Accadde oggi - Juventus-Salernitana 2-0: quando il calcio si ascoltava alla radio e la Juventus era già una passione nazionale
Il 13 giugno 1948 la Juventus superò la Salernitana per 2-0 allo Stadio Comunale di Torino, in una partita che oggi appare lontanissima nel tempo ma che rappresenta perfettamente il calcio dell'Italia del dopoguerra.
I bianconeri si imposero grazie a un'autorete di Rispoli al 34' e alla rete di Pietro Magni nel finale, conquistando una vittoria che contribuì a consolidare il secondo posto in classifica della squadra allenata da Jesse Carver.
In campo c'erano alcuni dei protagonisti più importanti della storia juventina, a partire da Giampiero Boniperti, destinato a diventare una delle figure simbolo del club, oltre a Carlo Parola e ai fratelli Sentimenti.
Era un calcio completamente diverso da quello di oggi. La televisione era ancora lontana dall'entrare nelle case degli italiani e milioni di appassionati seguivano le partite soprattutto attraverso le radiocronache. Già da oltre vent'anni la radio accompagnava le domeniche sportive del Paese, diventando il mezzo principale attraverso cui i tifosi potevano vivere le emozioni del campionato.
La passione per la Juventus attraversava ogni strato della società italiana. Tra i tifosi bianconeri più celebri dell'epoca viene spesso ricordato anche Palmiro Togliatti, una delle figure politiche più importanti dell'Italia del dopoguerra.
La tradizione popolare racconta che Togliatti fosse solito chiedere ai collaboratori il risultato della Juventus e che, a chi non lo conosceva, riservasse una battuta diventata famosa negli anni: "E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juventus?". Si tratta di un aneddoto tramandato nel tempo e mai documentato in maniera definitiva, ma che è entrato nel folklore legato alla passione calcistica del leader comunista e al forte radicamento popolare della Juventus nell'Italia di quegli anni.
Dal punto di vista sportivo, il campionato 1947-48 si concluse con la Juventus al secondo posto dietro il grande Torino, la squadra che dominò quell'epoca e che appena un anno più tardi sarebbe stata tragicamente spezzata dalla tragedia di Superga. La Salernitana, invece, chiuse la stagione nelle zone basse della classifica e retrocesse in Serie B.
A oltre settant'anni di distanza, Juventus-Salernitana 2-0 resta una fotografia di un calcio che non esiste più: stadi pieni, radioline accese, cronache ascoltate con attenzione e una passione bianconera che riusciva a unire milioni di persone da un capo all'altro del Paese.
Un calcio lontano nel tempo, ma già capace di trasformare la Juventus in uno dei simboli sportivi più popolari d'Italia.
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