Contro il Sassuolo serve reagire subito al pareggio casalingo
Punti buttati, stop. La gara contro il Lecce rappresenta l’esemplare occasione per cui mordersi le mani a causa di ciò che doveva essere e non è stato. Dieci occasioni, dieci, da rete create in oltre novanta minuti senza riuscire ad agguantare il bottino pieno, racimolando solamente un pareggio che fa dannare e arrabbiare il popolo juventino, che già pregustava una vittoria strameritata. I numeri del match sono esemplificativi: 26 tiri totali, 5 conclusioni in porta, 2 legni colpiti, 1 rigore sbagliato, insomma con queste statistiche doveva arrivare la posta piena, invece sappiamo tutti come è andata. Le grandi squadre queste partite le vincono a tutti i costi, al fotofinish, con una mischia, con un tiro da lontano, con una deviazione, in qualsiasi modo: evidentemente, come sappiamo, la Juve non è una grande squadra o perlomeno non lo è ancora. Proprio in questi casi trapela, maggiormente, la più classica delle mancanze, delle carenze: la scarsità di qualità sia a livello psicologico, sia negli arti pedatori. Perché quando crei tantissimo sottoporta devi poi essere determinato, scaltro e abile nel gonfiare il sacco. Le parole di Spalletti nel post gara sono l’esatto compendio di questa Juve, costruita male dalla dirigenza in estate: “Non siamo una squadra di campionissimi, in area dobbiamo prevedere dove arriva il pallone, bisogna migliorare nelle scelte e non abbiamo fatto un passo in avanti in questo senso”. Parole realistiche e indiscutibili del Mister, che dopo ogni match fotografa, perfettamente, la situazione della sua squadra, cercando di lavorare sulle carenze, instillando fiducia e consapevolezza, senza risparmiare ai suoi anche critiche durissime e giuste.
Ma nel calcio ci sono regole non scritte che valgono più di mille bibbie o almanacchi, se sprechi, se non segni, se sbagli l'impossibile, se sei supponente e tiri un rigore ridicolo, la partita contro il Lecce non la vinci! Ed è ciò che puntualmente è accaduto. Guardando la classifica, dopo la delusione tremebonda, si viene colti da uno squilibrato mix di sensazioni, in perenne bilico tra delusione, rabbia e rammarico e un timido sorriso che potrebbe tratteggiare il viatico imminente. Madama con i tre punti contro i salentini avrebbe fatto un balzo in classifica corposo, piazzandosi alle spalle del trio di testa, staccando la Roma di due lunghezze, altro fattore per cui la collera monta, ma allo stesso tempo il pragmatismo ci dice che, con il passetto in avanti fatto contro i pugliesi, la Vecchia Signora ha recuperato un punto sulla compagine di Gasperini e ha messo un altro punticino di distanza dal Bologna. Una magra consolazione quest’ultima, ma serve essere assai realisti, osservando il fatidico bicchiere mezzo vuoto dopo la delusione casalinga di sabato sera. Un capitolo a parte merita il rigore calciato follemente da David. Si possono avviare mille analisi a riguardo, ma in questo momento il canadese sembra attanagliato da una crisi persistente, che gli ottenebra testa e piedi. In verità non aveva disputato nemmeno una partita terribile, qualche appoggio ai compagni, il colpo di testa che va sul palo nella prima frazione, e la poderosa girata a rete, nel secondo tempo, ben parata da Falcone, ma l’assurdità del penalty fallito dimostra che il ragazzo appare in evidente soggezione e in chiara oscurità decisionale. Jonathan David non va a segno in campionato dal 24 agosto scorso, prima giornata contro il Parma, e allora tutti ci saremmo attesi una scelta più opportuna: ti viene concesso dai tuoi compagni di tirare un rigore decisivo e come lo calci? Con una sorta di scavetto fatto malissimo e soprattutto non vincente, con tanto di parata del portiere avversario. In questi casi, se sei acuto e calato nel momento personale e di squadra, puoi fare solo una cosa: tirare una bomba dagli undici metri e riempire la rete, regalando una vittoria importante a tutto l’ambiente. Insomma, sembrerà brutto dirlo, ma la supponenza nell’andarsi a cercare le rogne non è sinonimo di lucidità e freddezza, alla faccia del suo soprannome di Ice Man. Sveglia ragazzo e forza, perché questa Juve non sarà tagliata per la lotta al tricolore, ma certe occasioni non possono e non debbono essere gettate via come carta straccia, scialaquando le chance in maniera inguardabile.Tirare un rigore scegliendo un’esecuzione da Fenomeno, significa aver capito poco di cosa è la Juventus, ed è bene che David lo capisca molto in fretta.
Stasera si riparte contro il Sassuolo, squadra difficile da affrontare, tosta fisicamente e che gioca un buon calcio, e tutti i tifosi si attendono dalla Juventus una risposta decisa, fatta anche di pancia, di rabbia, di frustrazione, per i due punti lasciati inaspettatamente sul prato dello Stadium. Serve reagire subito, con lucidità e determinazione, ben sapendo che il cammino appare ancora molto lungo e ci sarà tutto il girone di ritorno per ovviare a certi errori, facendo salire la condizione e migliorando sotto molteplici aspetti. Con Mister Spalletti sempre pronto a pungolare i suoi, vellicando le corde giuste per ottenere delle reazioni da squadra vera. Spalletti pretende tantissimo dai suoi ragazzi, giustamente, e ogni sua parola va in una precisa direzione, la squadra in campo deve fare cose da Juve. La prestazione contro il Lecce, ottima per approccio e creazione numerosa di occasioni, brutta per l’incapacità di capitalizzare le tante chance da rete, va tenuta a mente e deve fungere da paradigma chiaro, perché osservando la classifica, la Juve la in alto può starci, a patto di non sciupare più certe situazioni: quando costruisci moltissimo bisogna incamerare punti e vittorie. Luciano Spalletti ha trasformato la squadra con un lavoro tanto certosino quanto martellante, ma in campo ci vanno i giocatori ed è da loro che ci si attendono risposte concrete nelle giocate, nelle conclusioni, e nel pensare a cosa fare e non fare; ogni riferimento alla stupidaggine madornale di Cambiaso allo scadere del primo tempo, è puramente voluta. Cervello accesso, furore agonistico e voglia di portare a casa la vittoria, al Mapei Stadium contro la squadra di Fabio Grosso serviranno queste caratteristiche per avere la meglio sui neroverdi emiliani. Per tentare di fortificare e rendere proficuo un mese di gennaio che darà l’esatta dimensione di questa Juventus, sia in campionato che in Champions. Riscattarsi stasera è un obbligo, tanto immediato quanto doveroso.
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