Quando un presunto “esubero” diventa una risorsa importante
Mentre il mercato consuma i suoi minuti finali con corse a perdifiato, affari last minute e fibrillazioni assortite, la Juve contro il Parma ha recuperato alcune certezze. Inutile ribadire che molto della stagione appena cominciata, in casa dei bianconeri, passerà dal rafforzamento in varie zone di campo che solo la campagna acquisti/cessioni può fornire. Poi nel calcio, come nella vita quotidiana, il film che va in scena può scompaginare totalmente la narrazione e il racconto che, fino a pochi minuti prima, sembravano cosa acclarata. La solita Juventus nel primo tempo contro il Parma, con l’unica conclusione a rete operata da Chico Conceicao che ha centrato il palo, e lo Stadium che rumoreggiava al duplice fischio che recava l’intervallo. Era chiaro che Spalletti e la squadra schierata in campo dovessero mutare assolutamente l’inerzia della gara, dopo aver sbattuto contro il muro dei ducali per tutta la prima frazione. Così nel secondo tempo è andata in scena la più classica situazione dei paradossi: non solo il giocatore subentrato dalla panchina che fornisce la sferzata giusta e indirizza il match, ma quell'interprete che calca il terreno dell’Allianz Stadium rappresenta una pedina considerata esubero, o sicuro partente, scegliete voi la miglior terminologia che più vi aggrada. Nico Gonzalez ha fatto il suo ingresso in campo e ha spaccato totalmente il match, con la sua carica, la sua voglia, la sua grinta, quella garra argentina che nella precedente esperienza con la maglia bianconera raramente gli avevamo vista addosso. Nico ha posizionato l’elmetto sulla testa e ha incominciato ad assaltare la porta dei parmigiani, quasi fosse una battaglia personale, per affermare: sono qui e voglio rimanere qui. Un primo tentativo parato alla grande dal guardiano dei pali avversario, poi un ordigno ad altissimo potenziale scagliato da trenta metri che si è infranto sul palo e sulla ribattuta lo stesso calciatore ha saettato in porta, con l’ausilio di una deviazione, facendo deflagrare gli spalti che non attendevano altro che lo sblocco del match.
Ma Nico, argentino da Belén de Escobar, esaltato dal gol e dalla sua prestazione maiuscola ha continuato, fino alla fine del match, a far girare le gambe a mille, ha calciato fuori di poco una punizione interessante dal limite, ha corso in lungo e in largo, gasando una Juventus che aveva necessità di una spinta poderosa per stappare la partita. Una prestazione a cinque stelle per lui, sempre pronto al suggerimento ai compagni, bellissimo il filtrante in area per Kolo Muani che il francese ha calciato sul portiere, efficacissimo in zona gol e con una carica esplosiva contagiosa. A bocce ferme e a risultato acquisito ogni tifoso della Goeba, contento e felice della vittoria e della prestazione, anche grazie alla sontuosa parata di un Vicario molto sicuro tra i pali, non ha potuto fare a meno di pensare ad un concetto latitante da troppo tempo in questa squadra: finalmente la Juve può sfoggiare un calciatore che bombarda la porta avversaria tirando da fuori area. Un gesto, una modalità per cercare il gol che da troppo tempo mancava alla corte della Vecchia Signora. Palma di migliore in campo e la certezza che di un Nico Gonzalez così la Juve non può e non deve privarsene, e infatti il vice campione del mondo argentino resta alle dipendenze di Spalletti, che nel post partita lo ha elogiato giustamente. Poche significative parole che sono la pietra tombale alle aspirazioni dell’Atletico Madrid che, nella figura del Cholo Simeone, voleva a tutti i costi l’arrivo definitivo dell’esterno d’attacco sudamericano. Il Mister juventino ha così vergato la prestazione de luxe: “Nico è entrato con la garra e la cattiveria giusta del campione, siamo contenti sia rimasto con noi, lo conosco bene”. Ergo, guai a chi mi tocca Gonzalez, lui rimane alla Juve e sarà utile in più zone dello scacchiere, visto che l’ex viola può ricoprire diversi ruoli, soprattutto in un momento come questo, in cui l’assenza di Yildiz peserà per alcuni mesi (circa tre) sul reparto avanzato di Madama. Le mille strade del mercato ipotizzato, ancora una volta, hanno regalato una realtà diversa da quella estrinsecata sul prato verde, impossibile dimenticare la serrata trattativa di fine maggio, poi abortita, che dava per scontata la permanenza di Nico a Madrid, sponda Colchoneros, e Sorloth che avrebbe dovuto prendere la via inversa, per sbarcare a Torino. E a questo punto benedetta sia la testardaggine del club spagnolo che continuamente tirava sul prezzo, pretendendo uno sconto, per acquisire l’esterno di proprietà Juventus.
Il promesso sposo dei biancorossi della capitale ispanica, terminato il mondiale americano, si è messo a disposizione dello staff bianconero, cominciando la preparazione e facendosi trovare prontissimo alla prima convocazione partorita dal suo allenatore, sciorinando una prova a dir poco veemente, intensa, vulcanica e vincente. Nico Gonzalez resta in bianconero e Spalletti che lo conosce benissimo, avrà modo di impiegare la sua voglia di rivincita in fascia, dietro le punte o in chissà quale altra posizione che il Mister deciderà di inventarsi. Un “nuovo acquisto” vero e proprio che dovrà portare entusiasmo, gol e concorrenza in un reparto folto, ma sempre bisognoso di ulteriori soluzioni a rete. Se Nico Gonzalez è quello visto contro il Parma, ben venga una maglia da titolare per un ragazzo che è tornato per dare potenza e scintille ad una squadra che necessità di leadership, iniziative personali e uomini capaci di caricarsi sulle spalle la Juve, in partite chiuse, dove si fatica a trovare il bandolo della matassa. Chiaramente da lui, come dagli altri, si attendono conferme a stretto giro di posta, vedasi il Milan che arriverà allo Stadium la prossima domenica, per un big match molto gustoso. Diverso il discorso per Koopmeiners che ha siglato il raddoppio, chiudendo definitivamente la sfida contro il Parma. L’olandese è l’ultima scelta nel centrocampo bianconero, la dirigenza lo avrebbe veicolato su altre piazze senza troppe remore, ma complice il suo stipendio molto ricco (4.5 milioni netti) e le ultime due stagioni deficitarie, non sono mai arrivate proposte concrete. Koopmeiners fa parte di quella ristrettissima cerchia di esuberi che rimangono a Torino, con la speranza ottimistica che la rete di domenica possa riaccendere un fuoco calcistico, da troppo tempo sopito. E purtroppo per i tifosi di Madama, totalmente svanito al suo arrivo in bianconero, non riuscendo mai a pareggiare il livello che aveva raggiunto all’Atalanta. Chissà se l’entusiasmo nell’ambiente, scaturito dai nuovi arrivati e dalla focosità vulcanica di Nico Gonzalez, voglioso di riscossa con questa maglia, riuscirà a pungere nell’orgoglio il tulipano triste, per riportarlo a livelli perlomeno accettabili. Sarebbe uno scatto in avanti utile, e decisamente auspicabile, per una Juventus che ha puntato tantissimi milioni sul giocatore, non ricevendo molto in cambio, in questi due anni.
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