Un raduno senza entusiasmo, in attesa che il mercato si smuova
Il raduno del 13 luglio è giunto, la Juventus ha cominciato la sua stagione, ma l’entusiasmo dei pochi presenti è stato pressochè rasente lo zero. Qualche foto, qualche autografo, cose di prammatica, nulla di trascendentale, niente che potesse accendere una scintilla, visto lo status quo in casa bianconera. Una spinta emotiva assente per ovvie motivazioni, quella che si è ritrovata ieri, infatti, è la stessa squadra che lo scorso anno ha fallito tutti gli obiettivi disponibili, con l’unico viso nuovo di Ekhator, in più gravata da rientri da prestiti legati a figure quali Arthur, Douglas Luiz, Rugani e Rouhi. Tutti giocatori che, detto per inteso, i tifosi zebrati ritengono abbiano fatto il loro tempo a Torino e che non vorrebbero più vedere con la sacra maglia. Insomma, un ritrovo in chiave assai dimessa, e non poteva essere altrimenti. Chi si attendeva per la data d'inizio ritiro alcuni nuovi acquisti è rimasto indelebilmente deluso, ma va detto che esistono delle chiare attenuanti che chiamano in causa il tempo: il direttore generale Carnevali è in carica da un mesetto e ha ereditato una situazione deprimente e intricatissima, il suo braccio destro, Massara, addirittura è stato ufficializzato solamente otto giorni orsono. Quindi servirà continuare a lavorare con sempre maggiore intensità in fase di negoziazioni e trattative, augurandosi che qualcosa finalmente si sblocchi, in maniera netta. La Juve deve sistemare un fattore fondamentale come quello delle uscite, per fare mercato la società della Continassa ha necessità di dismettere e poi di acquistare a buon prezzo, cogliendo opportunità di mercato e lavorando sodo sui parametri zero disponibili, insomma serve disincagliare un contesto che si sta facendo grottesco, preoccupando parecchio gli stuoli di supporter di Madama. Ad oggi diventa arduo prevedere chi rimarrà tra gli uomini presentatisi ieri mattina al J Medical, parecchi sono in predicato di andare via e tanti di loro sono già stati accostati a parecchie trattive per la cessione. Miretti, Thuram, Cambiaso, Di Gregorio, Zhegrova sono tutti molto in bilico, con il portiere ex Monza con due piedi fuori, visto che la Juve sta cercando un nuovo guardiano dei pali titolare, da almeno due mesi. Il Dibu Martinez resta il prescelto ma la trattativa per assicurarselo continua ad essere lunga, tortuosa e non in discesa, con il portiere argentino ancora impegnato ai mondiali con la nazionale albiceleste. Servirà da parte del board dirigenziale di Madama andare a colmare le gravi lacune-assenze presenti per la porta e per il ruolo del centravanti, in sintesi le richieste più pressanti elevate da Mister Spalletti che ha esternato i suoi voleri al termine della stagione passata e che, molto probabilmente, si attendeva qualche nuovo rinforzo in quelle posizioni di campo, già da qualche giorno.
Pleonastico dirlo, anzi ripeterlo, il mercato in casa Juve sarà complicato, difficile, lungo, estenuante e articolato, con sblocchi e incastri futuribili che devono prendere spunto dalle cessioni, dunque al popolo bianconero servirà munirsi di estrema pazienza, in questa estate torrida. Il nodo attaccanti verte sui nomi che ormai tutti hanno più volte pronunciato, Kolo Muani novello sposo di Madama da ormai un anno senza compimento, costa 50 milioni: un botto difficile da far esplodere, ma si continua a trattare, perché viene considerato una priorità per rafforzare il reparto offensivo. Carnevali, però è stato chiaro, sottolineando che se le richieste continueranno ad essere così elevate, la Juve potrebbe abbandonare la pista e virare su altri interpreti. Sorloth, buon giocatore ma non certo fenomenale, appare al momento una trattativa congelata, mentre Pellegrino del Parma sale nelle quotazioni, ma costa anche lui parecchio, con i ducali che chiedono 30 milioni per la definitiva cessione. Resiste l’idea-suggestione di un ritorno di Vlahovic a patto che il giocatore diminuisca le esose richieste d’ingaggio e premio alla firma, insomma se Vlahovic si farà, sarà esclusivamente alle condizioni della Juve e non a quelle del centravanti serbo. Senza dimenticare mai che i due flop Openda e David fanno ancora parte del roster di giocatori in rosa e che non sarà banale trovare loro una sistemazione, con il canadese che, a più riprese, si è fatto forte del contratto e dello stipendio in essere, per restare alla corte della Vecchia Signora. A centrocampo serve aria nuova, ecco perché l’accoppiata Carnevali-Massara opera per cercare intese su Kessie e Goretzka che potrebbero rappresentare ottimali salti in avanti, al fine di completare un reparto che ha bisogno di essere ridisegnato da almeno tre stagioni. Inutile ribadire che, sia in entrata che in uscita, gli affari dovranno dimostrarsi profondamente sostenibili per le casse non floride del club, sempre sotto stretta osservazione per il Fair Play finanziario imposto dalla Uefa. Per Koopmeiners si cerca un acquirente o una destinazione valida, idem dicasi per Miretti, ma anche in altre zone del campo servirà vendere o cedere bene per poi partire alla riscossa. Joao Mario è un esubero, Zhegrova rischia di esserlo, e la situazione legata a Gatti appare bisognosa di un chiarimento e di un eventuale sblocco definitivo. La cosa chiara in casa Juventus è una e una sola: non si potranno sistemare tutte le problematiche in un'unica sessione di mercato. Quindi alcuni dei nomi citati potrebbero rimanere.
D’altronde lo stesso Spalletti, in tempi non sospetti, disse chiaramente che si attendeva una crescita da livello Juve per alcune pedine, perché parecchi dei giocatori presenti nella rosa dell’annata trascorsa, sarebbero rimasti in maglia bianconera. C’è poi il problema reale dei giocatori in prestito non riscattati e rispediti al mittente. Della telenovela Arthur inutile parlarne, di lui è stato già detto tutto, contratto in scadenza la prossima estate: al netto di un improbabile e suicida rinnovo di contratto, il brasiliano andrà piazzato definitivamente, stando attenti a non compiere una minusvalenza. Il suo contratto pesa ancora a bilancio per circa 6,5 milioni sui libri contabili della Continassa: insomma ci vorrà un mezzo miracolo per risolvere uno stallo ormai pluriennale. Douglas Luiz, anche lui cavallo di ritorno, verrà valutato in ritiro dal Mister, ma i suoi ultimi due anni deludentissimi, in Italia e in Inghilterra dove era sbocciato, non fanno presagire nulla di esaltante. Lo stessa dicasi per Rugani e Rouhi, ai quali andrà trovata una destinazione; molto improbabile possano restare alle dipendenze di Luciano Spalletti. Soldi freschi sono in procinto di arrivare dalla cessione di Muharemovic in Premier League, e che andranno reinvestiti subito, in ogni caso la situazione del mercato della Goeba non appare di semplice interpretazione, ecco perché da Carnevali e Massara ci si attendono movimenti eccellenti, idee e soprattutto la realizzazione di affari concreti, in grado di svincolare un mercato ancora inchiodato al nastro di partenza. A metà luglio la dirigenza juventina ha urgente bisogno di un primo passo nell’ottica di operare scelte risolutive, sia in entrata che in uscita. Scelte che non si possono sbagliare nel modo più assoluto. Carnevali, non più tardi di qualche giorno fa, ha ribadito l’appello alla calma per il mercato, soprattutto in uscita, perché il tempo c’è e servono valutazioni accurate per non commettere errori. Ora però con la squadra in ritiro, è giunto il momento di sbocchi immediati, atti a fornire al Mister le giuste chiavi, le opportune pedine, per plasmare morfologicamente una Juve che ha necessità stringente di essere cambiata, mutata e palesemente rinforzata. Mercato difficoltoso, faticoso, con pochi soldi e tante problematiche, che però va smosso e anche in fretta. Vietato arrivare lunghi sulle scelte imprescindibili, chieste da Mister Spalletti.
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