Ci saranno facce nuove al raduno fissato per il 13 luglio?
Poco meno di una settimana alla partenza della nuova stagione. Lunedì prossimo, 13 luglio, la Juve si raduna alla Continassa per preparare la nuova annata, che sarà diversa dalle altre, almeno nelle premesse. Non fosse altro perché i bianconeri giocheranno il giovedì sera in Europa League, fattore anomalo e decisamente strano per la Vecchia Signora, abituata a disputare la Champions. E’ in arrivo il primo raduno estivo bianconero di Mister Spalletti che, come tutti sanno, ha richiesto alla sua dirigenza 5-6 titolari da innestare sul telaio della nuova Juve, al fine di renderla competitiva. Il rapporto tra Spalletti e Carnevali è idilliaco, tanti i summit di mercato tra i due, contatti praticamente quotidiani, con l’allenatore toscano che, terminate le vacanze, si è già immerso totalmente nel seguire, passo a passo, le trattative impostate. Il 13 luglio si vedranno poche, pochissime, facce nuove alla Continassa, ad oggi è arrivato il solo Jeff Ekhator, ragazzo giovane e promettente nel ruolo di attaccante: troppo poco per accendere entusiasmi spasmodici nei tifosi che si attendono movimenti di spessore e qualità superiore. Senza togliere nulla all’attaccante ex Genoa, le questioni più pressanti del portiere e del centravanti rimangono ancora irrisolte sul tavolo; al momento non ci sono certezze alcune, mentre Spalletti, lapalissianamente, spinge per risolvere al più presto la questione inerente i due ruoli basilari e imprescindibili. Carnevali lavora alacremente per cercare di accontentare il proprio allenatore, magari chiudendo un paio di affari per la data del primo incontro ufficiale che segna la partenza della nuova annata calcistica. I movimenti più caldi ruotano intorno alle figure di Kolo Muani e Muharemovic, ma in questo momento nessuna delle due operazioni è sicura di andare in porto, per motivazioni diverse. L’infinita trattativa per il puntero transalpino vive di capitoli propri, la Juve ha l’accordo completo con il ragazzo, ma manca il definitivo placet del Psg per una questione di valutazione del cartellino, la Juve è ferma all’offerta di 32 milioni i parigini ne vogliono almeno 40, una distanza non incolmabile che si spera possa trovare la definitiva fumata bianca per mettere fine, una volta per tutte, alla “never ending story” legata a Kolo Muani. Juventus che dovrà alzare l’offerta se vuole chiudere e portare l’attaccante a Torino, sin dal primo giorno di ritiro; anche sulla formula dell'operazione c’è intesa, prestito con diritto di riscatto, destinato a trasformarsi in obbligo in caso di qualificazione alla Champions. Serve uno sforzo per regalare a Spalletti, la punta francese. Per Muharemovic, vecchia conoscenza di casa Juventus, c’è l’accordo con il Sassuolo per circa 18 milioni di euro, per il 50% del cartellino ancora in possesso della società emiliana, visto che Madama detiene i diritti sulla restante quota. Quindi la Juve spenderà la metà per aggiudicarsi il ragazzo, complessivamente valutato sui 36 milioni di euro, ai quali andrebbero aggiunti eventuali bonus, ma il vero nodo è l’ingaggio, con il centrale mancino che chiede un sostanzioso ritocco dello stipendio. La volontà del club bianconero è quella di blindare in fretta l'operazione per il centrale bosniaco, ma soltanto alle condizioni ritenute sostenibili, anche dal punto di vista dell'ingaggio. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se le parti riusciranno a trovare sintonia e definitiva chiusura dell’affare.
Per il fondamentale ruolo del guardiano dei pali la situazione è ancora aperta. Sfumato Alisson e con il Dibu Martinez sullo sfondo, almeno ad ora, il board societario continua a trattare per Guglielmo Vicario, nazionale azzurro classe 1996, con i bianconeri che cercano un prestito con obbligo. Il Tottenham non svende il portiere e chiede una ventina di milioni per il cartellino di Vicario, mentre la Juve vorrebbe trattare su un prezzo al ribasso. Inutile dire che, vista la basilare importanza del ruolo, sarebbe utile contare su un portiere titolare sin dal primo giorno di ritiro. Questione centrocampo: Lobotka, regista del Napoli piace moltissimo a Mister Spalletti che lo ha già avuto a Napoli, ma, difficilmente, la società partenopea lo lascerà partire, men che meno alla Juve. Restano quindi in piedi le piste legate a due grandi centrocampisti a parametro zero, come scritto la scorsa settimana, ovvero Kessie e Goretzka. Due innesti ancora nel pieno della vigoria fisica, l’ivoriano classe 1996, il tedesco classe 1995, che fornirebbero cristalline caratteristiche mancanti all’attuale organico, in ottica di leadership, personalità, impatto fisico e visione di gioco. Carnevali tratta con i rispettivi entourage, ben sapendo che la concorrenza non manca, servirà quindi stringere in fretta per cercare di portarli a Torino. Capitolo Brahim Diaz: il giocatore è il preferito di Spalletti per vivacizzare e rendere imprevedibile la trequarti, ma il marocchino vorrebbe giocarsi le sue carte al Real Madrid nonostante l’arrivo di alcuni illustri competitor, compreso Bernardo Silva, a lungo inseguito dalla società bianconera. L’impressione è che la Juventus seguirà i movimenti del ragazzo fino all’ultimo, e se si presenterà l’occasione, proverà ad affondare il colpo. Capitolo dismissioni, in attesa che Openda trovi una sistemazione ovviamente in prestito, Gatti sembra sul piede di partenza. Il Napoli è interessato, Allegri lo vorrebbe sotto il Vesuvio, la Juve ha fissato un prezzo di circa 25 milioni: non resta che attendere sviluppi in tal senso, visto che si parla di interessamento, ad oggi, senza ancora la presenza di alcuna offerta concreta.
David, reduce da un mondiale grigio come la nebbia della Val Padana è un rebus reale alla Continassa. Una tripletta contro il Quatar, poi veramente poco in tutte le gare disputate con la sua nazionale, un assist, oltre 400 minuti giocati, ma il centravanti non ha mai mostrato sprazzi o scintille nelle sue performance, insomma un bel problema per i dirigenti zebrati che contavano sulla rassegna iridata per un salto in avanti nella valutazione del suo cartellino. La situazione a lui legata è anomala, in caso di richieste non congrue potrebbe anche rimanere in bianconero, ma il mercato è lungo e la posizione del canadese potrebbe mutare all’improvviso. Per Spalletti David è un attaccante non da battaglia ma da tocco, e alla Juve serve ben altro la davanti. Anche Zhegrova pare sulla via del trasferimento, ci sono stati abboccamenti con la Fiorentina ma al momento nulla pare concretizzarsi, mentre per Adzic, che Madama farà partire in prestito, c’è l’interesse vivo di parecchi club italiani, tra i quali, Cagliari e Parma, senza dimenticare Bologna, Sassuolo, Lecce e il neo promosso Frosinone. Al ragazzo montenegrino serve giocare con costanza d’impiego e continuità di rendimento, con la Juve che manterrà il completo controllo sul suo destino. I prossimi giorni potrebbero rivelarsi caldissimi per il mercato di casa Juventus, appare necessario sbloccare alcune situazioni per chiudere qualche trattativa e presentare nuove facce in sede di raduno. Carnevali prova ad accelerare sul fronte del mercato, obiettivo consegnare, sin da subito, nuove pedine a Luciano Spalletti. Intanto la società si completa con l'arrivo di Frederic Massara che va a rafforzare la struttura organizzativa dell'area Football maschile: finalmente una dirigenza tutta italiana con specchiate competenze calcistiche. La data del ritrovo si avvicina e sarebbe un’ottima mossa regalare all’allenatore un gruppo di interpreti su cui lavorare, al fine di impostare una nuova fisionomia di squadra, sin dal primo momento collegiale. Proprio come da pensieri continui e reiterati da parte del Mister di Certaldo.
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