Esordio in campionato vincente ma si deve fare molto meglio

Esordio in campionato vincente ma si deve fare molto meglioTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 18:00La Frecciata
di Franco Leonetti
La Juve passa a Frosinone al debutto in campionato ma serve migliorare nelle realizzazioni e nel chiudere le gare. Yildiz fuori, non ci voleva!

Mentre il mercato impazza, è arrivato il debutto in campionato a Frosinone. Una partita non banale, tutt’altro che facile, un match colloso con l’avversario sempre addosso a pressare; ciociari che però hanno lasciato diversi spazi sottoporta, mal sfruttati dagli avanti di Madama. La Juve si è aggiudicata i primi tre punti della stagione ma quanta fatica nel finale, con quella traversa colpita dai giallazzurri neopromossi, che poteva rovinare tutto. Non vincere un match come quello di domenica sarebbe stato semplicemente folle, ma nel calcio se non sigilli le partite e non le metti in freezer, i rischi li corri sempre, con qualsiasi avversario. Una Juve che, sostanzialmente, ha interpretato l’andamento della gara in maniera positiva, dopo il primo quarto d’ora di schermaglie, gli uomini di Spalletti hanno preso possesso del campo, giocando quasi solo ad una metà campo, quella avversaria. Però nell’analisi generale ciò che è mancato per far sorridere pienamente i tifosi è il consueto killer instinct latitante, vecchio difetto di una Juventus che proprio non riesce ad uccidere le sfide, pur avendo a disposizione chance molto golose. Vero che nella prima frazione il palo ha aiutato Palmisani, portiere avversario, su diagonale saettante di Kalulu e poi sulla ribattuta a rete di Yildiz, ma la Vecchia Signora ha fruito di almeno due occasioni gigantesche e facili da realizzare, per mandare in archivio il match. E purtroppo non le ha sfruttate. Due opportunità incredibili, solo da spingere in fondo al sacco, prima Kolo Muani a pochi metri dalla linea di porta ha sparato altissimo, ma ancora peggio ha fatto Chico che nella ripresa, con il risultato sempre in bilico, ha cestinato un’occasione incredibile capitatagli sul suo piede forte: bastava incrociare raso terra e la gara sarebbe finita lì. Invece sappiamo tutti come è andata, con la sofferenza finale e lo sfogo giustissimo e acre di Spalletti negli spogliatoi: lui lo sa benissimo, una Juve senza cattiveria e ferocia davanti alla porta avversaria, rischia di essere quella deficitaria dell’anno passato. Lo stadio Stirpe ha rilasciato alcuni segnali che vanno analizzati nel dettaglio, solo così questa Juventus potrà tornare a crescere e provare ad essere competitiva. Con la nota assai negativa dell’infortunio di Kenan Yildiz, che rischia di tenerlo fuori dal prato verde per parecchio tempo.

Spalletti   Le sue dichiarazioni nel post partita sono sembrate a tanti troppo dure, ma ormai è chiaro: l’allenatore toscano cerca di spronare e di motivare i suoi ragazzi anche in maniera pubblica. Il discorso su Kolo Muani ci sta, sebbene il francese sia arrivato tardi e a preparazione iniziata. Ma il centravanti francese in queste partite, e con certe occasioni a disposizione, deve centrare il bersaglio, senza scusa alcuna. Insomma, anche se si è bravi tecnicamente serve calarsi nella parte con tanta umiltà. Quando il Mister afferma perentoriamente che: “È più facile fare gol e chiudere la partita piuttosto che gestire la gara” ripropone una verità sacra, fustellata e intagliata su quelle che sono le caratteristiche della sua squadra. Poi si può discutere o meno sull’opportunità di mettere alla frusta i suoi ragazzi alla prima giornata di campionato, ma parere personale, meglio mettere in chiaro subito ogni minima minuzia da andare a raggiungere, piuttosto che tenerla celata.

Kolo Muani   Si è mosso bene con e senza palla, ha aperto varchi, ha fatto salire la squadra, ha svariato sul fronte d’attacco: tutto bene a parte il gol. Un dettaglio non da poco, perchè il numero 9 della Juve deve metterla dentro. Certo lui non è e non sarà mai il classico centravanti alla Higuain, ma certe chances vanno capitalizzate, punto.

Celik   L’esterno turco è la vera certezza di questa squadra. Ovunque lo metti lui il suo lo fa sempre, con sostanza, grinta, gamba e scintillante voglia di far bene. Uomo concreto e dalla forza di volontà enorme, appare sempre pronto ad aiutare i compagni e a sacrificarsi per la causa bianconera. Non è un caso che Spalletti lo abbia preferito in formazione iniziale a Cambiaso, facendolo giocare sull’out mancino come era già accaduto in alcuni spezzoni di precampionato. Se Celik continuerà con questa applicazione concentrata, e con prestazioni raggianti, ne giocherà molte da titolare.

Yildiz   Il suo stop fisico non ci voleva proprio. E’ parso un po’ spento e appannato sul campo che aveva battezzato il suo primo gol da professionista. Di lui, a Frosinone, si ricordano un paio di serpentine e il tiro verso la porta parato da Palmisani: troppo poco. Però Kenan ha una scusante chiara e dolorosa: non stava bene, avendo rimediato un trauma al piede sinistro che lo ha limitato fortemente e che, dopo i controlli strumentali, ha creato parecchie preoccupazioni in casa Juve. La speranza è che non debba affrontare un intervento chirurgico per sistemare il problema occorsogli, anche perché questo imprevisto lo terrebbe lontano dal campo per parecchio tempo. Un inconveniente grave di cui non si sentiva proprio la mancanza.

Mercato   La prima gara ufficiale ha confermato, per l’ennesima volta, che questa Juventus deve assolutamente essere completata. Al di là della rivoluzione tra i pali, con Perin e Di Gregorio su altri lidi e con il vice Vicario da portare a Torino, il gruppo ha urgenza di almeno tre innesti in varie zone del campo. Un esterno basso mancino che duelli per il posto con Cambiaso, poi si attende un elemento di grande peso per la mediana, con Kessie favorito per sbarcare a Torino. Lì in mezzo al terreno di gioco occorrono fisicità e capacità di leadership per imporre gioco e non subirlo. E infine il celeberrimo identikit del centravanti da area di rigore, che il Mister richiede da gennaio. A prescindere da David e Milik, la Juve ha totale necessità di una punta pesante in grado di farsi rispettare nei 22 metri, un lottatore capace di inquadrare la porta, portandosi a casa una bella sfilza di reti importanti. Massara e Carnevali continuano a lavorare su eventuali uscite ed entrate, ma questa Juve deve essere completata nell’organico, se si hanno ambizioni alte e la volontà di tornare ad essere competitivi in Italia e in Europa. E il problema Yildiz potrebbe rinfocolare qualche opportunità da cogliere negli ultimi giorni disponibili. Un mercato lungo, lunghissimo, complicato, che va assolutamente portato a termine per fornire al Mister un gruppo squadra completo di alternative di valore.