Mentre l'Inter vola la Juve spreca e non alza la voce
Dopo la sedicesima giornata, l'Inter allunga a quattro punti il proprio vantaggio sulla Juventus. Se ci fosse stato il sorpasso del venerdì, il terzo di seguito, sarebbe arrivato anche il controsorpasso quarantotto ore dopo. Una sfida di muscoli in cui i bianconeri avevano mostrato già qualche cedimento dopo il pareggio di Gudmunsdsson e che i nerazzurri hanno saputo sfruttare senza esitazioni contro la Lazio. Anche questo un segnale di superiorità da saper leggere senza paraocchi.
Segno X - Il pari di Genova lascia l'amaro in bocca, ma sul rendimento generale c'è poco da aggiungere: questi siamo e questi resteremo, salvo concreto rafforzamento della rosa a gennaio. Giochiamo principalmente per non perdere e tentiamo la fortuna nel cercare di vincerla. Non guardo il gioco, il possesso palla, i tiri, ma il modo, anzi è meglio dire l'affanno con cui arriviamo a creare quei pochi pericoli agli avversari. Non sono le premesse del classico disfattista quando spera quasi di non vincere per riaprire il rubinetto intasato dalle polemiche. Sono le riflessioni di chi spererebbe in una squadra più combattiva, quando serve, anche fuori dal campo. Con la giustizia sportiva ci si è piegati quasi per necessità pur di ricominciare “puliti” dalle macchie dell'ingiusta penalizzazione dell'anno scorso. Non è la prima volta e spero che sia però l'ultima. A Genova abbiamo mancato di cinismo e sbottato ancor meno quando serviva rivendicare a voce alta, in campo e nelle interviste, il diritto al rispetto e all'omogeneità delle decisioni. Quali, si chiederebbero i fenomeni da baraccone abituati a prostituirsi per un like sui social e pronti a riempirsi l'ennesimo bicchiere pur di confermare il loro morboso attacco ai colori bianconeri. Se vi pare regolare non sanzionare a dovere il tocco di mano in area genoana così come il fallo su Illing – dopo aver lasciato oltretutto correre l'azione – allora c'è da avere seriamente il dubbio su coloro che agiscono davanti ai monitor. Protocollo o meno, sono peggio di chi dovrebbe sentirsi invece aiutato dalla tecnologia. Se ci avete fatto caso, sul rigore negato, nessun bianconero protesta come farebbero a parti invertite, ma cosa più grave il Var non interviene. Mentre invece lo fa per fermare la ripartenza del Genoa, tra le proteste dei genoani e con Illing a terra, ma tanto per pulirsi la coscienza con un semplice cartellino giallo. Se vi pare normale, lo dico per quegli altri, è giunto il momento di affidarsi ad un bravo specialista.
Alex d'Arabia – La Juve non fa bene a non lamentarsi in questi casi, ma comprendiamo le motivazioni di tale scelta: tanto non cambierebbe la classifica. E allora ci chiediamo perché normalmente le altre squadre lo fanno? Quale il ritorno? In questo mondo di squali è abbastanza ovvio. Capiamo la volontà di mantenere alta la concentrazione fino a gennaio quando, classifica alla mano, il mercato potrebbe regalare il “centrocampista” ad Allegri (non italiano, ma pratico della serie A) per aiutare la squadra in fase di costruzione, magari reinvestendo il tesoretto di Illing – destinazione Inghilterra – e Alex Sandro richiamato, prima della scadenza del suo contratto, dai soldi dell'Arabia Saudita già a gennaio.
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