Pareggio rivelatorio
Seneca ha sempre ragione…. Di tutte le frasi quella sulla difficoltà morali di affrontare a testa alta il proprio destino, e’quella che rifulge maggiormente nell’Empireo letterario….e vedremo il perché di qui a poco…
Non si comprende in nessuna maniera e senza nessun criterio logico come sia possibile che i giocatori navigati e con una discreta esperienza in serie A, possano affrontare un match contro il Verona che di tutti gli aggettivi possibili ed immaginabili non ne esista uno come sposo l’idea di una partita delicata. Era una partita esclusivamente da vincere anche giocando malissimo, ma da vincere perché nessun alibi può coprire le imperfezioni, narcisismi e le inutilità tecniche di un’ora e 50 minuti di partita di domenica sera. Gli errori sono tutti nostri e sono da più parti ad iniziare da Spalletti che, uomo anche lui, sbaglia qualche cambio e verosimilmente non li carica correttamente dall’inizio, gli errori pesano come macigni e sono a carico di Bremer sul goal del vantaggio e del nostro portiere, messo lì non so far cosa, a differenza del suo dirimpettaio, che invece ne para ben cinque e si affida anche alla buona sorte. Partita molle mal aggredita, più che altro indigesta fino alla fine contro una squadra già retrocessa e che viene, come molte altre squadre a Torino a fare bella figura. Ma a volerci trovare il lato positivo ( di questo mortificante 1-1) c’è che almeno anche i più scettici e tirchi, avranno visto e ulteriormente compreso chi e’ da Juve, chi vada dimenticato e presto, e quanti dobloni ci vorranno per ( uso le parole di Comolli post Galatasaray) “ poterci allineare e continuare con uno stile di gioco”…. Abbiamo dilaniato un tesoretto di cinque punti rispetto a Como e Roma, e se la partita di San Siro si poteva giudicare come onesta, quella di qualche giorno fa forse è ancora più disonesta delle precedenti, dove siamo riusciti quasi a fare peggio. Adesso ci toccherà affrontare Lecce Fiorentina e Torino, contro le quali nel girone di andata ci abbiamo in parte lasciato le penne (ricordiamo tutti il rigore in casa contro il Lecce, e e le partite scandalose a Firenze contro il Torino). A differenza di qualche mese fa queste squadre adesso si presenteranno con un piglio differente, in quanto il Lecce dovrà salvarsi, la Fiorentina non vedrà l’ora di specchiarsi a casa nostra, e il Torino difficilmente farà un derby deludente. Inoltre difficilmente Roma e Como lasceranno punti in giro, forse la Roma avrà un po’ più da rischiare nel derby contro la Lazio il Como ha tre partite semplici e noi che di partite semplici non ne conosciamo, ed abbiamo la capacità di trasformare partite difficili e complicate lineari e viceversa, ci ritroviamo affogati alla necessità di raggiungere necessariamente il quarto posto. Non tanto per il blasone …( che alla luce dello scudetto dei cartonati sarebbe un ennesimo fallimento solo pensarlo..,) quanto per il risvolto economico, unica chiave di lettura per poter attirare campioni con la possibilità di giocare la Champions. Insomma, senza Champions dovremmo necessariamente ricostruire. Qualcuno mi dirà che a differenza dell’anno scorso però si potrà avere un basamento solido nell’avere già un allenatore di razza, ma secondo me l’allenatore concorre per il 30% al risultato finale…ci vogliono poi i giocatori. E in questo momento, senza fare nomi e cognomi, ci sono almeno 5-6 persone che devono fare le valigie senza tenere conto di quelli che ritorneranno per i fine prestiti. Ho sentito da più parti che sarebbe corretto andare nella prossima trasferta di Lecce con 14-15 giocatori di movimento ma io non sono molto d’accordo con questa tesi. Perché se da un lato è vero che potremmo così già cassare i vari atleti che non dovranno più fare parte della nostra squadra, d’altro canto potrebbe anche generararsi un ulteriore effetto alibi nel non avere convocato questo o quella persona alla luce del risultato finale, con tutte le chiacchiere e i commenti del caso. Il campionato ormai è agli sgoccioli, e la partita col Verona doveva essere semplicemente un compito in classe facile facile, con le risposte che potevamo copiare dal compagno addirittura più bravo , edinvece ci siamo incasinati la vita per l’ennesima volta direi, lasciando una marea di punti e collezionando una marea di tiri a vuoto per racimolare 4-5 punti contro squadre che più scadenti non di può. Troppo poco direte voi, troppo poco ribadisco io, non dico che dobbiamo avere giocatori da un tiro= un goal e tre punti, ma quantomeno per la mole sviluppata dovremmo essere una squadra serenamente terza in classifica e con una media goal tre volte superiore ai migliori di questo campionato. A questo punto, non so se arriveremo quarti, quindi sesti o terzi, quel che so è che noi tifosi probabilmente berremo un altro bicchiere amaro, vedremo una crescita non più esplosiva ma lenta lenta lenta. Perché un anno si sbaglia la campagna acquisti l’anno dopo gli allenatori il terzo anno tutta la classe dirigenziale, e così facendo vedremo sempre costantemente migliorare i cartonati, sempre costantemente migliorare le altre squadre e noi rimpiangere le annate passate. Per poter cancellare definitivamente questa situazione, occorre un allenatore e una squadra di vincenti, ossia una squadra nutrita di persone che hanno l’abitudine a vincere , ed evidentemente nessuno dei giocatori che al momento sono in seno alla nostra rosa ha mai vinto qualcosa di importante, e non può portare in dote nessuna iniziativa e nessun consiglio verso le nuove leve. Nella settimana passata, c’eravamo distratti dei fatti calcistici parlando di questo scempio arbitrale, un sistema rantolante che si appresta ad ammorbarci ulteriormente senza mai guarire, ritenendoci al sicuro dai tre punti facili contro il Verona. Ed avevamo pianto un idolo sportivo come Alex Zanardi….Adesso tutti quei discorsi sono aria fritte e strafritta, perché qualora anche venisse dimostrato qualsiasi torto arbitrale, i nostri demeriti sul campo sono belli che evidenti, a prescindere da Rocchi e da Chine’. Adesso dovremmo affidarci ad un miracolo calcistico, perché anche se è vero che tutto dipende da noi le prossime tre partite saranno tutt’altro che semplici se il buongiorno si vede dal mattino. Se avremo lo stesso piglio di domenica contro il Verona, la quarta piazza non sarà affatto garantita anzi sicuramente persa. Dovremmo mettere cuore e anima perché nel Lecce Fiorentina né tantomeno Torino ci regaleranno qualcosa. “Non osiamo fare molte cose perché difficili, ma sono difficili perché non le facciamo”… Seneca , o li morte’, ma com’è’ che hai sempre ragione?
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