Fondamentali i gol di Vlahovic per raggiungere la Champions

Fondamentali i gol di Vlahovic per raggiungere la ChampionsTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 18:00La Frecciata
di Franco Leonetti
Il centravanti serbo ha messo a segno le ultime due reti che sono valsi 4 punti in classifica. Da lui ci si attende molto nelle ultime due gare stagionali

Una vittoria basilare contro il Lecce, con una firma chiara e leggibilissima. Quella di Dusan Vlahovic, che con due reti consecutive ha consegnato alla sua Juventus gli ultimi quattro punti conquistati in classifica, che collocano la Vecchia Signora sul terzo gradino del campionato. Nessuna illusione però, la corsa alla Champions è ancora lunga e irta di ostacoli, per rendersene conto basta osservare i risultati della scorsa giornata di campionato e si avrà un quadro esaustivo; con la convinzione che ancora tutto può succedere. Madama ha il proprio destino tra le mani, e con due vittorie nelle restanti impegnative sfide contro Fiorentina e Torino, sarà aritmeticamente in Champions. Ma sarà molto dura, perché servono prestazioni affamate ed equilibri costanti, mentre gli avversari non mollano, Como e Roma, e gli incroci di risultati possono regalare sorprese inusitate, nonostante il Milan sia stato risucchiato nella lotta per l’Europa che conta; per cui ci sono due piazzamenti, a disposizione, per quattro squadre. Bisognerà essere letali, risoluti e soprattutto vincenti negli ultimi 180 minuti stagionali, non c’è spazio per altre ricette a due giornate dal gong finale della serie A. La Juve ha ritrovato il centravanti serbo da titolare dopo 161 giorni dall'ultima volta nell’undici iniziale, quando sopraggiunse il maledetto infortunio all'adduttore, di dicembre, che lo costrinse all’intervento chirurgico e ad un’assenza di oltre quattro mesi. In Puglia, contro i salentini di Di Francesco, Vlahovic è entrato negli almanacchi storici per la sua rete, Dusan infatti ha marcato il gol più veloce della storia bianconera, realizzando il sigillo vincente dopo appena 12 secondi di gioco: battendo il precedente record di Arturo Vidal che aveva portato la Juve in vantaggio, dopo appena 18 secondi, contro l'Inter il 3 novembre 2012. Al Via del Mare, Vlahovic ha anche raggiunto un altro traguardo illustre, appaiando il “Pipita” Higuain a quota 66 realizzazioni con la maglia della Vecchia Signora, dimostrandosi uno degli attaccanti più prolifici con la casacca bianconera, degli ultimi anni. E visto lo stato di forma del centroboa tanto agognato, voluto e atteso da Luciano Spalletti, ciò che il popolo zebrato si attende è innanzi alle pupille di tutti: da Vlahovic devono arrivare i gol necessari per entrare nell’Europa più ricca,che la Juve insegue da mesi. Anche la prestazione del centravanti è apparsa molto buona, al di là di un paio di gol sbagliati che avrebbero messo in freezer il risultato, parecchio tempo prima del triplice fischio finale. Dusan ha inviato segnali fortissimi a tutta la squadra, giocando una partita all’insegna della voglia, della fame, della rabbia, della corsa intensa, immettendo spirito di sacrificio e un desiderio lampante di fare la differenza sul campo, cosa puntualmente accaduta.

Certo, il ragazzo di Belgrado avrebbe potuto fare di meglio, soprattutto per quanto concerne lucidità ed efficacia in un paio di conclusioni a rete, ma la Juve e Spalletti hanno ritrovato l’attaccante che serve e che mancava da troppo tempo. Dusan Vlahovic: un lottatore che vede la porta e sa mettere a segno gol fondamentali, senza sottrarsi mai alle responsabilità e al peso della maglia, in un frangente storico in cui la Juventus deve sistematicamente vincere per non fallire l’obiettivo minimo. Vlahovic ha trascinato i compagni, si è fatto trovare pronto, e nei 77 minuti della sua prestazione ha prodotto numeri positivi e soprattutto ha messo nel sacco il gol imprescindibile per continuare nella corsa Champions. L’uomo che mancava per guidare un attacco troppe volte anemico, sterile e inconcludente, ecco perchè il suo ritorno può essere la chiave di volta per giungere a dama. Luciano Spalletti, a fine gara, non si è fatto nessuna remora nello spendere parole importantissime nei confronti del suo centrattacco e senza parafrasi alcuna ha voluto sottolineare alcuni concetti: “Vlahovic per noi è fondamentale, abbiamo patito la sua assenza, abbiamo bisogno delle sue caratteristiche”. Punto e a capo, senza possibilità di repliche. Mister Spalletti attendeva con trepidazione il rientro in piena luce del suo centroboa per poter acquisire vittorie e morale, tutto carburante emotivo utile per arrivare sino in fondo. Subito dopo l’infortunio della punta serba il Mister aveva richiesto alla sua dirigenza un centravanti in grado di supplire all’assenza forzata di Dusan, sappiamo tutti come è andata. La società, sul mercato di gennaio, non è riuscita ad accontentare l’allenatore toscano, che si è trovato costretto a fare di necessità virtù, arrangiandosi e arrabattandosi per lunghi mesi, adattando e sostenendo giocatori che non possiedono le caratteristiche tipiche per sostenere il peso del ruolo. Una squadra come la Juve necessita, nella maniera più assoluta, di avere il classico centravanti capace di incidere, segnare e maramaldeggiare nei 18 metri, fornendo diverse soluzioni. Vlahovic a Lecce non si è mai perso d’animo, continuando a battagliare senza uscire mentalmente dalla partita: aspetto questo che ha fatto la differenza e che dovrà farla nei prossimi due match. Inevitabile e se vogliamo impietoso, il confronto con Jonathan David, giocatore fumoso, con poco peso caratteriale e non certo un proverbiale cecchino in area di rigore. I numeri sottolineano in maniera feroce la differenza tra i due: la punta canadese, disponibile praticamente sempre, ha messo a segno 8 reti in tutte le competizioni, Vlahovic, rimasto in infermeria per oltre quattro mesi, ha realizzato lo stesso numero di gol del suo compagno d’attacco. Un raffronto che non ha urgenza di ulteriori dettagli, a maggior ragione sul finale di stagione quando ci si gioca tutto.

Poi capiremo se Dusan rinnoverà il contratto e resterà o meno alla Juventus dal 24 maggio in poi, visto che ci sono diversi elementi e incastri che si devono realizzare, ma dare l’attaccante come sicuro partente, in questo momento, non sarebbe corretto. Lo stesso Vlahovic, nell’immediato post partita ha rilasciato dichiarazioni che lo vedono e lo fanno sentire fortemente centrale in questa Juve, con l’obiettivo a breve raggio di portare a casa la qualificazione:” "Ultime due partite con la Juventus? Vedremo. Sono contento per il gol e ringrazio l’allenatore per la fiducia. Non partivo titolare da tanto tempo e mi manca ancora un po’ il ritmo. La cosa più importante però erano i tre punti. Potevamo essere più cinici, anche se sono stato sfortunato sul gol annullato. Dobbiamo alzare ancora l’asticella: abbiamo tutto nelle nostre mani e dobbiamo vincere le prossime due partite". Vincere le prossime due partite, questa l’essenza e il diktat della Juventus di maggio, il resto non conta, come nemmeno contano le prestazioni di una squadra, ahinoi, spesso in eterna altalena come rendimento. Con la faccia di Mister Spalletti che ha raccontato più delle parole, ovvero quando la fisiognomica non ha bisogno di interpretazioni. Da Vlahovic ci si aspettano giocate, ma soprattutto gol pesanti e importantissimi per arrivare in Champions, e contro la sua ex squadra, Dusan è chiamato a rinverdire i fasti e le esultanze delle tante realizzazioni siglate in bianconero. Serve solo questo per acciuffare l’Europa tanto desiderata, poi il futuro verrà da se.