Kalulu, grazia negata: la Juve insorge. “Due pesi e due misure?”

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di Massimo Reina
Caso Bastoni–Kalulu, la Juve chiede la grazia a Gravina. Ma arriva il no (prevedibile): da qualche anno, in Serie A ci sono due pesi e due misure...

Il caso Bastoni–Kalulu non si spegne. E adesso il rumore diventa polemica aperta. Dopo il ricorso respinto, la Juventus ha chiesto ieri la grazia al presidente FIGC Gabriele Gravina per cancellare la squalifica del difensore francese, espulso a San Siro in un episodio giudicato errato anche dall’AIA. Obiettivo: averlo già contro il Como. Risposta: no.

Una decisione che riaccende il dibattito su quello che, in ambienti bianconeri, viene definito un clamoroso doppiopesismo. Perché il precedente esiste ed è recente: aprile 2023, Romelu Lukaku, allora all’Inter, espulso nella semifinale di Coppa Italia contro la Juventus dopo la seconda ammonizione seguita a cori razzisti. In quel caso Gravina intervenne concedendo la grazia “in via eccezionale e straordinaria”.

Oggi, davanti a un errore tecnico riconosciuto e a una squalifica ritenuta ingiusta, nessun intervento. La linea federale resta rigida. Ma la domanda rimbalza inevitabile: perché allora sì e oggi no? Nel quartier generale bianconero la sensazione è quella di una disparità difficile da digerire. Una gestione che cambia a seconda del contesto, del momento, forse – insinuano i più maliziosi – perfino del colore delle maglie. Un’accusa pesante, ma che serpeggia con forza dopo l’ennesimo episodio controverso.

La Juventus resta senza Kalulu. Il sistema, però, resta sotto processo mediatico. E quando la percezione è quella di un trattamento diverso a seconda dei protagonisti, il danno d’immagine rischia di essere più grande di una semplice squalifica. Il campo va avanti. Le polemiche pure. E questa, c’è da scommetterci, non finirà qui.