La classifica comincia a mostrarsi per quelli che sono i reali valori
Mi han sempre dato dell'ottimista e del filo aziendalista. Quando nel mese di febbraio abbiamo toccato uno dei punti più bassi della stagione in molti gettavano anatemi contro società e giocatori, chiedendo a gran voce l'ennesima rivoluzione. Io invece continuavo a professare il mio credo verso questa squadra e verso il nostro mister, prendendomi le mie buone dosi di sfottò. Oggi, dopo la bella vittoria col Bologna e a soli tre punti dal secondo posto in classifica, i soliti noti tornano a salire sul carro e a giurare sul loro incrollabile credo.
Sono gli stessi che leggono il calcio attraverso i numeri e i confronti con stagioni e allenatori passati, senza pesare il momento e le circostanze imponderabili che poi determinato il risultato.
Il calcio non è matematica. Il calcio è uno sport di situazioni, di regole non scritte, di motivazioni, di psiche, di coraggio e anche di fortuna.
Non è ancora finita e con ancora 15 punti tutto può ancora succedere. Occorrerà aspettare almeno i prossimi due turni per potersi sbilanciare sull'esito di questo campionato ma l'umore in casa Juve è di quelli che ti porta a guardare chi ti sta davanti piuttosto che di chi ti sta inseguendo.
La Juventus sta giocando un bel calcio e lo sta facendo da tempo, anche nel corso di quel febbraio tragico ricordato poc'anzi! Ho sempre detto e lo ribadisco anche ora che la Juve ha raccolto meno di quanto seminato.
Quel 14 febbraio ha cambiato tutto! E allora provate ad immaginare cosa sarebbe potuto essere se quella sera di San Siro si fosse potuto giocare.
La Juventus è oggi una bella squadra, vale le vette alte della classifica. E non occorre fare ulteriori rivoluzioni per "indovinare" una Juve più forte: basterebbe lavorare di fino con qualche inserimento mirato. E allora con una punta vera e un portiere forte anche mentalmente, questa Juve potrebbe già ambire allo scudetto. Per assurdo e provocando volontariamente, basterebbe aumentare il livello qualitativo anche solo della panchina per rendere la squadra più forte e competitiva.
In realtà credo che la società, con un Elkann che si dice voglia essere protagonista come non mai, voglia intervenire con elementi di sostanza indiscussa. La curiosità sarà quella di vedere in che modo lo farà, se con giovani di livello, proseguendo la logica operativa di questi ultimi anni, oppure avvalendosi di giocatori di esperienza e dal fascino internazionale.
Per una volta, la sensazione è quella che si possa operare con serenità e lucidità e anche questo rappresenterebbe un bel salto in avanti rispetto al passato.
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