Da riserva eterna a campione del mondo: perché la Juve vuole il Dibu
Se davvero la Juventus dovesse affondare il colpo per Emiliano Martinez, non sarebbe soltanto un'operazione tecnica. Sarebbe soprattutto una scelta di personalità. Una scelta di carattere. Una scelta che andrebbe a colmare una delle lacune più evidenti emerse nell'ultima stagione della squadra di Luciano Spalletti.
Per capire perché il nome del Dibu Martinez piaccia così tanto alla dirigenza bianconera bisogna però partire da lontano. Perché la carriera del portiere argentino che oggi tutti conoscono non è stata una scalata lineare. Anzi.
Arrivato giovanissimo all'Arsenal, Martinez ha trascorso quasi dieci anni tra panchine e prestiti. Oxford United, Sheffield Wednesday, Rotherham, Wolverhampton, Getafe, Reading. Una lunga trafila fatta di attese, occasioni mancate e continui esami da superare. Per molti sarebbe rimasto una promessa incompiuta, un buon portiere destinato a vivere all'ombra di qualcun altro.
Invece la sua storia cambia improvvisamente. Prima la grande occasione all'Arsenal, poi il trasferimento all'Aston Villa, la squadra che gli permette di diventare finalmente protagonista. Da quel momento la sua carriera decolla definitivamente. In pochi anni diventa uno dei migliori portieri della Premier League e uno dei punti di riferimento della nazionale argentina.
Arrivano così le vittorie che cambiano una carriera. La Copa America, il Mondiale 2022 e poi altri successi con la maglia dell'Albiceleste. Sempre da protagonista. Sempre con quella capacità di esaltarsi nei momenti decisivi che è diventata il suo marchio di fabbrica.
Negli annali del calcio resterà probabilmente per sempre quella parata al 123° minuto della finale mondiale contro la Francia. Sul punteggio di 3-3, con l'Argentina ormai sulle gambe, Randal Kolo Muani si presenta davanti a lui con il pallone del Mondiale sul destro. Martinez resta in piedi fino all'ultimo istante e respinge con il piede una conclusione che sembrava destinata a entrare nella storia. Pochi minuti dopo arriveranno i rigori e sarà ancora lui a risultare decisivo per consegnare la Coppa del Mondo all'Argentina.
Una curiosità che rende ancora più particolare quel ricordo: qualora la Juventus dovesse riportare a Torino proprio Kolo Muani, i due potrebbero ritrovarsi compagni di squadra quattro anni dopo uno degli episodi più iconici della storia recente del calcio mondiale.
Ma la vera domanda è un'altra: perché la Juventus vuole Martinez?
La risposta non riguarda soltanto le sue qualità tra i pali. Certo, tecnicamente stiamo parlando di uno dei migliori portieri del panorama internazionale. Un portiere forte nelle uscite, nella lettura preventiva delle situazioni, nel gioco tra i pali e soprattutto nei calci di rigore. Ma il punto è un altro.
Martinez possiede quella personalità che alla Juventus è mancata per gran parte della stagione. È uno di quei giocatori che non si nascondono mai. Uno di quelli che vive la pressione come una fonte di energia. Uno di quelli che, nei momenti difficili, tende ad esaltarsi invece che a farsi schiacciare dagli eventi.
Spalletti, durante l'ultima stagione, ha parlato più volte della necessità di avere in campo giocatori con carattere. Giocatori capaci di reagire alle difficoltà, di gestire gli imprevisti e di trasmettere sicurezza ai compagni. Quelle che scherzosamente ha definito le famose "faccette da C". Ecco, se esiste un giocatore che incarna perfettamente questa definizione, probabilmente è proprio Martinez.
Il portiere argentino divide per atteggiamenti e provocazioni, ma è impossibile negare quanto riesca a trascinare le proprie squadre dal punto di vista emotivo. Parla continuamente con i compagni, vive ogni partita come una battaglia e trasmette una carica agonistica che spesso contagia tutto il gruppo.
Naturalmente Martinez da solo non basterebbe a risolvere tutti i problemi della Juventus. Serviranno altri innesti di personalità, esperienza e leadership. Ma il suo eventuale arrivo rappresenterebbe un primo segnale forte della direzione che il club vuole intraprendere.
Intorno all'operazione, però, potrebbero arrivare novità anche sul fronte societario. Nelle ultime ore, infatti, si sono intensificate le indiscrezioni che vedrebbero un imminente cambio ai vertici operativi della Juventus, con l'uscita di Damien Comolli e l'arrivo di Giovanni Carnevali come nuovo amministratore delegato bianconero. Un passaggio che potrebbe incidere sulle strategie future del club, ma che al momento non sembra destinato a modificare le priorità individuate per il mercato. Tra queste resta proprio il nome di Martinez, considerato il profilo ideale per alzare il livello tecnico e caratteriale della squadra. Per questo motivo sarà interessante capire se il nuovo corso societario porterà avanti il lavoro già impostato nelle ultime settimane e proverà a condurre fino in fondo una trattativa che, per caratteristiche del giocatore e necessità della Juventus, continua ad avere una sua logica molto precisa.
Inoltre la sua presenza potrebbe influenzare anche le scelte relative al secondo portiere. La Juventus potrebbe decidere di affiancargli un giovane come Daffara, reduce da una stagione molto positiva in prestito all'Avellino, oppure mantenere in rosa Mattia Perin, aggiungendo così un'altra figura di esperienza e personalità all'interno dello spogliatoio.
Dopo due stagioni nelle quali Michele Di Gregorio non è riuscito a convincere fino in fondo, la Juventus sembra intenzionata a cambiare strada. E se il nome scelto dovesse essere quello di Martinez, il messaggio sarebbe chiaro: non soltanto più qualità tra i pali, ma anche più carattere, più leadership e più capacità di affrontare i momenti che decidono le stagioni.
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