Di Gregorio ancora titolare: Spalletti lo blinda, ma ora basta alti e bassi
Fiducia sì. Ma a tempo. Luciano Spalletti sceglie la linea della continuità e conferma Michele Di Gregorio tra i pali della Juventus, spegnendo sul nascere ogni ipotesi di sorpasso da parte di Mattia Perin. In conferenza stampa il tecnico è stato chiaro: le responsabilità sono sempre collettive, mai solo del portiere.
Un messaggio che protegge il gruppo, ma che non cancella la realtà. Perché il rendimento di Di Gregorio, fin qui, è stato troppo altalenante per una squadra che vuole tornare a respirare l’aria alta della classifica e dell’Europa. Parate decisive alternate a incertezze evitabili. E alla Juventus, si sa, la continuità non è un optional: è una pretesa.
Il contratto fino al 2029 è una garanzia formale, non una polizza tecnica. Nel calcio contano le prestazioni, non le firme. E se Perin resta dietro le quinte, lo fa da professionista vero, pronto a infilarsi i guantoni al primo segnale di cedimento. Spalletti prova a blindare il suo portiere anche mediaticamente, chiedendo compattezza e responsabilità condivisa. Ma il messaggio sottotraccia è evidente: la maglia da numero uno non si eredita, si difende. Ogni domenica. Di Gregorio è chiamato a fare un passo avanti. Non solo a parare i tiri, ma anche le critiche. E per farlo non bastano le parole del tecnico: servono interventi pesanti, sicurezza, leadership silenziosa. La fiducia è stata rinnovata. Ora tocca a lui renderla definitiva.
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