Carnevali in bianconero: finalmente comincia una nuova era

Carnevali in bianconero: finalmente comincia una nuova eraTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 18:00La Frecciata
di Franco Leonetti
Cambio repentino e doveroso in società, il nuovo amministratore delegato è chiamato a dare un nuovo, forte, impulso alla Juve

Il pericolosissimo compromesso è scoppiato come una bolla di sapone. Si sapeva, e personalmente lo avevo sottolineato e detto più volte nell’arco di un paio di settimane abbondanti: non poteva reggere una situazione azzoppata, poi  rattoppata e attaccata con il nastro adesivo. Non è stato giusto provare a ricomporre una circostanza sfaldata, frantumata, priva totalmente di fiducia reciproca tra le varie componenti: ma quello era stato l’arrischiato diktat voluto e imposto dalla proprietà di John Elkann. Inevitabilmente è finita la brevissima e disastrosa esperienza di Damien Comolli alla Juve, anche con troppo ritardo. Inutile cercare di riappiccicare cocci sparsi ovunque, il dirigente francese in soli dodici mesi non ne ha azzeccata una e ne ha combinate di ogni, dalla campagna acquisti estiva totalmente disastrosa, al proseguire con un allenatore come Tudor in cui non credeva, con Spalletti libero al 6 di giugno dello scorso anno, passando per un mercato di gennaio incredibilmente ciccato, nonostante la richiesta esplicita del Mister per un centravanti di ruolo. Non hanno nemmeno convinto le strategie messe in atto da Comolli per acquistare nuove pedine: trattative tutte basate sul trovare un accordo, anzitutto, con l’entourage di un giocatore, per poi passare attraverso i club che detengono le prestazioni sportive e il cartellino di un singolo interprete. I risultati partoriti li conosciamo tutti, ahinoi, frangenti già ampiamente toccati con mano la scorsa estate e metodi ripresi, in maniera imperterrita, anche in questo nuovo abbrivio di campagna acquisti appena iniziata.

E allora adieu monsieur Comolli, senza nessun rimpianto o rammarico: per la cronaca il peso a bilancio di questo innesto dirigenziale inconcepibile e iniquo è costato alle casse della Juventus più di 8 milioni lordi, compresa una buonuscita di 850 mila euro lordi al momento dei saluti. Cifre altissime, un onere esagerato per un amministratore delegato scelto non si sa come, che invece di migliorare squadra e status quo, lo ha peggiorato sensibilmente, prova ne sia il fallimento eclatante del piazzamento Champions e l’Europa League che la Juve sarà chiamata a disputare nella prossima stagione. E allora finalmente una scelta tanto repentina quanto saggia, che profuma di competenza e di conoscenza calcistica, con Giovanni Carnevali sulla plancia di comando; lui promesso sposo in bianconero da tanti anni, con un arrivo che pareva imminente in un paio di situazioni del recente passato, senza realizzarsi mai concretamente. Ieri è stato il primo giorno del suo approdo fisico in quel di Torino, dopo il comunicato ufficiale di venerdì della società: un’operazione che ha ridato un briciolo di speranza ad una tifoseria sfiatata, depressa, sconsolata e triste. Finalmente una mossa da Juventus, quella vera, andando a prendere uno dei migliori dirigenti che compongono il panorama calcistico italico. Il compito di Carnevali non sarà semplice, anzi, ma le competenze d’eccellenza mostrate nei dodici anni al Sassuolo, redigono una base importante da cui ripartire. Qualcuno obietterà che il Sassuolo non è la Juve, tutto vero, ma la scelta è ricaduta, alla fine, su un dirigente illuminato in grado di sfoggiare padronanze economico-bilancistiche e abilità calcistiche di prim’ordine: ora starà a lui dimostrarsi motore trainante e vero cardine centrale del nuovo progetto di Madama. I primi punti da analizzare compiutamente dal nuovo ad sono due: rilancio economico della società e la costruzione della squadra che Spalletti richiede, con 5-6 nuovi titolari. Un compito non banale e nemmeno semplice, ma Carnevali incarna un ruolo strategico che segna l'inizio di una nuova era per il club bianconero, chiamato a riproporsi, in maniera veemente, sia sul piano sportivo che su quello dei conti da portare in pareggio. Possibilmente alla svelta. Facile tratteggiare i suoi primi passi alla Continassa, con una serie di riunioni fiume per fare il punto sulla situazione del club, incanalando una strategia di mercato chiara e lineare che preveda anche delle cessioni e magari uno o due sacrifici dolorosi, ma necessari.

La cosa fondamentale in questo momento storico alla Juventus è trovare quella comunanza di idee e di visioni condivise che troppo spesso Comolli aveva calpestato. Una direzionalità totalmente sinergica, che era stata smarrita colpevolmente e che oggi serve ripristinare, in pienissima intesa con Spalletti, Chiellini, Ottolini e magari con un'altra pedina dirigenziale che potrebbe arrivare (Tognozzi). Ovvero, tutto ciò che è mancato totalmente in seno alla società e all’area sportiva, sino ad oggi. Questo il vero punto di partenza, il perno inscalfibile su cui fondare il “new deal” della Vecchia Signora. La Juve dovrà lavorare alacremente per stabilizzare i propri conti e definire un settlement agreement con la Uefa, nell'ambito del Fair Play Finanziario, fattore che rischia di complicare ulteriormente una situazione già ingarbugliata di suo. Fino a quando non si avrà una chiara visione a riguardo, il mercato zebrato è da catalogare con un asterisco in capo: la speranza è che giunga solo una sanzione pecuniaria soft, evitando paletti e vincoli agli affari in entrata. In ogni caso il gruppo squadra necessita di sostanziosi aggiustamenti e rinforzi, che Mister Spalletti ha già evidenziato, con giocatori di carattere, personalità e ambizioni e curriculum da Juve, ecco perché dovranno verificarsi parecchie cessioni. Sia per sgravare i bilanci, sia per veicolare altrove pedine e giocatori che hanno deluso e non si sono dimostrati interpreti in grado di far lievitare la squadra. Alcuni con ingaggi elevati, altri con un costo del cartellino acquistato semplicemente troppo esoso. Carnevali dovrà dimostrarsi subito efficace e pungente in entrata ma altrettanto, se non di più, nelle dismissioni, fattore basilare in questo momento per Madama. Dopo tante chiacchiere, serve una programmazione oculata, intelligente, sapiente e brillante, ed è inutile nasconderlo, alla dirigenza viene richiesto di procreare risorse economiche grazie ad alcune uscite, alleggerendo il monte ingaggi e riportando un bilanciamento nei conti economici. Poi sarà possibile pianificare gli acquisti essenziali per costruire una Juventus competitiva e ambiziosa. Superfluo parlare oggi delle trattative già intavolate, e che si spera vengano chiuse a breve, o di un ritorno di fiamma per operare un altro tentativo con Vlahovic, in questo momento la cosa imprescindibile è mostrare una progettazione forte, organica e funzionale alla programmazione stilata. Giovanni Carnevali è pronto, a lui il va miglior augurio per un lavoro proficuo e finalmente con coordinate da Juventus vera.