Allegri paragonato a Napoleone nel giorno dell'addio al calcio del guerriero Chiellini: apologia della solidità bianconera

Allegri paragonato a Napoleone nel giorno dell'addio al calcio del guerriero Chiellini: apologia della solidità bianconeraTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 13 dicembre 2023, 15:27Editoriale
di Vincenzo Marangio

Uno è considerato un generale degno di Napoleone, l'altro saluta il calcio considerato da tutti come l'ultimo grande difensore italiano, un combattente, un soldato con cui andare sempre in guerra. Martedì è stata la giornata di Allegri e Chiellini, nel segno della Juventus, nella settimana che porta alla trasferta di Genova dopo il successo dell'Allianz contro il Napoli in quello che è stato il decimo risultato utile consecutivo, un ruolino di tutto rispetto costituito da 8 vittorie e due pareggi (contro Atalanta e Inter). Capite perché il Daily Mail ha paragonato Massimiliano Allegri a Napoleone? L'incoronazione mediatica è avvenuta con queste parole: "Pur avendo perso Pogba e Fagioli, il genio tattico di Max ha permesso di annullare le squadre avversarie e di raggiungere il secondo posto in Serie A. Allegri è un imperatore che ama sorridere e provocare gli avversari e, con spirito napoleonico, si eleva al di sopra delle critiche che gli vengono regolarmente rivolte. Il motto della Juve è 'Vincere non è importante ma è l'unica cosa che conta': e chi vince, nello sport, ha sempre ragione". E otto vittorie nelle ultime 10 partite danno decisamente ragione al Generale Max.

Nel frattempo, l'ex capitano bianconero Giorgio Chiellini, annunciava l'addio al calcio. L'ex numero tre bianconero è stato un rappresentante fiero e storico dell'Università della difesa allegriana, un combattente nato, celebrato con tanto di armatura e bendaggio al capo nel profilo Twitter della Juventus, simbolo di quello che è il DNA bianconero: sacrificio, forza, resistenza, sudore. Quante volte ci siamo sentiti dire da Massimiliano Allegri che la Juventus è nata per soffrire, lottare ed esaltarsi nelle difficoltà, esattamente come Re Giorgio che più soffriva più si gasava, più si feriva più diventava cattivo. Perché laddove qualcuno ci vede noia, io ci vedo solidità, laddove ci vedono mancanza d'idee io ci vedo carattere e sofferenza, laddove gli altri vedono arrendevolezza io ci vedo strategia e forza. E di tutto questo Chiellini e Allegri sono grandissimi rappresentanti.

Ma quando viene meno un guerriero, allora il Generale deve essere bravo a crearne altri: nascono così i Bremer, Gatti, Danilo e la nuova versione di Rugani, nascono dal fuoco, e con il fuoco nel sangue scendono sul campo di calcio come fosse un campo di battaglia esattamente come faceva Chiellini che incuteva timore solo a vederlo, capace di affondare in scivolata con veemenza a 30 secondi dall'ingresso in campo, rimediare la solita ferita al sopracciglio e tornare a combattere. Fino all'ultima goccia di sangue. Non fatevi portare fuori strada da chi inneggia ad un fantomatico belgiuoco che, però, quasi nessuno realizza, lo fanno per indurre la Juventus a cambiare, lo fanno per toglierle l'arma che solo lei ha, quella capacità innata di sapersi difendere, soffrire, combattere, rincorrere e raggiungere il risultato e difenderlo fino alla fine. Non lasciate che cambino l'anima di una squadra che domina in Italia da sempre e che vuole tornare a farlo. Con la strategica capacità difensiva di Allegri, e con l'esempio della combattività di Chiellini, il guerriero che ha abdicato e che si gode i nuovi combattenti forgiati dal fuoco bianconero. 

Quando guardate questa squadra vincere come contro il Milan, come ha fatto a Firenze e come contro il Napoli venerdì scorso non arrabbiatevi ma sorridete, perché non è una difesa disperata e una resistenza consapevole. La forza di snervare gli avversari e colpirli quando sono sfiniti. Questa è la Juve del Generale Allegri.