamente passato dal J Museum prima di entrare nei nostri cuori in punta di piedi. Ed io che ho avuto lo stupore di visitarlo ( il Museo intendo…) qualche giorno addietro , ho forse finalmente capito che le emozioni di girare quelle stanze così ricche di storia, si erano per la ennesima volta tramutate in sentimenti di orgoglio, lealtà e passione pura. Che non le ha vissute non può comprendere le parole di John Charles o Di Sivori o del Trap, incastonate nei muri del museo. E chi non ha mai assistito alla sala emozionale con tutti i numerosi trofei ai decenni di storia, non può capire da dove il calcio attuale si stia drammaticamente ed irreversibilmente allontanando.
Questione di stile e di stili.
Come i ragazzi della via PAL, nella Ungheria di fine ‘800 che difendono strenuamente da invasori ed impostori il loro campetto , motto della vita e della spiritualità dell’essere umano, così , avrà pensato Spalletti, ogni discesa in campo deve essere suggellata da un patto con onore e gloria.
Evidentemente avrà riflettuto anche a Bergamo e qualche girandola di schiaffi morali l’avrà data negli spogliatoi, tant’è che a menare le danze nel secondo tempo c’erano Boga e compagni.
Certo ognuno ha fatto la sua parte , finalmente DiGregorio ha allegato le ali, anche Holm si è preso la sua meritata bella figura, mentre chi non doveva essere annoverato è rimasto nella solita penombra.
Giocare con 4 nani in avanti e la ennesima dimostrazione che David è un leggero trequartista che sarebbe stato acquistato per fare la punta, Yldiz non in formissima, Milik resuscitato a Pasqua ( senza alcuna blasfema allusione) miracoli non ne può fare e Dusan ancora ai box. Per Koop penso ci abbia perso le speranze anche la dirigenza tecnica, perché semobrava più uno sperduto nel deserto che altro.
Avere vinto suggella comunque la stranezza del calcio. Partite da 30 ( dicasi trenta) tiri in porta producono sconfitte mentre contro la Dea un giretto ha fruttato il colpo grosso. Psicologicamente si fa la corsa anche sul Milan, che perde con le isterie di Leao e dei suoi tifosi, e dovrà pi guardarsi alle spalle , dato che il 26 ci affronterà a San Siro. Affronterà una Juve sicuramente non più inguardabile come ad inizio anno, ma più guardabile alla luce delle virtù del mister, che senza una punta macina gioco e gol. Inanella partite senza sconfitta ( mi mangio le mani per i punti persi col Sassuolo, e se guardo ancora indietro… lasciamo perdere…). E le parole dette settimana scorsa raffigurano una squadra che è ancora non matura, fragile e che sbatte sempre nel medesimo spigolo. Ecco quindi che Giugno dovrà necessariamente portarci a meno 1 ( anno) dal pareggio di bilancio e al riscatto di opportunità di spessore , scelte da Chiellini da Spalletti senza genialate da Pokemon.
Guardiamo avanti con fiducia alle prossime sfide, se sa guardare la classifica, ma muovendola a Spallettate. Messe da parte anche le liti politiche sulla Nazionale che aspetta cavallo e cavaliere ( ma senza progetti seri e pratici non si andrà da nessuna parte, ed ha francamente ragione chi sottoscrive che della Nazionale importa a nessuno, men che meno ai club di serie A), ultima chicca che di certo farà molto piacere a noi tifosi….Con la vittoria di Bergamo e la sconfitta del Como la Juventus è tornata in zona Champions, ma le casse del club bianconero si svuotano… Tutta ‘colpa’ del paradosso che riguarda Lois Openda, prelevato in estate dal Lipsia in prestito oneroso (3,3 mln) con obbligo di riscatto fissato a 40,6 milioni ma scomparso completamente dai radar da oltre un mese (un solo minuto nelle ultime 6 partite). Grazie alla vittoria di Bergamo e alla concomitante sconfitta a Genova del Sassuolo infatti, a 6 gare dalla fine ci sono 18 punti di scarto tra la Vecchia Signora e l'undicesima posizione (anche in caso di arrivo a pari punti, i bianconeri sono avanti negli scontri diretti) e finire il campionato entro le prime dieci della classifica era la condizione essenziale per far scattare l'obbligo di riscatto di Openda, che dopo 33 partite e soltanto due gol in stagione diventa a tutti gli effetti un giocatore della Juve. "Tardi ti amai bellezza così antica e così nuova”
Sant’Agostino avrà avuto di sicuro un abbonamento allo Stadium.
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