A caval donato, Juve salta in groppa
La Juventus torna a fare tre punti allo stadio Via del Mare di Lecce e sono tre punti pesantissimi in chiave Champions League. Per una notte, in attesa della gara del Milan, ma anche di Como e Roma, i bianconeri si ritrovano al terzo posto, ma guai a pensare che l’obiettivo sia raggiunto. Quello che importava in casa dei salentini erano i tre punti e sono arrivati, seppur con tanti sospiri fino alla fine. Comunque sia, credo che in questa situazione, qualunque juventino avrebbe firmato alla vigilia per un risultato simile e firmerebbe anche per le ultime due gare contro Torino e Fiorentina.
L’atteggiamento iniziale è stato quello giusto: la Juve è entrata in campo per fare un sol boccone del Lecce e in effetti è andata in gol dopo pochi secondi con Vlahovic e ha sfiorato anche il raddoppio al terzo minuto, pur non senza rischiare qualcosa. Poi la gara si è abbastanza stabilizzata, con la Vecchia Signora a controllare le operazioni senza riuscire a trovare la via del raddoppio, mentre la squadra di Eusebio Di Francesco ha cercato di difendersi per poi ripartire con veloci transizioni positive in verticale, ma senza esito.
In mezzo, tanti errori tecnici da una parte e dall’altra, anche se per monte ingaggi quelli della Juventus sono ovviamente meno spiegabili. Nella ripresa la Juve trova due volte il raddoppio, prima con lo stesso Vlahovic, poi con Kalulu, ma le reti vengono annullate per fuorigioco (discutibile il secondo), poi nel finale ancora tanti errori tecnici e di scelte (cosa combina Zhegrova con Boga tutto solo? E Bremer che in impostazione mette in difficoltà i suoi in una situazione di totale controllo?) che mantengono i bianconeri in apprensione fino al triplice fischio finale.
Luciano Spalletti si sgola per tenere tutti sulla corda, soprattutto un abulico Koopmeiners, ma sembra non ci sia modo di far alzare l’attenzione e la lettura delle situazioni a questa squadra totalmente in balìa delle partite. Sarà così fino alla fine della stagione, ragion per cui i tre punti sono letteralmente oro colato e vanno presi senza se e senza ma. A caval donato, questi calciatori devono saltare in groppa e correre verso l’obiettivo, senza voltarsi indietro, perché tanto di miglioramenti non se ne possono fare. La vittoria è stata anche una vittoria di nervi, il guaio è che domattina non sappiamo come si sveglieranno questi ragazzi e cosa combineranno nei prossimi 90 minuti. Non resta che osservare e pregare, prima o poi vedremo tempi migliori.
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