tutto il Rosario, perche' una Rosa soltanto?
Questa settimana è stata davvero dura… anzi, neanche minimamente ritenendo poter essere smentito, penso sia stata la settimana più paradossale che abbia vissuto, ovviamente calcisticamente parlando. Perché i fatti di cronaca superano ( come ultimamente accade) i fatti calcistici. Se da un lato la piena soddisfazione di una sontuosa prova ad Udine dovrebbe farmi dimenticare il resto ( e seguire direttamente la vicenda quarto posto, che è lì… ad un soffio), dall’altro le stramberie e i paradossi di un mondo al rovescio purtroppo si fanno largo sui fatti calcistici, proprio adesso che la lepre e' divenuta Como anziche' Roma...
Resto francamente attonito , e mi alieno nella disperata ricerca di quello che mi sono perso, come in una morale kafkiana, dalla vicenda di giovedì scorso , non tanto dalla premiazione di Bastoni, quanto da quello che rappresenta agli occhi dei più piccoli e fragili. Dal punto di vista pedagogico è sicuramente uno scacco matto, un non plus ultra, che non confonde le menti anzi, le polarizza verso un mondo che “ tanto va così”, verso le solite frasi fatte. Perché spiegare come possa essere incensato e glorificato un evento simile, non è facile, non è semplice per un semplice padre di una undicenne, per nessun padre di minori, per nessuno che finora abbia speso la propria dignità ( professionale ed umana) a scapito del principio, unico e solo fine delle battaglie su carta e sul nozionismo.
Perché non è tanto aver ricevuto la ROSA CAMUNA ( ma chi se l’è mai filata una roba simile, ammetto quindi la mia SOMMA IGNORANZA), quanto tutto l’eco che è stato generato a posteriori. Intanto dico che mi pare una stranezza premiare la prodezza di Bastoni, che ( e ringrazi dio) non avendo progenie non potra’ confrontarsi con i suoi pargoli a cena, che gli diranno perché sono derisi a scuole ed in virtù di quale peccato ( un po’ come la famosa blasfemia di Lautaro).
In secondo luogo tutto questo assordante batti e ribatti di opinioni che disegnano una realtà distopica e alla rovescia, dove quasi quasi sia Kalulu il carnefice. Ormai siamo abbonati alle psicosi da paranoia, e ci sentiamo colpevoli di tutto. Del meno 10 , della meritata serie B, delle incornate di Chiellini a ibra, della super lega, e tra poco del conflitto in Iran e della bocciatura dell’arbitro La Penna. Ma poi… che necessità reale c’era di dare un premio e non fare finta di dimenticare tutto? Che senso ha ricordare che in fondo è stata una furbata, ed è stato premiato il ladro e non la guardia? A chi ha fatto più danno? A Kalulu o Bastoni? Agli ingiocabili di cartone o a noi poracci che da 5 lunghi anni non ne indoviniamo una? Domande retoriche, senza risposta, come nessun dibattimento ha il martedì arbitrale, OPEN VAR ( trasmissione da chiudere perché serve solo ad aizzare gli animi senza arrivare a nulla), dove gli arbitri si incensano o si assolvono senza dibattimento, senza spiegare perché e per come abbiano causato le migliori enterocoliti del weekend a milioni di tifosi ( un bel tacer non fu mai scritto si diceva..)…. E soprattutto senza modificare di un millimetro il giudizio. Come nessuna risposta e’ stata mai chiara e lapidaria su gli altri peccati capitali bianconeri, dalla serie B del 2006, alla superlega alla vicenda plusvalenze.
Va bene tutto, ma cosa si spiegherà ai nostri figli che ormai preferiscono ( giustamente) rugby e curling al calcio, dov’è poche e chiare regole rimangono CHIARE e POCHE, e soprattutto insindacabili e inopinabili?
Anche se il weekend è stato dominato da fenomeni come Antonelli e Jannick non mi rassegno ad abdicare allo sport più bello del mondo.
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178
