Con Yildiz e Vlahovic alla ricerca del quarto posto che vale la Champions

Con Yildiz e Vlahovic alla ricerca del quarto posto che vale la ChampionsTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Ieri alle 18:00La Frecciata
di Franco Leonetti
La vittoria contro il Pisa ha mostrato come David continui a fallire ogni chances. Spalletti attende il rientro di Vlahovic per creare la coppia gol

Ogni volta che Mister Spalletti rilascia dichiarazioni è una sentenza. Di quelle pesanti e insindacabili, le sue parole come un consistente spiraglio di luce gettato sul presente e sulla costruzione dell’imminente futuro. Quello appena trascorso è stato un weekend assai positivo per i colori bianconeri, prima la vittoria sonora per 4-0 contro il Pisa, e poi la sconfitta della Roma a Genova, per un insperato avvicinamento ai giallorossi capitolini. Se prima del gol di Gatti all’Olimpico, assolutamente provvidenziale, la Juve stava per sprofondare a -7 dagli uomini di Gasperini, una sola settimana dopo Bremer e compagni si trovano solo sotto di un punto dall’accoppiata Como e Roma, che vale il quarto posto. Insomma, sorti completamente cappottate nel giro brevissimo di un turno di campionato, ergo, vietato mollare. Serve continuare a battersi fino alla fine e fino all’ultima giornata, ma oggi la Juventus intravede aperture positive per poter raggiungere l’obiettivo minimo in campionato, quello della qualificazione Champions. Una Juve che non dovrà sbagliare nulla o quasi, i margini di errore nelle ultime 10 partite della stagione saranno da limitare all’osso, e la dimostrazione si è avuta proprio domenica. Può realmente accadere di tutto e bisogna farsi trovare prontissimi per poter giovare di un eventuale scivolone o un passo falso dei diretti concorrenti. Ma in primis la Vecchia Signora dovrà portare a casa i propri risultati, solo vincendo le tre prossime gare, trasferta di Udine, in casa con Sassuolo e Genoa, le maglie bianconere possono continuare a coltivare le ambizioni di arrivare in fondo, con il target colpito. Dopo questi tre match sulla carta più abbordabili, la Juve dovrà fronteggiare un trittico ostico come la trasferta di Bergamo, l’impegno allo Stadium con il Bologna e il big match di S. Siro contro il Milan di Allegri. Dopo la sfida ai rossoneri rimarranno solo quattro sfide contro Verona, Lecce Fiorentina e all’ultima giornata il Derby della Mole, ecco perché, occhieggiando il calendario, diventa fondamentale operare un filotto di vittorie nelle prossime tre partite in programma, per arrivare di slancio, e si spera in buona condizione psico-fisica, al rush finale.

La vittoria contro il Pisa è maturata e sbocciata solo nella seconda frazione di gioco, contro un avversario fisico che cercava di chiudere tutti gli spazi. Una Juve che nel primo tempo è apparsa sotto ritmo, lenta nel giro palla e avara di conclusioni, una squadra attanagliata da tanti pasticci, senza soluzioni efficaci a rete. E allora ci ha pensato Spalletti a cambiare spartito nell’intervallo, fuori Gatti per Kelly, per una costruzione palla al piede più ragionata, e soprattutto la mossa forte per destare un attacco intorpidito e inconcludente: fuori David, dentro Boga. Il canadese, oltre a sponde non sempre riuscite, aveva anche avuto un’occasione di testa senza essere marcato, con il pallone scagliato oltre la traversa, e un rendimento davvero insufficiente per chi dovrebbe ricoprire il ruolo di centravanti, con la maglia della Vecchia Signora. La mossa dell’avvicendamento ha sortito effetti immediati, perché Boga, ormai diventato il primo cambio in attacco, con Openda completamente fuori dai piani dell’allenatore, ha dato velocità, brillantezza e imprevedibilità alla fascia mancina, con Yildiz spostato sul centro. Ergo, uno dopo l’altro sono arrivati i quattro gol che hanno consentito alla Juve di far sua la partita, impalmando il ritorno al gol di Kenan il n.10 e la seconda realizzazione consecutiva di Boga, che si sta dimostrando l’acquisto più azzeccato del mercato juventino, tra estate e gennaio. Ma sono le parole di Mister Spalletti a spiegare molto di quello che dovrà essere la sua Juve da qui fino al 24 maggio e soprattutto quali saranno le scelte per provare a coronare gli obiettivi. Vlahovic, assente dal 30 novembre per un grave infortunio con tanto di operazione chirurgica, è quasi pronto per tornare in campo e dovrebbe rivedersi per qualche sprazzo di match nella prossima di Udine: Spalletti confida in Dusan e non attende altro che ridargli una maglia da titolare, per fornire al reparto d’attacco una pericolosità e una capacità di andare in rete che mai David, e men che meno Openda, sono stati in grado di garantire. Nel post gara Spalletti si è lasciato andare dialetticamente e ascoltando il rombo del motore di Vlahovic che scalpita per rientrare, è stato laconico quanto definitivo, definendo il perimetro per far rendere al meglio il suo numero 10.

La configurazione ideale per esaltare le peculiarità di Yildiz è affiancarlo ad una punta. E quella punta a cui fa riferimento il Mister di Certaldo è certamente Dusan Vlahovic: a loro due sarà affidato il compito di sfondare le reti avversarie per portare a casa un numero opportuno di gol, che consentano a Madama di concludere la stagione nel modo migliore, centrando l’obiettivo. Ma Mister Spalletti non ha lesinato nemmeno ulteriori dettagli che tracciano un quadro esaustivo al millimetro e che coinvolgono Jonathan David, davvero deludente e improduttivo, sino a qui, il suo apporto. Spalletti non l’ha toccata piano:” Se io David l’avessi fatto giocare nel secondo tempo con quell’impostazione tattica, l’avrei messo più nelle condizioni di fare meglio. Si è cominciato a fare una partita diversa e avrebbe fatto meglio anche David, perché lui ha quelle caratteristiche lì, è un calciatore da non contatto. Quando gli butti palla addosso diventa una prigione per lui, se gliela dai cattiva diventa più difficile perché non è questo. Lui è più da gioco pulito, da palla sistemata e pensata”. Poche frasi lapidarie che però fotografano pienamente e approfonditamente a quale tipologia appartenga il nazionale canadese. E allora un paio di domande sorgono spontanee: come può David affrontare le arcigne difese italiane se non ha capacità di resistere agli impatti? Se gli viene data palla addosso come può esser d'aiuto alla squadra? Ecco, il punto nodale dell’attacco spuntato e in astinenza da gol di Madama gira proprio attorno a questi concetti, che non sono di poca importanza, anzi rappresentano esattamente il nucleo del problema.

La speranza di tutti i tifosi bianconeri, e in primis di Spalletti, è che Vlahovic possa recuperare al meglio e in fretta dai postumi dell’infortunio, per tornare a guidare il reparto offensivo, alla ricerca di gol e punti necessari a garantire la Champions. Un pensiero tanto semplice quanto necessario, per una Juventus che ha urgentissimo bisogno di un centravanti capace di battagliare, metterla dentro, tramutando in reti i tanti cross e gli assist che piovono dalle fasce, grazie a Conceicao e Boga, le rifiniture geniali di Yildiz, i dribbling funambolici di Zhegrova quando viene immesso in campo, e magari i dialoghi stretti proposti da Locatelli, le sgroppate vitalizzanti di Thuram e i pertugi che il tuttofare McKennie sa sempre scovare. Ci sarà bisogno di tutti gli effettivi per arrivare a dama, partendo da una difesa più ermetica e meno colabrodo, passando per un centrocampo robusto e plastico in entrambe le fasi, ma soprattutto serviranno le realizzazioni degli avanti, perché senza gol le partite non si vincono. Vlahovic, Yildiz e altri nove, questa la formazione che dovrà portare la Juve di Spalletti ad acciuffare il pass per l’Europa più prestigiosa e più ricca, senza dimenticare che avversari come Como e Roma non molleranno fino alla fine. Deve essere la Juventus a dare delle risposte, convincenti e a suon di reti segnate, per provare a finire l’annata in bellezza; poi servirà programmare, con oculatezza, un mercato che la dirigenza non potrà più permettersi di sbagliare. Proprio come accaduto nella scorsa estate.